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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni rilanciata fase di Spending Review

Ulteriori soldi possibili da revisione della spesa pubblica, in cosa potrebbero essere investiti e piani per novità per le pensioni: si continua a lavorare per trovare coperture per modifiche




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:01): Sarebbe questa la terza fase della Spending Review e l'intenzione sarebbe di spostare quanto ricavato potenzialmente subito nel bilancio che al momento non è sufficiente per le novità per le pensioni e non solo come ormai risulta chiaro dalle ultime notizie e ultimissime. Il problema rimane che questi tagli sarebbero solo previsti e potenziali.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:01): C'è bisogno di recuperare assolutamente per poter procedere con le novità per le pensioni e gli altri temi in quanto al momento quanto c'è non basta certamente neppure se la Comunità ci concedesse di più e anche tanto quanto richiesto. E a questo punto, arrivano delle conferme dalle ultime notizie e ultimissime per cercare di trovare tutti i sistemi per recuperare quanto necessario e come sempre si tira fuori dal cilindro la tanto citata Spending Review

Una revisione della spesa pubblica è sempre stata necessaria, come spesso spiegato, importante per il duplice fine di recuperare nuove coperture economiche da reimpiegare in successivi provvedimenti necessarie e per ristabilire un equilibrio nella stessa redistribuzione, equa tra tutti, degli stessi soldi. Finora, però, ogni piano di revisione della spesa pubblica è saltato o è stato portato avanti mai in maniera completa, portando gli ultimi stessi commissari incaricati di mettere a punto proprio piani di revisione della spesa a lasciare il loro incarico: non si creavano le condizioni tali da permettere loro di lavorare come avrebbero dovuto tra tagli e novità. Qualche settimana fa è tornata prepotentemente in ballo l’importanza di una revisione della spesa pubblica, tanto che si è tornati a rilanciare su quei piani di tagli di detrazioni e agevolazioni fiscali nonché di alcune tipologie di pensioni stesse, come baby pensioni, pensioni di guerra e di invalidità, provvedimenti che, soprattutto a causa di furbetti che ne approfittano ma che in realtà non dovrebbero godere di tali prestazioni, permetterebbero di recuperare un bel po’ di soldi che potrebbero essere impiegati in un secondo momento in novità per le pensioni o misure sociali.

Ora qualcosa sembra ancora cambiare e, secondo le ultimissime notizie, si potrebbero ricavare soldi per un miliardo di euro aggiuntivi dalla revisione della spesa prevista dall’ultima Manovra, o meglio, alle misure in essa inserite, dai limiti alle spese delle amministrazioni pubbliche, che comprendono acquisto di autovetture di pubblica sicurezza, fotocopiatrici, energia elettrica, tablet e pc; all’obbligo di rivolgersi a cosiddetti soggetti aggregatori per servizi specifici come pulizie, vigilanza armata, manutenzione immobili e impianti. I risparmi che deriverebbero da questi interventi dovrebbe fruttare, come sopra detto, ben un miliardo di euro circa, risparmi che, come auspicato, si spera vengano poi reimpiegati al meglio, a partire da quelle misure strutturali cui ha fatto riferimento lo stesso ministro dell’Economia.

I soldi derivanti dalla revisione della spesa pubblica, ha anche precisato lo stesso ministro dell'Economia, dovranno essere considerati cruciali per l'attuazione di successivi provvedimenti vista l'incertezza degli scenari europei all'indomani dei risultati della Brexit che, in vece, si sperava ammorbidissero le austere politiche europee. Al momento l'attenzione è puntata sulle ulteriori coperture chieste dal premier all'Europa, ben 15 miliardi di euro e se non dovessero concessi è bene che si abbiano altre strade certe da cui ricavare soldi. E la revisione della spesa pubblica deve rappresentare una di queste strade. In vista poi degli impegni presi con la stessa Comunità dovranno essere riviste sia le misure in generale della revisione della spesa pubblica finora rimasta inattuata, sia i tagli a detrazioni ed esenzioni anche per le pensioni o più in generale per le misure sociali. I soldi verrebbero probabilmente impiegati, chiaramente in base alle disponibilità, in novità per le pensioni di cui si sta tanto discutendo in questi ultimissimi giorni e che potrebbero rappresentare per la maggioranza la spinta ad ottenere nuovi consensi in vista del prossimo voto costituzionale.

Confermata, dunque, una revisione della spesa pubblica aggiuntiva, da cui si potrebbe ricavare un miliardo di euro, stando alle previsioni, la prospettiva successiva è quella di andare avanti con il piano di revisione della spesa messa a punto dall’attuale commissario Gutgeld di prossima realizzazione, più ampia ed estesa, che se dovesse fornire esiti di risparmi importanti, si potrebbe pensare di usarli anche per la prossima norma di Bilancio anche se potrebbe essere un’ipotesi piuttosto azzardata, considerando l’incertezza sia dei numeri e dei conti che già non tornano, sia dell’esito della trattativa europea sulla concessione di nuovi soldi.

Per ora, in vista della definizione delle misure da inserire nella prossima norma di Bilancio, si può lavorare solo su quei pochi soldi realmente disponibili che necessariamente stanno portando la maggioranza a dover riflettere sulle priorità di lavoro, tra novità per le pensioni, valutando le aperture a modifiche del sistema basato sulla mini pensione e a novità per le pensioni di quota 41, dopo aver messo per il momento da parte la quota 100 perché troppo costosa, e piano di riduzione delle imposte, per tutti e per gli stessi pensionati, di cui restano da definirne nel dettaglio ancora gli eventuali e reali benefici che ne deriverebbero. Si tratta di una valutazione necessaria a fronte di soldi che verrebbero investiti per capire se sia meglio tagliare le imposte o concentrarsi sulle novità per le pensioni che ormai certamente, come sappiamo, avrebbero il duplice vantaggio di rilanciare occupazione giovanile, e quindi produttività ed economia in generale, e di permettere di mettere da parte nuovi fondi, pur se nel lungo periodo, derivanti dalle penalità previste da ogni sistema di uscita prima.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il