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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni APE non conviene. E lo dice il Parlamento stesso

Ape decisamente poco conveniente: lo dice anche l'Ufficio parlamentare di Bilancio. Troppo penalizzante per il lavoratore




Dopo critiche e polemiche da parte di alcune forze politiche, forze sociali e cittadini interessati, il governo continua a portare avanti l’Ape, sistema di uscita prima basato sulla mini pensione che, però, cos’ come formulato dalla maggioranza non risulterebbe poi così vantaggioso. Dopo settimane di polemiche, anche l’ufficio parlamentare del bilancio, come confermano le ultime notizie, ha confermato che si tratta di un meccanismo per niente vantaggioso per gli stessi lavoratori, soprattutto a causa delle alte decurtazioni che potrebbero subire gli assegni finali e il tutto per anticipare l’uscita dal lavoro di soli tre anni. Meglio sarebbe stato orientarsi su novità per le pensioni di quota 100, quota 41 o mini pensione per tutti.

Chiara la posizione dell'Ufficio parlamentare di Bilancio: i costi di questo sistema rischiano di essere quasi completamente a carico del lavoratore, considerando che si tratta di un sistema che prevede l’erogazione al lavoratore che decide di andare in pensione prima di un anticipo che dovrà poi essere restituito attraverso penalizzazioni che possono arrivare anche al 15%, chiaramente alte, soprattutto rispetto al piano di uscita prima presentato da Damiano a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità fino ad un massimo dell’8% per uscite però fino a quattro anni prima rispetto alla soglia dei 66 anni e sette mesi e non fino a tre.

Altra importante condizione per niente vista di buon occhio il piano di restituzione 20ennale dell’anticipo ricevuto che significherebbe quasi un mutuo per il lavoratore che decide di anticipare l’uscita dal lavoro, una vera e propria assurdità come definito da tanti. Decisamente minimo, dunque, l’impatto sui conti pubblici, considerando che lo Stato dovrebbe intervenire solo per il pagamento degli interessi relativi all’anticipi dati al lavoratore per l’uscita prima. In sostanza, secondo l'Ufficio parlamentare di Bilancio, si tratta di un meccanismo di anticipo della pensione decisamente rischioso che a questo punto potrebbe lasciare invece spazio non solo al piano di Damiano ma anche a quello di uscita prima a 63 anni di età con penalità del 3% annue fino ad un massimo del 9% presentato tempo fa dal presidente dell’Istituto di Previdenza.

Quest’ultimo piano, ai tempi della sua presentazione, era stato considerato particolarmente penalizzante per il lavoratore ed effettivamente penalità del 9% sono alte ma considerando che l’Ape le ha aumentate al 15E è chiaro come, dovendo valutare i vantaggi per i lavoratori, anche il sistema con penalità al 9% appare decisamente migliore rispetto ad un Ape che, a prescindere dalle penalizzazioni, sin dall’inizio è parso poco conveniente agli stessi lavoratori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il