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Pensioni ultime notizie e prospettive novità dati occupazione confermano importanza novità quota 100, quota 41

Ancora negativi i dati sull’occupazione giovanile: nuova ed ennesima dimostrazione della necessità di approvazione di novità pensioni di uscita prima




I nuovi dati sull’occupazione continuano a confermare la necessità di approvazione di novità per le pensioni di uscita prima che prevedono sistemi di prepensionamento strettamente collegati al rilancio dell’occupazione giovanile: si tratta di un principio che si ribadisce ormai da due anni ma la cui urgenza è stata riconfermata dalle ultime notizie derivanti dai numeri sull’occupazione. Secondo l'Istat, infatti, a giugno il numero degli occupati è salitadi 71 mila unità rispetto al mese precedente, di 329 mila rispetto allo stesso mese del 2015; sono cresciuti soprattutto i lavoratori indipendenti (+78 mila) ma è rimasto stabile il numero di dipendenti permanenti (-4 mila sul mese, +207 mila sull'anno); gli inattivi, coloro cioè che non hanno lavoro né lo cercano, sono diminuiti dello 0,4% (-51 mila), dato che contribuisce a fare salire il tasso di disoccupazione; ed è in calo il tasso di disoccupazione giovanile, sceso al 36,5% di 0,3 punti, raggiungendo il livello più basso dal 2012.

Fin qui potremmo dire che si tratta di numeri positivi, se non fosse per il fatto che l’aumento maggiore degli occupati riguarda la fascia degli over 50, seguiti dalla fascia 35-49 anni (+20 mila), ma rimane ancora decisamente bassa l’occupazione per coloro che hanno un’età compresa tra 25 e 34 anni. Si tratta di numeri che indicano chiaramente come sia letteralmente bloccato quel ricambio generazionale che servirebbe non solo per permettere ai nuovi giovani di accedere al mondo occupazionale, dando loro la possibilità di crearsi un futuro pensionistico quanto meno certo, ma anche per rilanciare l’economia in generale, considerando che le assunzioni di nuovi giovani diventerebbero sinonimo di produttività e quindi nuova crescita. Il blocco esistente andrebbe superato attuando novità per le pensioni di uscita prima, tra quota 100, quota 41, mini pensione per tutti, che, come ben sappiamo, permettendo il prepensionamento ai lavoratori più anziani, contribuirebbero a creare nuovi posti di lavoro in cui impiegare i più giovani.

Altrettanto bene si sa, però, che per realizzare tali novità servono soldi di cui al momento il nostro Paese non dispone per cui bisognerebbe innanzitutto capire l’esito delle trattative europee sulla richiesta di nuovi 15 miliardi di euro già presentata dal premier, quindi definire provvedimenti da cui ricavare nuove coperture, che si conoscerebbero già ma che non vengono attuati, da revisione della spesa pubblica, a tagli delle ricche pensioni, e basti pensare che, dalle ultime stime, dalla lotta reale a evasione fiscale e corruzione si potrebbero ricavare ben oltre 700 miliardi di euro, una cifra esorbitante che non soltanto permetterebbe di attuare novità per le pensioni in maniera concreta, ma permetterebbe anche di intervenire con ulteriori provvedimenti volti a soddisfare i bisogni dei cittadini.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il