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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 tanti morti dimenticati, suicidi, infortuni dimenticati o quasi

Cosa fare per fermare le morti sul lavoro e i suicidi, nuova petizione online e urgenza sempre più necessaria di novità per le pensioni: le attuali situazioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:49): Tra l'altro non si deve purtroppo parlare solo di suicidi che sarebbe già gravissimo di per sè legati alle novità per le pensioni, ma anche di migliaia di infortuni e morti bianche spesso legate ad occupazione chiaramente non adatte ad una certa età. E poi l'insorgere di patologie gravi e meno gravi per i costi troppo alti degli esami sanitari. E infine una indigenza che continua ad aumentare e che sarebbe ancora maggiore se non ci fosse qual he pensionato in famiglia che aiuta il resto del nucleo come raccontano tante ultime notizie e ultimissime.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): Non bisogna mai assolutamente dimenticare che dietro le novità per le pensioni ci sono le vite reali e concrete di milioni di persone e delle loro famiglie. Non sono solo fredde cifre come talvolta sembra essere quando se ne parla nelle ultime notizie e ultimissime. E non ci sono solo i suicidi, ma le tragedie di persone che non sanno come andare avanti nella vita quotidiana, che evitano le visite mediche (oltre 11 milioni) perchè non se le possono più permettere, che muoiono e si fanno male per occupazione non più adatte a loro o che si ammalano gravamente e non gli viene neppure in questo caso riconosciuta la pensione o un sostegno reale.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Tanti, troppi morti si possono rifare alle mancate novità per le pensioni o ad errori sempre legati alle pensioni e chi si trova senza occupazione, pensione e neppure un reale sostegno per continuare a vivere dignitosamente. E non mancano mai tra le ultime notizie e ultimissime queste tragedie silenziose. Silenziose perchè ormai, spesso, non trovano più neppure spazio se non in un angolino.

Continuano ad aumentare le morti sul lavoro e sono diverse le tragedie silenziose risultato della forte crisi economica che non accenna a passate ma anche degli effetti delle attuali norme pensionistiche che hanno allungato l’età pensionabile per tutti, costringendo i lavoratori già impiegati a rimanere a lavoro sempre più a lungo anche quando svolgono occupazioni faticose e pesanti che potrebbero rappresentare un rischio per la loro stessa vita. E le ultime notizie sono solo una conferma di questa situazione negativa che merita di essere cambiata, basti pensare che dall’inizio dell’anno gli incidenti che hanno portato alla scomparsa di 1.172 lavoratori sono aumentati del 16% rispetto all’anno scorso e che dall’inizio dell’anno a fine aprile di quest’anno si sono già registrate 271 morti bianche sul lavoro. Tra questi, il caso di un muratore della provincia di Lecce caduto da un ponteggio del cantiere di 6 metri, di 65 anni, età in cui si dovrebbe già essere in pensione considerando la pericolosità del lavoro citato; e di un operaio edile di 63 anni caduto da un’impalcatura da 8 metri mentre stava lavorando.

Le tragedie, silenziose, riguardano però anche i tanti milioni di italiani, ben 11, che in questi mesi del 2016 hanno rinunciato ad esami e cure mediche e ad acquistare medicine perchè troppo costose e non tutti possono permettersele. Si tratta di dati particolarmente allarmanti su cui si è espresso anche il ministro della Salute, rilanciando, viste le ultime notizie e le gravi situazioni di alcune persone, la necessità di aumentare il Fondo Sanitario per il 2017-2018, da impiegare anche per sbloccare il turn over, ma anche la necessità di novità per le pensioni soprattutto per le donne lavoratrici e che si prendono anche cura della famiglia e per cui risulta sempre più difficile pensare di dover lavorare fino a 70 anni. Nonostante, però, le chiare necessità emerse e i motivi per cui risulta piuttosto urgente attuare novità per le pensioni di uscita prima, ancora non si riesce a fare nulla di concreto.

