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Pensioni ultime notizie soluzioni novità quota 100, quota 41, mini pensioni portano novità con problemi

Ancora nessuna novità per le pensioni concreta di uscita prima o soluzione universale ma ancora errori e privilegi che invece dovrebbero essere bloccati




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): Nessuna novità per le pensioni e soprattutto per quota 41, quota 100 e assegno universale.  Anzi, le ultime notizie e ultimissime ci parlano di nuovi interventi peggiorativi che anzichè risolvere sembrano peggiorare la situazione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:44): Gli interventi di pensioni novità che si vorrebbero applicare in realtà non sembrano portare grandi migliorie, anzi potrebbero acuire determinati problemi. Le ultime notizie e ultimissime nell'articolo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:03): Non ci sono novità per le pensioni radicali e profonde come si vorrebbero e neppure risolvono i problemi anche i più evidenti. Anzi dalle ultime notizie e ultimissime sembrano aumentare con decisioni sbagliate.

Mentre si continua a discutere delle novità per le pensioni che dovrebbero mettere fine ad errori, distorsioni e diseguaglianze sociali nate proprio dalle attuali norme pensionistiche, e mentre ci si impegna a definire soluzioni che però tardano ad arrivare, dall’altra parte, paradossalmente, continuano ad aumentare gli errori. E non solo: continuano infatti ad esserci anche quei trattamenti di privilegio nei confronti di alcune categorie di lavoratori che contribuiscono solo ad acuire le differenze sociali tra le persone. E, per esempio, mentre alcune categorie di lavoratori, come coloro che sono entrati prestissimo nel mondo del lavoro o chi svolge occupazioni faticose, sono ancora in attesa di soluzioni da parte dell’esecutivo, costretti a vivere davvero in condizioni di disagi a causa delle regole pensionistiche attuali, che non hanno considerato le loro specificità lavorative, altre categorie possono ancora e comunque andare in pensione prima: stiamo parlando dei militari, che invece di aspettare i 66 anni e sette mesi possono andare in pensione a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o con 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica; di dirigenti medici, professori e ricercatori universitari che possono andare in pensione a 65 anni; o dei lavoratori del comparto dello spettacolo che possono andare in pensione già a 64 anni e 7 mesi di età (61 e 7 mesi per le donne).

Accanto a questi privilegi decisamente difficili da eliminare, così come difficile sta risultando tagliare le ricche pensioni degli alti esponenti istituzionali anche se si potrebbe trattare di una misura facilissima da attuare se davvero si volesse e ci fosse, soprattutto, unanimità, si sono susseguiti finora (e si susseguono ancora) diversi errori, dalla incredibile richiesta di restituzione del bonus di 80 euro percepiti già ad alcuni lavoratori (circa uno su 8 di coloro che lo hanno avuto); ai contributi del valore di centinaia di migliaia di euro che non saranno mai pagati perchè le aziende o i professionisti che avrebbero dovuti pagarli sono falliti; a milioni di euro pagati a Caf e sindacati; alla situazione vissuta dai lavoratori della scuola che, sempre a causa delle norme in vigore per le pensioni che hanno considerato la specificità del comparto della scuola, sono stati bloccati nel loro percorso verso il pensionamento finale.

E tra gli ultimi errori compiuti, l’approvazione di quel part time per cui sono stati investiti soldi che secondo il presidente dell’Istituto di Previdenza sono stati letteralmente sprecati, considerando che in pochissimi hanno usufruito di questo sistema di anticipo pensionistico e che non ha sortito i risultati sperati e sulla scia di questo errore clamoroso che avrebbe, invece, potuto permettere un ulteriore accumulo di risorse economiche da impiegare successivamente in novità per le pensioni successive per tutti, potrebbe arrivare l’ennesimo errore di approvazione del piano di uscita prima basato sulla mini pensione così come la maggioranza sta portando avanti, un sistema che non sarebbe affatto conveniente e troppo limitante.

L’attuazione di questo sistema, secondo quanto annunciato dal Dicastero dell’Occupazione, dovrebbe prevede l’impiego di un miliardo, un miliardo e mezzo di euro, per permettere l’uscita prima, però solo ai nati tra il 1951 e il 1953, con pesanti riduzioni dell’assegno finale e per andare in pensione solo tre ani prima rispetto alla soglia attualmente richiesta, cosa che chiaramente scoraggia, considerando che rimanendo a lavoro solo tre anni in più si potrebbe percepire quanto spettante, una cifra decisamente più alta, senza, tra l’altro, avere il pensiero non solo di un assegno ridotto in caso di uscita prima ma anche di dover rispettare un piano 20ennale di restituzione dell’anticipo percepito. E’ ben chiaro, dunque, come a fronte di questo sistema, il miliardo e mezzo potrebbe essere risparmiato e tenuto da parte nell’attesa di ulteriori risorse che potrebbero permettere successivamente di estendere a tutti la mini pensione con qualche modifica, ma anche di rilanciare su novità pensioni di quota 100 o quota 41.   

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il