BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie ancora novità su bilancio con indizi per novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Nuove notizie di bilancio e risorse necessarie per novità per le pensioni: piano della maggioranza e cosa aspettarsi davvero




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:17): Non riuscire a fare il taglio dell'Irpef che era la priorità fondamentale, è un indizio importante che le novità per le pensioni come sembra dalle ultime notizie e ultimissime non potranno essere significative e importanti, anzi saranno alcune ridotte e altre cancellate. Lo stesso attacco alle precedenti maggioranze e l'idea fondamentale di sbloccare le spese e debiti precedenti che si dice fatte da loro è un altro segnale importante in questo senso

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:20): Se la salita era già difficile da percorrere abbiamo una ulteriore conferma ufficiale da chi deve prendere le decisioni finali che, probabilmente, non a caso non tocca argomenti molto delicati e sentiti come le novità per le pensioni seppur inizia a fare qualche passo indietro come il taglio delle imposte che dovrebbe riguardare solo l'Ires a discapito dell'Irpef come purtroppo si era capito leggendo tra le righe le ultime notizie e ultimissime

Un bilancio decisamente ristretto che non permette al momento di approvare tutti i provvedimenti che la maggioranza vorrebbe, da riduzione delle imposte per tutti, a novità per le pensioni e misure occupazionali. Le ultime notizie si concentrano sulle attese risposte da parte della Comunità alle nuove richieste di fondi avanzate da nostro Paese, cifra che dovrebbe aggirarsi tra i 15 e i 20 miliardi di euro, che comunque non basterebbero per fare tutto e anche in tal caso bisognerebbe procedere o a recuperare nuovi soldi o a decidere cosa fare e cosa no e in quest’ultimo caso a favore di novità per le pensioni potrebbero saltare i tagli alle imposte, altrimenti bisognerebbe pensare a riduzioni delle imposte e novità per le pensioni minori. Dalle ultime affermazioni del premier emerge un possibile rischio anche per il taglio delle imposte: da un’intervista rilasciata in questi giorni, infatti, non è arrivato alcun riferimento a taglio delle imposte Irpef, ma solo di Ires e quindi potrebbe non arrivare alcun taglio ulteriore.

Nessun riferimento nemmeno a novità per le pensioni, ma in quest’ultimo caso non si tratta di una novità, considerando che da settimane, come lui stesso l’ha presentata, si sta rilanciando sulla mini pensione per i nati tra il 1951 e il 1953 nonostante non convinca nessuno, interessati in particolar modo,nonostante manchi di definizione di dettagli e funzionamento, e nonostante implichi un piano di restituzione 20ennale dell’anticipo che si riceverebbe per andare in pensione prima che in tanti hanno definito quasi un’assurdità. E chiaramente è stato anche detto no all’assegno universale, che secondo il premier non sarebbe una misura valida per sostenere chi non ha un’occupazione che, al contrario, si cullerebbe nell’avere soldi senza far nulla, piuttosto sarebbe preferibile rilanciare politiche attive per l’occupazione, dando anche agli over 50 la possibilità di reinserirsi nel mondo lavorativo.

Il problema è che il premier ha già investito ben 14 miliardi di euro per le nuove norme per l’occupazione che non hanno fruttato poi quei risultati tanto positivi sperati considerando che dopo il boom di assunzioni a tempo indeterminato nei primi mesi del 2015, nei primi mesi di quest’anno le assunzioni stabili sono state pochissime e ciò significa che sarebbe stato preferibile investire quella stessa cifra in novità per le pensioni, soldi che avrebbero permesso di realizzare quella novità per le pensioni di quota 100, oggi al momento scartata perché troppo costosa, tra i 7 e i 10 miliardi di euro, ma che si sarebbe rivelata la più utile per tutti. Per la quota 41, invece, che al momento risolverebbe i problemi di tutti  e soprattutto di coloro che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, cioè a 14, 15 anni, servirebbero sui 4, al massimo 5 miliardi di euro.

E’ chiaro, dunque, come avendo più soldi a disposizione, soprattutto se concessi dalla Comunità, insieme a nuovi soldi che si potrebbero recuperare da una nuova revisione della spesa pubblica, bisognerà valutare in cosa investirli in vista della nuova norma di Bilancio che entro il prossimo ottobre dovrà arrivare sul tavolo di Bruxelles per poi continuare ad essere discussa tra modifiche ed emendamenti fino al voto finale entro il 31 dicembre.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il