BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie potenziali novità se referendum slitterà a fine Novembre per novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Quali conseguenze potrebbero esserci per le novità per le pensioni con rinvio ed esito del prossimo referendum costituzionale: ipotesi e possibili scenari




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:30): Sarebbero duplici i benefici di un referendum spostato a fine Novembre per le novità per le pensioni come sembra essere dalle ultime notizie e ultimissime. Il primo sarebbe che si potrebbe avere un bilancio già definito e sapere in pratica cosa deciso sia sulle novità per le pensioni che sugli altri temi. La seconda novità per le pensioni positiva sarebbe e, quella probabilmente più importante, sarebbe che si cercherebbe di arrivare ad elezioni subito dove le novità per le pensioni sarebbero un tema fondamentale.


Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:22): Si cerca di rimandare ancora di più il referendum spostandolo a fine Novembre in modo tale da una parte di riuscire a recuperare voti, dall'altra di poter dare il meglio sul prossimi bilancio per recuperare consensi anche con le novità per le pensioni. E secondo alcune ultime notizie e ultimissime, cercare di evitare un esecutivo di scopo.

Un referendum tanto programmato a voluto dal premier quello costituzionale che si terrà il prossimo autunno: la data di voto dovrebbe essere per ottobre, primi di novembre, ma in realtà, stando alle ultime notizie, sembra che le intenzioni dello stesso premier siano quelle di rimandare alla fine del mese di novembre, proprio poco prima di Natale, il voto. E questa potrebbe essere una mossa per evitare, in caso di sconfitta, la costituzione di un governo di scopo che potrebbe vedere un nuovo premier e per arrivare alle prossime elezioni alla guida del Paese in modo da cercare di riconquistare fiducia degli italiani ed elettori. Ma la strada è decisamente lunga e diverse potrebbero essere le conseguenze sugli stessi provvedimenti che la maggioranza sta portando avanti, tra riduzione delle imposte, misure sociali e novità per le pensioni, misure che potrebbero subire un ennesimo arresto o arrivare a compimento. Molto dipenderà da come si assesterà la situazione politica, visti gli equilibri precari, e dalla disponibilità di soldi che si avrà.

In merito a quest’ultima situazione, la risposta da parte della Comunità cui il premier ha chiesto nuovi 15 miliardi di euro, non dovrebbe arrivare troppo tardi, certo prima del voto costituzionale e questo potrebbe rappresentare una possibilità in più per il premier. Ma ciò che potrebbe cambiare tutte le carte in tavola sarebbe un esito negativo del referendum per il premier, lui che non sembra affatto preoccuparsene, apparentemente, perché sembra aver aperto alle richieste di modifica dell’Italicum, chieste da opposizione interna e coalizione cui inizialmente aveva completamente chiuso le porte. E la sua apertura potrebbe essere un segnale di necessità per avere l’appoggio necessario per la vittoria. Così come l’apertura che sembra essere stata dimostrata nel corso degli ultimi incontri con le forze sociali sulle richieste di modifiche e novità per le pensioni.

Chiara, dunque, la strategia del premier: cercare nuovi appoggi, consensi dei cittadini in vista del referendum che vorrebbe ancora rimandare per non rischiare di ‘cadere’ ma se vincesse il no sarebbero diversi gli scenari che si aprirebbero, alcuni per niente favorevoli alla realizzazione di quelle novità per le pensioni di uscita prima tanto auspicate e volute da tutti. Tra le ultime notizie circolate, la possibilità di un governo che sarebbe guidato dall’attuale ministro dell’Economia Padoan che certamente chiuderebbe le porte a qualsiasi attuazione di novità per le pensioni al momento, lui che da sempre se ne è dichiarato contrario, convinto del fatto che nonostante errori e rigidità le norme previdenziali attuali siano ancora le uniche capaci di garantire sostenibilità dei nostri conti pubblici, per cui devono essere mantenute così come sono ancora per un po’.

L’unica possibilità sarebbe quella di introduzione dell’assegno universale ma di tipo comunitario e se all’interno di questa eventuale nuova realtà politica, come si dice, dovesse tornare ad avere particolare rilievo Silvio Berlusconi e la destra, tra le altre novità pensioni auspicabili ci sarebbe anche l’aumento dei trattamenti pensionistici più bassi, da sempre cavallo di battaglia delle forze politiche di destra. Ma nulla sarebbe certo su novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41 e soprattutto mini pensione che potrebbe anche cambiare del tutto con la caduta dell’attuale maggioranza ed essere riformulata. Ma al momento si tratta solo di ipotesi: del resto si sono susseguiti in queste settimane diversi possibili scenari, tra cui anche quello di un governo istituzionale guidato dall’attuale ministro della Cultura Franceschini con il premier attuale che resterebbe segretario del partito e una bella sfida da giocare sul ring delle novità per le pensioni in vista delle prossime elezioni che potrebbero essere anticipate al 2017 piuttosto che tenersi, come oggi programmato nel 2018. E la sfida sarebbe serrata soprattutto con quel Movimento 5 Stelle che sta crescendo tra i consensi degli italiani e che certamente in vista delle prossime elezioni punterà tutto sulle pensioni che intende rivedere praticamente del tutto, rilanciando, presumibilmente, su introduzione dell’assegno universale per tutti, abolizione delle ricche pensioni per gli alti esponenti istituzionali e uscita a 60 anni per tutti.  

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il