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Pensioni ultime notizie prospettive novità Istituto Previdenza negative su novità quota 100, quota 41, mini pensioni

AGGIORNATO OGGI 10:31 Si lavora anche sulle novità per le pensioni in relazione all'Istituto nazionale della previdenza sociale. I conti non tornano.




Pensioni ultime notizie, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:31): Se dal punto di vista delle novità per le pensioni l'Istituto di Prevvidenza ha registrato un calo dei nuovi pensionamenti e dell'età media in cui si va in pensione, continua il crollo vertiginoso delle sue casse e già dal prossimo anno andrà per la prima volto in rosso dopo tanto tempo.

Pensioni ultime notizie, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): L'Istituto di Previdenza naviga in cattive acque, nonostante il continuo calo di persone che vanno in pensione e l'aumento dell'eta pensionabile e quindi le possibilità di novità per pensioni sono sempre più lontane almeno che non vi sia una completa revisione del sistema pensionistico. Ultime notizie e ultimissime sulle pensioni infatti ci informano che dal prossimo anno le casse dell'Istituto di Prevvidenza andranno in rosso.

Non solo quota 100 e quota 41, mini pensioni e assegno universale, tra le novità per le pensioni che le forze sociale hanno chiesto di inserire nel confronto con Palazzo Chigi c'è la revisione del funzionamento e della governance dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Esiste infatti un problema di gestione dei conti, aggravato in seguito all'inglobamento dell'Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica. E le prospettive per l'equilibrio dei conti pubblici, nonostante il passaggio dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo, basato sui contributi effettivamente versati dai lavoratori, non sono delle migliori.

Secondo il Consiglio di indirizzo e vigilanza, organo di controllo che approva i bilanci dell'istituto previdenziale, già alla fine di quest'anno, il patrimonio dell'Istituto nazionale della previdenza sociale sarà ridotto ad appena 1,8 miliardi di euro e l'anno prossimo rischia di andare sotto zero. Non sembrano bastare le promesse dei piani alti di ridurre le spese correnti per circa 700 milioni di euro. Se nel 2015 il rosso era stato di 9,1 miliardi di euro, quest'anno salirà a 11,2 miliardi di euro. Quali sono le soluzioni possibili? Aggravare i contributi previdenziali, caricare sul debito pubblico il costo di un'eventuale ricapitalizzazione dell'Istituto (la concessione di un ulteriore sforamento dei parametri su deficit e debito pubblico potrebbe creare un nuovi problemi con Bruxelles) o, come strategia del medio e lungo periodo, provvedere a una riorganizzazione del lavoro.

Il tutto mentre si registra ancora un calo delle nuove pensioni liquidate dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, dovuto all'aumento dei requisiti per l'uscita dal lavoro scattato a inizio anno. Mentre i pensionati sono, in media, ormai tutti over 60. Nel primo semestre, come emerge dall'ultimo monitoraggio dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, le nuove pensioni liquidate sono state 189.851, con un calo del 34% rispetto alle 287.826 dello stesso periodo del 2015. È la conseguenza dell’aumento della speranza di vita scattato per tutti e dell'età per la pensione di vecchiaia per le donne ovvero 18 mesi in più per le lavoratrici dipendenti e un anno per quelle autonome, che l’ha portata rispettivamente a 65 anni e 7 mesi e 66 anni e 1 mese.

Allo stesso tempo, si dimezzano gli assegni sociali per gli anziani privi di reddito o con redditi bassi, passati da 25.939 a 13.912 nel primo semestre. Quanto all'età media di chi esce dal lavoro, anche chi va in pensione di anzianità è oltre la soglia dei 60 anni: questi primi sei mesi del 2016 segnano il sorpasso anche per i lavoratori dipendenti di questa soglia. Secondo il monitoraggio dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, infatti, nel periodo tra gennaio e giugno, l'età media totale di pensionamento è risultata essere nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti di 65,1 anni per la pensione di vecchiaia (era lo stesso livello nel 2015) e di 60,4 anni per la pensione di anzianità (era 59,9 nel 2015 e 59,8 nel primo semestre 2015).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il