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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni le scadenze e cosa più probabile entri in Legge di Stabilità

Quali novità per le pensioni potrebbero rientrare nella nuova Legge di Stabilità: motivi, tempi e scadenze di presentazione modifiche




Cancellazione delle ricongiunzioni onerose, proroga ulteriore del contributivo femminile, mini pensione ma limitata ai nati tra il 1951 e il 1953 dovrebbero essere le novità per le pensioni pronte a rientrare nella nuova Legge di Stabilità. Dubbi sulla novità per le pensioni di quota 41, per chi è entrato giovanissimo nel mondo del lavoro e per chi è impiegato in occupazioni faticose, in quanto si è ancora in attesa delle nuove stime da parte della Ragioneria di Stato sui costi che implicherebbe oggi. Le discussioni sulla Legge di Stabilità inizieranno dopo le vacanze, considerando che per ottobre deve essere presentata a Bruxelles prima di essere sottoposta a modifiche e inserimenti di emendamenti entro il voto finale del 31 dicembre.

Il motivo per cui cumulo gratis dei contributi previdenziali, contributivo donna e mini pensione potrebbero essere approvati è la minima necessità di risorse economiche o impiego di soldi già disponibili. Per rendere, infatti, gratuito il cumulo dei contributivo previdenziali versati in diverse gestioni previdenziali, non dovrebbe essere previsto alcun costo e l’operazione dovrebbe essere quasi a costo zero, discorso analogo anche alla ipotesi di revisione del sistema di recupero degli anni scolastici. Misure, dunque, a costo zero ma ancora non approvate, che però, se approvate ora, rappresenterebbero già un primo segnale da parte del governo di dimostrazione delle reali intenzioni di voler modificare le attuali norme previdenziali.

Passando al contributivo donna,potrebbe essere approvato, e tra le ipotesi in discussione c’è anche la possibile estensione del meccanismo anche agli uomini, ma perché esistono già i soldi da impiegare derivanti da quelli avanzanti stanziati già per la proroga del sistema quest’anno, ben 2,5 miliardi di euro che sono decisamente tanti. E infine la mini pensione, rispetto a novità pensioni di quota 41 e soprattutto novità pensioni di quota 100, costerebbe decisamente molto meno: al massimo uno o un miliardo e mezzo di euro, come annunciato dal Dicastero dell’Occupazione, a fronte di 4 o 5 che servirebbero la quota 41 e addirittura 7, 10 per la quota 100.

Il punto è che la mini pensione, che non convince sin dalla sua presentazione, non sarebbe una soluzione pensionistica strutturale, definitiva e per tutti, ma anzi sarebbe limitata solo a determinate persone, vale a dire i nati tra il 1951 e il 1953, prevederebbe importanti penalizzazioni finali, e data la poca convenienza rischia di diventare un flop esattamente come già accaduto per il part time, portando dunque più che ad un investimento ad uno spreco di risorse che invece potrebbero essere messe da parte e, accumulate nel lungo periodo, essere poi impiegate per novità per le pensioni positive per tutti e strutturali.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il