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Pensioni ultime notizie attuali novità approvabili dal Governo Renzi per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

L'impressione è che l'esecutivo non si sbilancerà sulle novità per le pensioni con la prossima manovra, andando verso un accordo al minimo.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): Al momento la strada per le novità per le pensioni è in salita come per tutti i temi del bilancio che si sta predisponendo e le ultime notizie e ultimissime non sono certe favorevoli, anzi...mostrano un costante peggioramento di tutti i fattori. Al momento, seppur ufficialmente le ultime notizie e ultimissime anche ufficiali, dicono il contrario o, comunque, sono piuttosto positive, le novità per le pensioni dovrebbero essere davvero limitate con solo le mini pensioni e, forse, il cumulo gratis mentre tutto il resto praticamente a rischio cancellazione o di ulteriore rimando di altri 2 anni

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:30): Quali potrebbero essere le novità per le pensioni principali e reali? Continuano le conferme e smentite delle ultime notizie e ultimissime.

Troppi i paletti dal punto di vista economico per credere che possa arrivare una vera svolta sulle novità per le pensioni. Non solo, ma la reale intenzione a Palazzo Chigi è di intervenire in prima battuta sulla riduzione delle imposte, anche perché si tratterebbe di una misura in grado di coinvolgere una platea più ampia di interessati, e non sulle costose novità per le pensioni. Il tutto va poi inquadrato in un contesto economico che racconta come il Prodotto interno lordo non cresce, il fatturato delle imprese italiane è il calo e le incertezze derivanti dall'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea e dalla crisi internazionale sono tutti da scoprire.

L'impressione è che l'esecutivo non si sbilancerà sulle novità per le pensioni, andando verso un accordo al minimo. In particolare si dovrebbe andare verso il via libera al cumulo gratis dei contributi versati in differente casse previdenziali e la riduzione delle imposte. In particolare, Palazzo Chigi sta valutando come ridurre con la prossima manovra di bilancio il peso fiscale sul ceto medio e le famiglie. Tra le ipotesi per realizzare questa operazione c'è l'anticipo dal 2018 al 2017 di un mini intervento sulle aliquote Irpef. Una calibratura al ribasso delle aliquote intermedie del 27% e del 38% costerebbe circa 3-5 miliardi di euro mentre una sforbiciata con effetto sulla sola aliquota del 38% si scenderebbe attorno ai 3 miliardi di euro. Molto più elevato il costo per l'operazione di riduzione degli scaglioni.

Poi ci sarebbero le mini pensioni, allo studio della cabina di regia economica di Palazzo Chigi guidata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e consigliere economico del premier, che poggiano sulla possibilità per gli over 63 di uscire dal lavoro fino a 3 anni prima facendo leva su un importo pensionistico bancario da restituire a rate mensili in 20 anni dal momento del raggiungimento del requisito di vecchiaia. La decurtazione dell'assegno rispetto al trattamento pieno verrebbe attutita per le fasce più deboli da apposite detrazioni fiscali. Anche se le attenzioni sono concentrate proprio su questa soluzione, si tratta di una soluzione che soddisfa pochi.

Come già indicato nell'ultimo Documento di economia e finanza, l'esecutivo proseguirà con l'azione di revisione della spesa. La fase 3 della spending review, alla quale sta lavorando il commissario straordinario Yoram Gutgeld, si dovrebbe sviluppare prevalentemente lungo tre direttrici: rafforzamento del meccanismo di centralizzazione egli acquisti della pubblica amministrazione, anche con la riduzione da 32.000 a 33 stazioni appaltanti; estensione a vasto raggio del dispositivo dei fabbisogni standard; attuazione della riforma della pubblica amministrazione. Non sembrano invece esserci spazio per il taglio della spesa previdenziale.

In queste condizioni la misura più sicura di tutte è il contributivo femminile poiché sono già pronti 2,5 miliardi di euro inutilizzati. In questo modo le lavoratrici potranno andare in pensione a 57 o 58 anni e 3 mesi di età, se dipendenti o autonome maturando il requisito entro il 31 dicembre di quest'anno, in cambio del ricalcolo con il meno vantaggioso sistema contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il