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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 ferie pagate, diritti e assegno universale in Europa

Vivere in Europa non è poi così negativi per i cittadini: tanti i diritti assicurati e possibilità di novità pensioni anche in Italia se ci fosse forte volontà politica




Non è poi così sconveniente vivere in Europa per i diritti dei cittadini: nonostante le contestate politiche di austerità, nonostante le ultime notizie su una incertezza di lavori all’indomani dei risultati del voto inglese che hanno sancito l’uscita dell’Inghilterra dalla Comunità europea, stare in Europa rappresenta una garanzia per i cittadini molto più di quanto si vorrebbe far credere, e ne è un esempio proprio quell’assegno universale, tanto rilanciato in Italia soprattutto da alcune forze politiche, prima tra tutte il Movimento 5 Stelle, che è già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei, ponendosi dunque come prerogativa che la stessa Europa vorrebbe per tutti i cittadini anche se al momento nel nostro Paese  sembra bloccato. Ma questo blocco, come confermano le ultime notizie, deriva da una mancanza di soldi necessari per l’attuazione di tale misura per tutti (per cui secondo le stime servirebbero 10 miliardi di euro per una valore mensile dell’assegno di 500 euro), non a caso mesi fa il ministro dell’Economia Padoan e la presidente della Camera Boldrini hanno parlato di istituzione dell’assegno universale a livello comunitario per tutti.

Insieme all’assegno universale, altra convenienza del vivere in Europa sono gli aumentati diritti per i lavoratori, a partire dalle ultime notizie sui pagamenti delle ferie. Secondo quanto stabilito dalla Corte europea di giustizia, infatti, anche quando il lavoratore decide di interrompere il rapporto di lavoro e non più fruire delle sue ferie maturate, queste dovranno essere pagate regolarmente, perché le quattro settimane di ferie annuali retribuite rappresentano un principio fondante del diritto sociale dell’Unione europea. E a questa novità si affianca anche la posizione europea di appoggio nei confronti delle novità per le pensioni approvate lo scorso anno in Germania, dove l’età pensionabile è stata abbassata a 64 anni, qualche tempo fa anche in Francia, dove invece si va in pensione a 62 anni, e di messa a punto di soluzione di anticipo della pensione per chi ha iniziato a lavorare da giovanissimo e si tratta di posizioni che non sono da sottovalutare perché dimostrano come l’Europa sia ben consapevole di situazioni e necessità.

Il problema, visto dalla prospettiva italiana, potrebbe essere rappresentato dall’essere restia della stessa Comunità nella concessione di nuovi soldi che permetterebbero di attuare concrete novità per le pensioni di uscita prima, tra quota 100, mini pensione per tutti, quota 41, anche nel nostro Paese. Ma questo essere restia non dovrebbe essere visto poi in maniera così negativa, considerando innanzitutto che l’Italia ha già ricevuto parecchi soldi dall’Europa, e che anche da parte dell’Italia non c’è poi quella grande volontà di dimostrare, conti e fatti concreti alla mano, quanto le novità per le pensioni di uscita prima che si stanno discutendo ormai da tantissimo tempo nel nostro Paese siano importanti e fondamentali.

Attraverso, infatti, novità pensioni di quota 100, quota 41, mini pensione per tutti, si potrebbe ottenere un rilancio dell’occupazione giovanile, tra l’altro richiesto dalla stessa Europa, con conseguente nuova spinta a produttività, consumi ed economia in generale che già rappresenterebbe un grande risultato positivo, cui affiancare risparmi che deriverebbero, seppur nel lungo periodo, dalle penalità imposte da ogni sistema di uscita prima e che andrebbero ad accumularsi per poi poter essere impiegati in ulteriori provvedimenti positivi per tutti. Convincere l’Europa di questi vantaggi che deriverebbero dalle novità per le pensioni in Italia sarebbe decisamente importante e facilmente fattibile, come anche affermato più volte dal presidente dell’Istituto di Previdenza, e spiegando tale convenienza forse velocemente e in maniera semplice si otterrebbe l’appoggio europeo alla realizzazione di queste novità per le pensioni, ma si è ancora fermi su questa strada, segno anche ancora manca la volontà politica di intraprendere tale percorso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il