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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni in due atti separati e distinti. Per chi, quando e come

Nuovi dati su andamento occupazionale, cosa dimostrano e perché ancora necessarie novità per le pensioni di uscita prima: la situazione




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 16:22): E visto il carattere di questi dati e di come sono poco convergenti anche in relazione ad ulteriori che si attendono come il Pil, comunque, sempre in peggioramento nelle ultime notizie e ultimissime, si è fatta forte l'ipotesi di fare in due momenti le novità per le pensioni addirittura con una distanza di due anni tra un bilancio e l'altro nonostante le stesse novità per le pensioni siano ridotte già al minimo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:33):  un miglioramento dell'occupazione c'è, ma nonè ancora deciso e convincente come risulta dall'analisi di tutti usati delle ultime notizie e ultimissime. Siamo ancora lontani da quanto tutti i miliardi spesi dovevano portare come nuova occupazione e per questo le novità per le pensioni sono sempre fondamentali

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:15): Migliora la disocuppazione diminuendo, ma sono di difficile lettura i dati o comunque con più possibilità di interpretazione con ultime notizie e ultimissime non tutte convergenti. Certo che le novità per pensioni per rilanciare il sistema rimangono, comunque, importanti.

I nuovi dai sull’occupazione hanno un’importante valenza per il quadro generale dell’andamento economico del nostro Paese ma anche per le novità per le pensioni: stando alle ultime notizie diffuse dall'Istat, a giugno il numero degli occupati è cresciuto di 71 mila unità rispetto al mese precedente, di 329 mila rispetto allo stesso mese del 2015; sono cresciuti soprattutto i lavoratori indipendenti (+78 mila) mentre rimane invariato il numero di dipendenti permanenti (-4 mila sul mese, +207 mila sull'anno); gli inattivi, coloro cioè che non hanno lavoro né lo cercano, sono diminuiti dello 0,4% (-51 mila), dato che contribuisce a fare salire il tasso di disoccupazione; ed è in calo il tasso di disoccupazione giovanile, sceso al 36,5% di 0,3 punti, raggiungendo il livello più basso dal 2012.

Dalle ultime notizie emerge, inoltre, che l'incremento maggiore degli occupati riguarda la fascia degli over 50, cresciuti di 46 mila unità, seguiti dalla fascia 35-49 anni (+20 mila), mentre l’occupazione resta più bassa per coloro che hanno un’età compresa tra 25 e 34 anni. In riferimento agli over 50, su 329 mila occupati in più a giugno rispetto all’anno precedente, 264 mila hanno 50 e più anni. L’Istat rileva che sono in aumento anche i lavoratori più giovani, con meno di 35 anni (175 mila in più). Questi ultimi dati sull’andamento occupazionale possono avere una doppia lettura: considerando, infatti, l’aumento occupazionale tra gli over 50 è chiaro come si possa interpretare come effetto delle norme previdenziali in vigore che hanno costretto i lavoratori più anziani a restare a lavoro sempre più allungo, aumentando la loro età pensionabile, per cui difficilmente, a meno di situazioni di crisi, potrebbero esserci problemi occupazionali per gli over 50; ma dall’altra parte, sempre come risultato delle norme pensionistiche in vigore, aumentando l’età pensionabile dei lavoratori già impiegati, è chiaro che si blocca il sistema di ricambio generazionale e turn over per cui la disoccupazione giovanile resta ancora alta e non sembra accennare a miglioramenti. Almeno per il momento.

Ed ecco che proprio in riferimento a questa situazione di stallo, sono necessari interventi di novità per le pensioni di uscita prima: se ne discute ormai da troppo tempo ma ancora non si riesce a fare nulla di concreto. Mancano i soldi necessari, e questa è certamente una realtà, ma se ci fosse una forte volontà politica di intervento sulle pensioni, si potrebbero recuperare da interventi mirati, come tagli e riduzioni fiscali e delle ricche pensioni d’oro, o di misure di contrasto a evasione fiscale e corruzione che da sole frutterebbero oltre 700 miliardi di euro che, come facilmente immaginabile, potrebbero servire per far tutto ciò che si vuole. Il problema è che piuttosto che concentrarsi sulle reali possibilità di attuazione di novità per le pensioni importanti, come novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41 o mini pensione per tutti, si continua a discutere senza arrivare mai a fatti concreti, il che fa chiaramente presupporre che manchi la volontà politica.

Ed effettivamente, considerando che l’attuale legge pensioni è l’unica che continua a garantire sostenibilità finanziaria, pur se rigida, nel nostro Paese e assicura ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021, è chiaro che metta un po’ in difficoltà, perché alla luce dell’andamento economico italiano, è chiaro che intervenire su norme che riescono a mantenere stabilità crea timori per la tenuta dei conti pubblici. Bisognerebbe però convincersi del fatto che le novità per le pensioni di uscita prima al vaglio nel nostro Paese comportano tali vantaggi, sia occupazionali che in termini di risparmi, da poter benissimo far passare i timori di effetti negativi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il