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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni conflitti Governo Renzi interni crescono ancora

Prospettive politiche, nuovi assetti e ancora crisi interna per il governo: si va verso voto costituzionale e conseguenze novità pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:01): La minaccia non viene solo dal centro che sarebbe propenso ad una grande alleanza di centro ma anche con una rinnovata Forza Italia il cui primo punto dell'agenda come da ultime notizie e ultimissime sarebbe come novità per la pensione il totale rifacimento delle norme vigenti, ma anche dal proprio interno con Orfini l'unico che con la sua corrente si era espresso in modo chiaro e netto sulle novità per le pensioni come urgenti e importantissime da fare che si potrebbe alleare con Franschini con uin governo di transizione che potrebbe portare delle novità per le pensioni visto da chi formato, ma anche no, essendo solo nato per concludere il quinquennio. E su quest stessa scia si pensa anche ad un governo nazionale presieduto da Padoan.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Si può dire che il Governo Renzi sia stretto sempre più non tanto dalla morsa dell'opposizione interna come era precedentemente anche se le ultime notizie e ultimissime sulle novità per le pensioni non riportano una opposizione che demorde, ad esempio, su quota 100 anche se poi si dice neutrale fino al voto costituzionale con un chiaro paradosso. Ma ora, sempre dalle ultime notizie e ultimissime comprese le tante indiscrezioni la minaccia sembra più venire di nuovo dal centro. E tuttti questi movimenti non possono non interessare le novità per le pensioni

La situazione sembrava essersi calmata, all’indomani dei nuovi equilibri che sembravano ristabiliti con opposizione interna e coalizione, ma in realtà la crisi interna del governo Renzi continua ad esserci e a causarla ci sarebbe l’appuntamento con il voto costituzionale d’autunno, per cui sia opposizione interna che coalizione hanno chiesto al premier aperture a modifiche della legge elettorale, finora negata, a tratti resa possibile, ma ancora piuttosto incerta, ma anche le strategie di lavoro del premier che tanti non condividono più. Per la maggior parte degli esponenti politici e della stessa opposizione interna, lo sguardo dovrebbe essere volto ormai esclusivamente ai bisogni della gente che, come ha spiegato l’ex sindaco di Torino Fassino, non sono stati particolarmente ascoltati e questa mancanza ha portato come risultato il forte calo di consensi per la maggioranza chiaramente evidenziatosi in occasione delle ultime comunali, da cui è uscito deciso vincitore il Movimento 5 Stelle.

E in vista del voto d’autunno di nuovo sembrano esserci divisioni in vista all’interno dello stesso Pd: mentre si vocifera, infatti, di un possibile Nazareno 2 con una ripresa del dialogo tra premier e Silvio Berlusconi, l'opposizione interna non sembra lavorare particolarmente per il voto costituzionale, Franceschini dell'area Dem sembra già aver preso le distanze dal premier continuando a rilanciare sulla richiesta di modifica della legge elettorale, e gli stessi fedelissimi del premier, da ministro della Giustizia Orlando a presidente Orfini, dopo aver ribadito la necessità di agire su temi sociali e novità per le pensioni, hanno già iniziato a pensare e fare le cose in piena autonomia. Anche Orfini, sulla scia di Franceschini, ha chiaramente spiegato che accettare di modificare l'Italicum potrebbe rivelarsi fondamentali per mantenere in piedi, modifiche che secondo lo stesso Orfini potrebbero essere attuate creando una larga convergenza in Parlamento, che non riguardi solo la maggioranza.

Lo stesso Orfini ha sottolineato l’importanza delle pensioni per un rilancio di occupazionale giovanile, produttività, economia ma anche di dimostrazione ai cittadini dell’impegno concreto profuso per il loro bene.  Già tempo fa Orfini aveva spiegato come il calo di fiducia della maggioranza potesse essere attribuito al fatto di aver messo da parte i bisogni reali dei cittadini, da occupazione, a misure di sostegno sociale, alla mancanza di reali novità per le pensioni, abitudini e tendenza che chiaramente deve essere sovvertita per recuperare elettori e credibilità stessa. Questa situazione interna alla maggioranza, con l’opposizione sembra in bilico, è resa ancor più preoccupante dai possibili assetti politici che potrebbe risultare dalle ultime notizie di questi giorni: parecchi potrebbero essere i cambiamenti in vista e il voto costituzionale del prossimo autunno sarà fondamentale per capire le sorti della maggioranza.

Chiusa la questione della minaccia di abbandono all’esecutivo da parte di Ncd, sembra che stia prendendo sempre più piede il progetto di un’ Altra Italia, che dovrebbe sostituire Forza Italia, guidata da Stefano Parisi, deluso dalla sconfitta delle comunali di Milano, e che dovrebbe riunire tutte le forze di destra e di centro, da Lega, ad Ncd, Fratelli di Italia, Ala, anche molti degli appartenenti a Forza Italia potrebbero non seguire Berlusconi e Parisi in questa nuova forza politica, in vista di un possibile nuovo Nazareno che non piace affatto a chi continua a criticare l’operato del premier. Intanto, per ora, Verdini ha annunciato una nuova formazione politica di centro e moderata in cui è confluita già parte di Scelta Civica, tra cui il viceministro Zanetti e tutte queste prospettive di cambiamento potrebbero realizzarsi o meno dopo l’esito del voto costituzionale, che se dovesse chiudersi con la sconfitta del premier, al di là dei nuovi equilibri delle forze politici, potrebbe portare alla caduta della stessa maggioranza con successivi nuovi scenari possibili.

Le ultime notizie in tal senso riguardano la possibile costituzione di un governo istituzionale, se vincesse il no al voto, guidato dall’attuale ministro della Cultura Franceschini, con il premier che sarebbe sempre segretario del partito, con il compito di portare il Paese fino alle prossime elezioni, da molti auspicate prima proprio perché rappresenterebbero l’occasione giusta per rilanciare sulle novità per le pensioni; o un nuovo probabile governo guidato dal ministro dell’Economia Padoan, che però non sarebbe una prospettiva positiva per novità per le pensioni di uscita prima come quota 100, quota 41, mini pensione, considerando che ne è sempre stato contrario, convinto del fatto che pur se rigide e con errori le attuali norme previdenziali siano le uniche a garantire sostenibilità finanziaria per cui è giusto che restino ancora per un po’ così come sono.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il