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Pensioni ultime notizie differenti novità quota 100, mini pensioni, quota 41, novità come funzionano piani ricongiunzioni, per chi

Il governo Renzi da due anni a questa parte si è prodigato nella modifica dei piani pensionistici, e per la pensione anticipata le soluzioni maggiormente prese in considerazione sono: la quota 100, la quota 41 e la mini pensione.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:15): Andare in pensione a 60 anni? Utopia? No, nelle intenzioni di Damiano c'è l'obiettivo novità pensioni quota 100, ovvero andare in pensione quando la somma dell'età contributiva e l'età anagrafica restituisce come risultato 100, quindi con 40 anni di contributi e 60 anni di età sarà, se approvato, possibile andare in pensione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): Il presidente della Commissione del Lavoro, Cesare Damiano, formulatore del piano d'uscita con quota 100, vorrebbe dare la possibilità di andare in pensione dopo il compimento dei 60 anni d'età, a patto che 100 sia il risultato finale tra età anagrafica ed età contributiva. Inoltre le penalizzazioni risulterebbero molto più basse confronto agli attuali tagli, previsti dalla legge Fornero, dell'1-2% delle quote retributive per ciascun anno di pensione anticipato rispetto ai 62 anni d'età.

Il piano d'uscita con quota 41, a differenza del precedente, risulta completamente indipendente dall'età anagrafica del lavoratore, in quanto permetterebbe l'ottenimento della pensione una volta raggiunti 41 anni di contributi. Le penalizzazioni, anche in questo caso, risulterebbero minime tanto che alcuni sindacati e partiti sono intenzionati a volerle cancellare del tutto. Se venisse attuato questo piano pensionistico sarebbero soprattutto le nuove generazioni entrate sin da giovani nel mondo lavorativo a trarne profitto.

L'ultima delle proposte per la pensione anticipata qui prese in considerazione è la mini pensione, che il Ministero del Lavoro vede come la soluzione più plausibile per il lavoratore. Ne sono state proposte due versioni differenti.                                                                                                    

Secondo quella proposta dal ministro del Lavoro Poletti si potrebbe andare in pensione tre anni prima confronto gli attuali 66 anni e tre mesi ottenendo un anticipo di 800 euro sulla pensione finale. La somma andrebbe poi restituita solamente una volta raggiunte le normali soglie pensionistiche tramite una diminuzione dell'assegno mensile; si tiene tuttavia in considerazione che ciò possa valere solamente per gli individui disoccupati. La seconda versione proposta permetterebbe invece un uso intelligente e immediato del turn over per garantire di conseguenza l'entrata dei giovani nel mondo del lavoro.                              

I limiti da rispettare rimarrebbero i 3 anni anticipati rispetto agli odierni 66, accompagnati dal prestito di 800 euro, che andrebbe restituito dopo aver raggiunto i limiti attuali, con penalizzazioni del 3 o 5% sulla pensione finale. A differenza della proposta precedente potrebbe valere per tutti e con una possibile partecipazione delle banche, che svolgerebbero un lavoro di erogazione del prestito che il lavoratore dovrebbe poi restituire con una trattenuta sull'assegno consegnatogli sistematicamente dall'Inps; affinché ciò possa avvenire è necessario che siano presi degli accordi tra l'Istituto di Previdenza, Stato e Abi. Tuttavia in caso si rimanesse senza lavoro sarebbero le casse pubbliche ad erogare l'anticipo, mentre se l'azienda stessa volesse attuare il turn over ed incentivasse il lavoratore ad effettuare la pensione anticipata, l'anticipo lo erogherebbe l'azienda in questione.

Altro punto molto discusso riguardo le pensioni è la ricongiunzione dei contributi. E' quest'ultima l'istituto che fa si che si possa ottenere un'unica pensione, riunendo presso una sola gestione previdenziale tutti gli anni di contributi esercitati in gestioni previdenziali diverse; e ciò si mostra ovviamente in favore ai lavoratori con carriere discontinue. 

Per ottenerla il lavoratore interessato deve presentare la richiesta per proprio conto, e questa comprende ogni genere di periodo di contribuzione, che però il lavoratore deve aver ottenuto perlomeno in due diverse forme previdenziali a patto che non siano già state utilizzate per la richiesta e l'ottenimento di una pensione diretta. Dunque la ricongiunzione fa si che tutti i periodi lavorativi effettuati risultino come versati sempre ed unicamente nel fondo in cui unificati. La domanda deve essere posta alla sede dell'istituto nella quale si vogliono riunire i vari periodi contributivi, e non può essere richiesta più di una volta, a meno che non siano passati 10 anni dalla prima ma sono richiesti 5 ulteriori anni di attività contributiva. Per ottenerla vi sono quindi dei requisiti che non prevedono un requisito contributivo minimo, e come detto precedentemente nessuna liquidazione di una pensione diretta del fondo che si intende riunire deve esser stata effettuata: periodo di iscrizione nel FPLD e uno in una gestione ''alternativa'';  due periodi di iscrizione in due gestioni ''alternative''; periodo di iscrizione nel FPLD e uno nelle gestioni speciali per lavoratori autonomi; periodo di iscrizione in una gestione ''alternativa'' e uno nelle gestioni per lavoratori autonomi;

In caso sia un lavoratore autonomo a richiedere la ricongiunzione, deve almeno aver conseguito 5 anni di contribuzione come lavoratore dipendente, in una o più gestioni pensionistiche obbligatorie.                                                                                                                                  

La ricongiunzione prevede a suo contrario degli oneri economici a spesa del lavoratore richiedente, e questi variano secondo l'età anagrafica, la retribuzione, l'anzianità contributiva e l'importo del contributo trasferito. Tuttavia il Governo sta lavorando per dare più valore a quelle carriere discontinue ai fini pensionistici, affinché gli anni contributivi possano esser sommati senza oneri e penalizzazioni dell'assegno per poter così avere i requisiti contributivi per ottenere la pensione di vecchiaia e quella anticipata.                                                                                                                 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il