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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 errori non vengono sistemati e sempre più problemi

Ancora insoluti gli errori causati dalle attuali norme previdenziali: quali novità per le pensioni servirebbero per tutti e cosa invece si continua a fare di sbagliato




Pensioni ultime notizie, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO 17:30) Sono tante le situazioni discriminanti che riportano il problema delle pensioni a richiedere novità urgenti. Infatti nonostante l'età pensionabile sia aumentata, non tutti i lavoratori hanno avuto questo disagio, alcune categorie andranno in pensione ancora con il vecchio metodo. Vediamo quali.

Pensioni ultime notizie, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO 20:30) Oltre le richieste di novità per le pensioni da tutte le forze politiche e non politiche, c'è il problema che i pochi interventi che vengono fatti sono spesso poco incisivi o addirittura peggiorativi. Inoltre sono tantissimi i lavoratori che vanno in pensione con le leggi precedenti all'attuale riforma, creando dei casi da "privilegiati". 

Errori e distorsioni create dall’entrata in vigore dell’attuale legge pensioni continuano inesorabilmente a farsi vedere nonostante l’obiettivo della maggioranza, spinta da forze sociali e cittadini, si di attuare novità per le pensioni che riportino equità sociale ed equilibrio all’interno dello stesso sistema previdenziale.

Tuttavia, mentre si discute da mesi di novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota, piano di mini pensione, tra quello che la maggioranza sta portando avanti, ma limitato e poco conveniente, e mini pensione per tutti, e altri provvedimenti volti a modificare le attuali norme pensionistiche, le uniche novità per le pensioni attuali sono sempre negative con privilegi che continuano solo per determinate categorie di lavoratori e soldi che continuano ad essere sprecati, piuttosto che essere investiti in provvedimenti positivi per tutti.

Le ultime notizie riguardano i problemi dei diversi enti previdenziali che non pagano contributi e i normali cittadini costretti a coprire quei pagamenti mancati con conseguenze importati anche per quanto riguarda le situazioni finanziaria degli enti stessi, situazione sui si aggiungono anche i casi dei contributi messi a bilancio che non potranno essere mai pagati perchè le aziende o i professionisti sono falliti e non possono pagare, il che si traduce in perdite di migliaia di euro, e quello di alcuni lavoratori costretti a restituire quanto percepito di bonus di 80 euro.

Insomma, potremmo dire che la situazione pensionistica anziché migliorare tende solo a peggiorare. E non solo da un punto di vista economico, lì dove non solo non sono disponibili le risorse economiche necessarie per l’approvazione di novità per le pensioni di uscita prima per tutti, ma si sprecano anche quelle minime esistenti e si ‘perdono’ ulteriori soldi. E mentre la maggior parte dei lavoratori, e soprattutto coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo lavorativo, cioè a 14, 15 anni, e coloro che sono impegnati in occupazioni faticose, aspettano che la maggioranza risolva finalmente le loro disagiate situazioni, con l’approvazione di novità per le pensioni di quota attesa ormai da due anni, vi sono categorie di lavoratori che hanno già la possibilità di andare in pensione e stiamo parlando dei militari, che possono andare in pensione prima, a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o con 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica e senza necessità dunque di dove necessariamente raggiungere gli attuali 66 anni e sette mesi richiesti per tutti; professori e ricercatori universitari, dirigenti medici, che possono andare in pensione a 65 anni; lavoratori del comparto dello spettacolo, che possono andare in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, 61 e 7 mesi per le donne.

A queste situazioni discriminanti, si aggiungono i dibattiti aperti su quelle novità per le pensioni sopra riportate che sosterrebbero l’uscita prima di tutti, con il duplice vantaggio di un rilancio occupazionale, soprattutto dei più giovani, e di poter accumulare nuovi risparmi, seppur nel lungo periodo, derivanti dalle penalizzazioni imposte a carico del lavoratore da ogni meccanismo di uscita prima, a fronte di un part time, che è stato già approvato dalla maggioranza e in vigore, che,però, come sottolineato anche dal presidente dell’Istituto di Previdenza, non è per nulla vantaggioso, tanto che è stato utilizzato in questo ultimo periodo solo da 100 persone, meccanismo che ancora una volta dimostra uno sbagliato investimento di soldi da parte della maggioranza, spinta dal Dicastero dell’Occupazione.

La strada migliore per l’Istituto di Previdenza sarebbe, invece, quella di recuperare più risorse economiche disponibili e utilizzarle per soluzioni e novità per le pensioni organiche e strutturali per tutti piuttosto che continuare a sprecare letteralmente soldi in soluzioni temporanee che, per giunta, non si rivelano nemmeno poi così tanto incisive e convenienti.

In questo quadro, restano ancora da risolvere le situazioni di coloro che, a causa dell’avvento delle attuali norme pensionistiche, si sono ritrovati, in tarda età, senza lavoro ma ancora impossibilitati ad andare in pensione perché ben lontani dai necessari requisiti pensionistici oggi imposti. Si discute della necessità di una nuova salvaguardia per loro da mesi, ma il problema della scarsa disponibilità di soldi, insieme alla precisa e puntuale definizione della platea eventuale dei beneficiari, rappresenta un ostacolo ancora troppo grande da superare per chiudere definitivamente anche questa partita, nonostante sia sempre più urgente farlo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il