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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni concreto sostegno da Coop e Confindustria

Confindustria da sempre favorevole a novità per le pensioni di uscita prima avanza nuova ipotesi di finanziamento concreti: cosa prevede




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:01): Quando le ultime notizie e ultimissime parlano di un comune orientamento nel richiedere novità per le pensioni da parte di dipendenti, Confindustria e Coop vuol dire che si è probabilmente arrivati ad una situazione esasperante per tutti colore che attendono la pensione. L'associazione degli industriali infatti vuole impegnarsi e dedicare lo 0,30% del fatturato (attualmente pagato per il fondo mobilità che però dal 2017 non esiste più) per finanziare meccanismi di turnover, minipensioni, quota 100 e 41 e favorire così il ricambio generazionale. Si tratta di un tesoretto di almeno 600 milioni di euro l'anno.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:01): Interessanti novità sulle pensioni giungono da Confindustria che sostiene energeticamente un cambio migliorativo delle pensioni insieme alle Coop. Secondo le ultime notizie e ultimissime la categoria degli industriale vuole dar linfa al cambio generazionale non solo con quota 100, ma anche con le minipensioni e quota 41, destinando gli attuali fondi della mobilità, che dal 2017 non ci saranno più, al finanziamento del ricambio generazionale. 

Le Associazioni dono sempre più convinte della necessità di approvare le novità per le pensioni di uscita prima, soprattutto perché collegate a quel ricambio generazionale capace di avviare il turn over e tornare a rilanciare la produttività aziendale, e quindi l’economia in generale: stando alle ultime notizie, Confersercenti si è già detta pronta a impegnarsi per cambiare le attuali norme previdenziali con soluzioni pensionistiche strutturali, come auspicato dal presidente dell’Istituto di Previdenza, in modo da evitare lo spreco di risorse economiche utilizzate di volta in volta per l’attuazione di soluzioni temporanee che però si rivelano sempre inefficaci, come accaduto con il part time.

Permettere ai lavoratori di andare in pensione, a fronte di penalità, secondo l’Associazione dei commercianti, sarebbe importante tanto per permettere a questi stessi lavoratori di mettersi finalmente a riposo, quanto per permettere la creazione di nuovi posti di lavoro in cui impiegare i più giovani che potrebbero così iniziare a intravedere un futuro pensionistico decisamente migliore rispetto a quello che attualmente si prospetta per tutti. Anche le Cooperative sono d’accordo con l’urgenza di approvare novità per le pensioni, e diverse volte hanno già espresso parere favorevole alla staffetta, e alle Coop si affiancano i giovani industriali e Confindustria: non è una novità, come del resto testimoniano diverse notizie dei mesi scorsi, la posizione degli industriali nei confronti di quelle novità per le pensioni, soprattutto di quota 100, che permetterebbero di avviare il ricambio generazionale a lavoro e si sa ormai fin troppo bene quanto questo meccanismo possa diventare fondamentale per un rilancio dell’economia in generale, attraverso la creazione di un circolo di ricrescita.

Ma è necessario allargare le vedute per la definizione di novità per le pensioni concrete, a prescindere da problemi di coperture e sistemi di uscita prima come novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41 o mini pensione per tutti. E proprio per contribuire ad allargare queste possibilità di attuazione di modifiche pensionistiche, Confindustria avrebbe deciso di sostenere concretamente l’attuazione di novità per le pensioni, complice la prossima scomparsa della mobilità che, infatti, dal 2017 non ci sarà.

Attualmente imprese e aziende per sostenere la mobilità versano lo 0,30% che, scomparendo la mobilità, diventerebbe una ulteriore risorsa che potrebbe confluire nel finanziamento del piano di uscita prima basato sulla mini pensione per anticipare l’uscita prima soprattutto di alcune categorie di lavoratori come disoccupati di lungo corso, coloro che in tarda età sono rimasti senza lavoro ma non possono ancora andare in pensione, e altri. Le discussioni su questa nuova ipotesi inizieranno i primi di settembre e se fosse approvata significherebbe raddoppiare le risorse economiche per l’attuazione della mini pensione, considerando che, secondo le stime, il versamento dello 0,30% varrebbe circa 600 milioni. La stessa cifra servirebbe, sempre secondo le stime, per l’erogazione della quattordicesima ad un milione e mezzo di pensionati in più, misure che potrebbero essere accompagnate da novità per le pensioni minori come cumulo gratuito dei contributi previdenziali e blocco dell’adeguamento alla speranza di vita nel calcolo della pensione per chi è impiegato in occupazioni pesanti e faticose.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il