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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 e i condizionamenti del referendum

Ecco le ragioni per cui le novità per le pensioni sono strettamente legate al referendum costituzionale d'autunno.




L'appuntamento del referendum d'autunno va letto anche in chiave di possibili riforme e, più in generale, di novità per le pensioni. La maggioranza a Palazzo Chigi scommette molta della sua credibilità e del suo progetto politico sull'esito positivo del voto e per raggiungere lo scopo è disposta a mettersi in gioco. E non è forse un caso che siano stati avviati proprio adesso i confronti con le forze sociali sulle novità per le pensioni. Così come fa discutere l'accordo raggiunto tra Annamaria Furlan, leader della Cisl e Maria Elena Boschi, ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega all'attuazione del Programma di Governo, sul voto costituzionale, proprio nei giorni delle trattative sulle pensioni.

La partita è comunque molto delicata perché il referendum potrebbe dare impulso alle novità per le pensioni così come al taglio delle imposte, che rappresenta in realtà la vera priorità per l'esecutivo. Ma è pur vero che con le poche risorse economiche a disposizione, i margini per una trattativa sono ben pochi. A quanto pare, la somma che Palazzo Chigi intende investire nel capitolo della previdenza con la prossima manovra è di circa un miliardo e mezzo di euro. Conti alla mano, si tratta di una cifra con non consente di fare quel salto di qualità così atteso. E se l'esecutivo dovesse vincere al referendum ma non essere in grado di incidere su pensioni e imposte, ecco allora che credibilità e popolarità crollerebbero ai minimi termini.

In ogni caso, il primo punto all'ordine del giorni sul fronte della previdenza continua a essere quello delle mini pensioni per la concessione al lavoratore che ha raggiunto i 63 anni di andare in pensione prima della maturazione dei requisiti adesso richiesti. Per ottenere la somma necessaria per congedarsi, il pensionando deve essere disposto a rinunciare a una percentuale del trattamento stesso. La decurtazione media dovrebbe essere del 3-4%, con una forchetta tra l'1 e l'8%, ma si tratta di numeri sui cui sono in corso stime e calcoli dei tecnici di Palazzo Chigi e confronti politici con le forze sociali.

Nell'operazione sarà centrale il coinvolgimento di banche e assicurazioni attraverso l'Istituto nazionale della previdenza sociale. Metteranno infatti a disposizione gli importi richiesti che dovranno poi essere restituiti a rate. Un'altra ipotesi allo studio è la Rendita integrativa temporanea anticipata, pensata per consentire al lavoratore over 63 che ha aderito alla previdenza complementare, la possibilità di incassare parte della pensione integrativa per ridurre l'impatto delle mini pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il