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Pensioni ultime notizie errore novità separazione in due momenti per novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Nuovi errori e paradossi che potrebbero derivare dal nuovo piano di lavoro su novità per le pensioni: cosa prevede e possibili conseguenze




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Si può definire un errore ma anche una beffa per le novità per le pensioni sia dopo i tanti annunci sia per come sarebbe fatta. Di costa stiamo parlando? Della separazione e divisione in due momenti delle novità per le pensioni. Il primo errore è quello di continuare ad insistere sulle mini pensioni come novità per le pensioni fondamentale e la seconda quota 41.

In vista della pausa estiva dei lavori parlamentari, che da venerdì saranno sospesi, e dopo un ennesimo anno di nulla di fatto concreto per le novità per le pensioni, al termine di intense settimane di discussioni sulla questione pensionistica e tra incontri e confronti tra maggioranza e forze sociali e tra consiglieri economici e gruppi online, il risultato è un ennesimo paradosso della maggioranza: stando, infatti, alle ultime notizie, l’intenzione della maggioranza sarebbe quella di procedere con interventi sulle pensioni in due momenti separati, cosa che si preannuncia un errore, per il semplice fatto che entrambe le misure da attuare non si prospettano poi così positive.

La prima sarebbe, infatti, la novità di uscita prima con quota 41 che se dovesse essere approvata tra due anni si rivelerebbe decisamente inutile considerando che le categorie di lavoratori interessati, tra precoci e usuranti, raggiungerebbero la naturale pensione, raggiungendo i 42 anni di contributi, per cui si spenderebbero soldi eventuali per una misura che allora non servirà più perché, come già accaduto in altri casi, i problemi pensionistici di alcune persone si risolverebbero da soli trascinati nel tempo.

La seconda sarebbe la novità per le pensioni di uscita prima con mini pensioni, un sistema che, come sappiamo ormai da tempo, sin dal momento della sua presentazione non è piaciuto quasi a nessuno, lavoratori interessati compresi, eppure la maggioranza continua a portare avanti questo piano di prepensionamento, limitato, perché interesserebbe esclusivamente i nati tra il 1951 e il 1953, ma che prevede anche forti riduzioni sulla pensione finale con piano di restituzione 20ennale dell’anticipo ricevuto da parte del lavoratore. Paradossale dunque investire soldi, che tra l’altro il Dicastero dell’Occupazione ha annunciato di voler aumentare da 500 milioni ad un miliardo, un miliardo e mezzo, in un piano che è stato criticato da tutti, che non conviene e che non si preannuncia conveniente, considerando che viste le limitazioni saranno in pochi a sceglierlo. Perché, dunque, non orientarsi sulla strada prospetta dal presidente dell’Istituto di Previdenza di evitare di sprecare soldi in inutili ed inefficaci novità per le pensioni pur di far credere di aver fatto qualcosa per le pensioni, quando si potrebbe invece temporeggiare, mettendo da parte ulteriori risorse per arrivare alla definizione di una misura universale per tutti e definitiva?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il