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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 necessaria norma universale: tantissimi casi particolari

Troppi ancora i casi di ingiustizia sociali esistenti per l’attuale legge pensioni e novità pensioni universali per tutti: i casi




Pensioni ultime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO 11:44) Continua lo scandalo delle migliaia di persone privilegiate che anzichè attenersi alle novità delle pensioni dell'attuale riforma, vanno in pensione secondo le leggi e i metodi antecedenti. Vediamo chi può andare in pensione, le ultime notizie e ultimissime.

Pensioni novità e ultime notizie (AGGIORNAMENTO 17:30) Urgono novità per le pensioni, sono tanti infatti i casi di ingiustizia sociale che l'attuale sistema pensionistico sta creando. Se da una parte non ci sono novità per le pensioni, molte persone hanno visto allontanarsi l'età pensionabile mentre pochi privilegiati usufruiscono ancora della vecchia legge ormai superata con cui era possibile andare in pensione molto prima. Vediamo tutti i casi di disiguaglianza.

Revisione dell’attuale legge pensioni con una soluzione universale che sia in grado di risolvere tutti gli errori e le distorsioni venutesi a creare e che hanno dato vita ad una serie di ingiustizie sociali, smettendo di mettere a punto soluzioni, definite tampone, solo per determinate questioni e per determinati periodi, perché, come sottolineato dallo stesso Istituto di Previdenza, significherebbe continuare a sprecare soldi, esattamente come accadrebbe nel caso del piano di mini pensione, piuttosto che investirli per miglioramenti universali. Tuttavia la strada verso la definizione di questa norma universale, come dimostrato dalle ultime notizie, sembra ancora piuttosto lunga. E a dimostrare questa mancanza è l’ennesima prova che oltre a trovare soluzioni per pochi ci sono casi ancor più paradossali dove nonostante la legge pensioni attuale si continua ad andare in pensione con le vecchie regole previdenziali.

E’ questo, infatti, il caso della Sicilia, dove i dipendenti della regione, nonostante l’aumento dell’età pensionabile per tutti in vigore e il calcolo contributivo della propria pensione finale, continuano ad andare in pensione con le precedenti regole, vicenda che non si sa come sia possibile ma che dimostra la necessità di mettere nuovamente a punto quella soluzione universale per tutti che uniformerebbe tutti, anche le regioni, come la Sicilia, a statuto speciale. Si tratta di un caso che si affianca a quello di altre categorie di lavoratori che vanno in pensione senza seguire le regole attuali, come per esempio, i lavoratori del comparto militare e della sicurezza, i lavoratori del mondo dello spettacolo e della moda, concertisti e orchestrali le cui età di uscita dal lavoro sono per definizione inferiori ai 66 anni e sette mesi oggi richiesti per l’uscita, soglia anagrafica, tra l’altro, destinata ad aumentare ancora a partire dal primo gennaio 2019.

Privilegi e ingiustizie pensionistiche che attestano la necessità di novità per le pensioni per tutti, tra novità di quota 100, novità di quota 41, mini pensione ma più conveniente rispetto a quella attualmente portata avanti dall’esecutivo, emergono anche da singoli casi specifici che sono stati raccontati da Francesco Vergine che ha chiaramente parlato di molte singolarità e ingiustizie. E' il caso di un lavoratore nato 1952, che è stato impiegato per 36 anni e che nel novembre del 2011 è rimasto senza lavoro e senza riuscire a trovarne un altro. A stento è riuscito ad aspettare il 2016, anno in cui avrebbe finalmente potuto andare in pensione, considerando la legge attuale prevede che chi avesse maturato almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2012 sarebbe potuto andare in pensione a 64 anni e sette mesi. In realtà, questo lavoratore non potrà andare in pensione, perchè, sempre secondo quanto riportato dalla legge, sarebbe possibile l'uscita appena detta per coloro in servizi effettivo entro il 28 dicembre 2011 ed avendo perso la propria occupazione questo lavoratore a novembre non rientra nei casi di possibilità di uscita, motivo per cui ora dovrà aspettare il raggiungimento dei 66 anni e sette mesi che arriveranno nel 2018.

Altra ingiustizia raccontata quella che, chiaramente, riguarda la pensione delle donne nate nel 1952, senza dimenticare il caso, di cui ora relativamente si parla ma che fino all'anno scorso era particolarmente al centro dei problemi nati dall'entrata in vigore dell'attuale legge, dei lavoratori della scuola. E sarebbero ancor di più i casi di ingiustizia esistenti. A queste situazioni si aggiunge il caso di circa 5163 liguri tra i 60 e i 64 anni che potrebbero andare in pensione subito, o avrebbero potuto anche già uscire, ma che per effetto della legge attuale dovranno ritardare l'uscita. Si tratta di tantissime situazioni che fanno ancora una volta emergere, come detto, la necessità di mettere a punto una soluzione universale e strutturale per tutti anche se on sembra sia questa la priorità dell'esecutivo, come dimostra il reale impegno che ci sta mettendo nel portare avanti esclusivamente il piano di mini pensione, poco conveniente, mettendo da parte, per il momento, novità pensioni di quota 100, novità pensioni di quota 41, così come novità per le pensioni minori.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il