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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni i primi no al Governo Renzi per salvare banche dai fondi

La questione delle sofferenze bancarie ancora aperta, coinvolgimento fondi pensioni e casse provate e conseguenze per novità pensioni di uscita prima




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): Il piano per salvare le banche in crisi sarebbe basato sulle novità per le pensioni attraverso la liquiditià delle mini pensioni ma che sarebbe minima e gli investimenti dei fondi i quali, per la maggior parte sembravano aver trovato un accordo con il Governo Renzi che, ora, invece, dalle ultime notizie e ultimissime sembra da molti di essi non così certo dopo che divese associazioni per i cittadini nonchè esperti hanno denunciato la rischiosità di tale decisione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:44): Nonostante una soluzione che si intravade per il Monte dei Paschi di Siena ad hoc, la situazione delle banche è sempre complessa come confermano le ultime notizie e ultimissime. E l'iniziativa del Governo Renzi di utilizzare ANCHE (non solo) le novità per le pensioni come le mini pensioni e gli investimenti dei fondi di categoria rischia di naufragare ancora prima di iniziare con una serie di importanti sigle che visti i rischi hanno iniziato a tirarsi fuori o così sembra.

I problemi e le difficoltà che il governo Renzi si sta ritrovando a dover affrontare, tra crisi delle banche e questioni derivate da tale situazione, potrebbero sembrare in via di soluzione: stando alle ultime notizie, infatti, si potrebbe dire che tutto si stia sistemando grazie all’aumento di capitale per salvare Mps, ma in realtà tutto è ancora piuttosto difficile e complesso. Dopo il piano di salvataggio per Mps, le azioni delle banche sono precipitate e a fronte di un capitale miliardario per risollevare le sorti di Mps, altri grandi istituti di credito, da Unicredit a Banco Popolare, Bpm e anche Intesa Sanpaolo sono andate male e ieri è stata una giornata decisamente nera in Borsa. Secondo tecnici ed economisti si tratta di una situazione generale che dimostra chiaramente come siano ancora tanti i problemi da affrontare e come la stessa strada per arrivare a soluzioni sia ancora decisamente lunga. Del resto, le questioni delle sofferenze bancarie tengono sempre con il fiato un pò sospeso e portano ad avanzare diverse ipotesi pur di attuare piani di salvataggio. L'ultima circolata qualche giorno fa prevedeva la possibilità di coprire i buchi degli istituti di credito ricorrendo ai fondi pensione dei lavoratori e alle casse previdenziali private dei professionisti, una ipotesi da tanti considerata una assurdità, eppure detta.

Alla luce di queste ultime notizie, una considerazione potrebbe essere spontanea: non soltanto non si fa nulla per approvare concretamente novità per le pensioni di uscita prima per tutti, tra novità per le pensioni di quota 100, che risolverebbe tutti i problemi creati dalle attuali norme previdenziali, novità per le pensioni di quota 41, mini pensione per tutti, ma addirittura si cerca nelle stesse pensioni una copertura per una situazione di crisi decisamente grande. I fondi pensioni, però, dicono no, timorosi di eventuali rischi che potrebbero derivare da un simile intervento, e anche alcune casse private dicono no, pur se la maggior parte pensa di aderire al progetto di finanziamento delle banche. In particolare, casse di commercialisti, ingegneri e architetti non sono d’accordo sul piano di partecipazione al salvataggio del sistema bancario italiano.

Il principio è chiaro: non è possibile mettere a rischio il futuro di lavoratori autonomi e professionisti, che sarebbero costretti a vivere con continui timori di rischi eventuali, per assicurare una certezza al ruolo degli istituti di credito. Piuttosto, servirebbe un aiuto comunitario, con la prospettiva di una soluzione del problema banche da definire in maniera sistematica, perché non può bastare un singolo intervento per chiudere ora la questione Mps. E se in futuro dovesse ripresentarsi una situazione del genere? E’ chiaro, però, come queste difficoltà si riversino sul prossimo bilancio, contribuendo a sottrarre ancora quelle finanze che invece si cerca di recuperare per riuscire a mettere in atto provvedimenti importanti per  i cittadini, da misure sociali a novità per le pensioni che continuano ad essere bloccate proprio per mancanza di coperture.

Il bilancio è decisamente stretto e non sembra possano esserci margini di ulteriori interventi oltre le misure, diciamo, obbligate, a meno che la Comunità non conceda le ulteriori finanze richieste dal nostro Paese, circa 15 o 20 miliardi di euro, ma anche in quel caso bisognerebbe valutare in cosa investirle, cioè se dare priorità al piano di riduzione delle imposte, spinto dai tecnici dell’Economia ma di cui occorre verificarne i reali vantaggi, o novità per le pensioni di uscita prima per tutti che, sappiamo ormai bene, avrebbe il duplice vantaggio di creare nuove opportunità lavorative per i più giovani e di permettere il recupero di nuovi risparmi derivanti dalle penalità imposte a carico del lavoratore da ogni sistema di uscita prima. In quest’ultimo caso, bisognerebbe poi valutare, in base alle disponibilità finanziarie, quale meccanismo preferire, cercando, però, di mettere a punto una soluzione condivisa ma soprattutto universale e definitiva, piuttosto che continuare a sprecare finanze per soluzioni tampone e temporanee.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il