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Pensioni ultime notizie e prospettive novità referendum collegate nel bene o nel male novità mini pensioni, quota 41

Come conciliare le promesse sul taglio delle imposte e sulle novità per le pensioni con i pochi soldi a disposizione?




Se come sembra, la maggioranza a Palazzo Chigi intende scommettere il suo futuro politico sul voto costituzionale d'autunno (ottobre o novembre poco cambia), allora significa che è anche disposta a tutto. Come una vera messa in discussione dell'attuale legge previdenziale con tanto di previsione di vere novità per le pensioni. Più facile a dirsi che a farsi perché i soldi sono comunque pochi e l'esecutivo (leggi Partito democratico) non può sbilanciarsi più di tanto. E poi, come più volte riconosciuto, la priorità è la riduzione delle imposte, in particolare quelle Irpef sui redditi medi. Insomma, da opportunità, il voto costituzionale può trasformarsi in un boomerang.

Ad esempio, come conciliare le promesse sul taglio delle imposte e sulle nuove politiche sul lavoro con i pochi soldi a disposizione? Palazzo Chigi ha confermato che nella discussione intavolata con le forze entra a tutti gli effetti il tema taglio del costo del lavoro stabile. L'idea è rendere strutturalmente più conveniente il contratto a tempo indeterminato, considerato come l'attuale incentivo (decontribuzione per due anni fino a 3.250 euro l'anno) scade a dicembre. L'ipotesi preferita è procedere a un taglio strutturale del cuneo contributivo. Non è comunque esclusa, nel caso in cui l'esecutivo dovesse trovarsi in un vicolo cieco, l'ulteriore proroga di un solo anno dell'attuale decontribuzione

Fino a questo momento c'è un'ipotesi sulle novità per le pensioni sui cui l'esecutivo sta lavorando con maggiore intensità. Lo schema di mini pensioni allo studio è basata sull'ipotesi di un importo bancario da rimborsare in vent'anni senza garanzie reali a carico del beneficiario. Non coinvolgerà quindi gli eredi e non inciderà sulla reversibilità. Le banche che parteciperanno all'iniziativa lo faranno probabilmente sulla base di una convenzione oppure saranno selezionate con un bando. Le assicurazioni copriranno invece il rischio pre-morienza. La restituzione dovrà avvenire su base ventennale. Il combinato rata-detrazione fiscale determinerà la decurtazione reale dell'assegno rispetto alla potenziale pensione di vecchiaia piena.

Per i lavoratori più deboli e maggiormente bisognosi di tutele la rata sarà ridotta al minimo o addirittura azzerata dalla detrazione che in questi casi potrà assorbire anche una parte del capitale a ulteriore vantaggio del beneficiari. Per chi lascia l'impiego volontariamente la rata potrebbe arrivare fino al 15% dell'assegno per quei 20 anni. L'impatto sarebbe invece più leggero per chi si trova in situazioni di difficoltà o ha un basso reddito: le detrazioni fiscali previste saranno infatti graduate e selettive.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il