Troppo costosa la novità per le pensioni di quota 100, dubbi e incertezze su novità di quota 41, poco conveniente e vantaggiosa così come modulata al momento dalla maggioranza la novità per le pensioni  con mini pensione. Eppure mentre la maggioranza continua a discutere su quali misure si potranno davvero realizzare in vista delle discussioni vere e proprie che inizieranno dopo l’estate sulle novità da inserire nella prossima norma di Bilancio, continuano ad arrivare notizie negative. E dopo i casi sopra citati, tra i più recenti c’è anche quello di un operaio edile di 66 anni di Carini, caduto da un ponteggio e morto sul colpo, emblematico per il significato che ha la discussione ancora aperta, avviata lo scorso marzo, sulle necessarie novità per le pensioni di uscita prima per i lavoratori del comparto edile e per i lavoratori che svolgono lavori in altezza che superano anche i 60 metri di altezza presentate dal Movimento 5 Stelle.

A causa di problemi economici e lavorativi, di chi è fortemente in crisi, imprenditori che falliscono o corrono questi rischi, chi resta senza occupazione e non ha più soldi per sostentare la propria famiglia stando alle ultimissime notizie, sono ben 4mila i suicidi che si registrano in Italia ogni anno. E l’ultima notizia che potrebbe aggravare ancor di più questa situazione già difficile è la proposta di salvataggio degli istituti di credito ricorrendo ai soldi dei fondi pensione dei cittadini e ai contributi delle casse previdenziali private dei professionisti. Un ennesimo paradosso all’italiana. Ed ecco arrivare una nuova petizione che chiede di fermare la scia di tragedie e suicidi firmando accedendo semplicemente al link https://www.change.org/p/fermiamo-questo-genocidio-4-000-mo e ogni firma sarà inviata ai presidenti di Camera e Senato.

E’ giusto, infatti, che si inizi a fare qualcosa di concreto e di importante per cambiare questo quadro di situazioni negative che, in parte, sono il risultato di soluzioni pensionistiche decisamente errate che continuano a farsi vedere in casi che meritano di essere risolti, come quello di un lavoratore che a 51 anni è rimasto senza impiego, Augusto Orlandi (che ha deciso di avviare la petizione di cui sopra) che ha deciso o è stato costretto a vivere da clochard in perché lo Stato italiano non aiuta chi si ritrova in grosse difficoltà economiche, e potrebbe pensare all’assegno universale per tutti che invece lo stesso premier ha dichiarato di non sostenere più perché la ritiene una misura che potrebbe diventare una sorta di alibi per chi resta senza occupazione e che comunque riceverebbe soldi per far niente. E Augusto vive da oltre un anno davanti a Montecitorio per ricodare le necessità delle novità per le pensioni e sull'occupazione, ma nessuno fa niente e vive grazie ai doni delle gente comune.
E come dimenticare un altra vicenda che ci hanno segnalato, ovvero quella di un lavoratore che dopo 35 anni di lavoro, scopre di avere un cancro allo stomaco e all'esofago, viene operato, dimesso e costretto a sei cicli di chemioterapia, riconosciuto invalido al 100%.

Dopo la terza visita, però, l’invalidità gli è stata tolta dall’Istituto di Previdenza che avrebbe considerato l’uomo guarito, il suo rapporto lavorativo si è concluso perché ritenuto non più idoneo alla mansione che svolgeva, e secondo le norme per ricevere la sua meritata pensione dovrebbe ancora aspettare perché avrebbe ancora 37 anni di contributi versati e 57 anni. E’ dunque abbastanza chiaro come a prescindere dalle modifiche pensionistiche richieste per una revisione dei requisiti di uscita per tutti, sia abbastanza urgente lavorare per chiudere partite importanti su novità per le pensioni per casi come quelli appena citati, per riuscire garantire sostentamenti ma soprattutto possibilità di vita dignitose a persone che dopo una vita trascorsa a lavoro per problemi improvvisi o a causa della crisi o problemi di salute si ritrovano senza nulla.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il