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Pensioni novità: ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41. Tribunali, Associazioni, Regioni tra convergenze

La convergenza di Associazioni, regioni, tribunali e aziende private sulla necessità di attuare novità per le pensioni di uscita prima: importanti perché collegate al lavoro




Pensioni ultime notizie, ultimissime, pensioni novità (AGGIORNAMENTO 10:13) Sempre più pressanti si fanno le richieste di novità per le pensioni. Il Governo, tranne che con le mini pensioni, è a un punto fermo, soprattutto a causa del blocco della crescita appena confermato dall'Istituto di statistica. Allora intervengono Tribunali, rispondendo a denunce e class action e Regioni con decisioni importanti sulle novità delle pensioni.

Pensioni ultime notizie, ultimissime, pensioni novità (AGGIORNAMENTO 18:05) Le ultime notizie sulle pensioni ci parlano di sempre più categorie tra associazioni, industriali, regioni, tribunali che spingono per una revisione delle pensioni. Novità arrivano dai tribunali che sempre più spesso si esprimo, grazie a ricorsi e class action sulle ingiustizie della nuova riforma delle pensioni.

Associazioni degli industriali, giovani industriali, associazioni dei commercianti, associazioni Coop, associazioni degli istituti di credito, tutte convergono sulla necessità di attuare novità per le pensioni di uscita prima, e anche in tempi brevi, soprattutto perché collegate al lavoro e alla possibilità netta e concreta di un rilancio dell’occupazione giovanile. Le stesse associazioni sono inoltre orientate sull’urgenza di definizione di una soluzione strutturale e organica per tutti, esattamente come in questi ultimi giorni è tornato a richiedere il responsabile dell’Istituto di Previdenza, alla luce del fatto che le ultime novità per le pensioni adottate, come il part time, ma anche quella mini pensione che si vorrebbe attuare in maniera limitata e troppo restrittiva, non sono risultate poi così convenienti.

Per tutte le associazioni citate, sarebbe infatti molto importante che i lavoratori più anziani potessero avare la libertà di scegliere di lasciare la propria occupazione, il che significherebbe, pur a fronte di penalità sui trattamenti pensionistici finali, lasciare posti di lavoro liberi in cui poter impiegare i più giovani. In ogni caso, però, non viene vista di buon’occhio la mini pensione che la maggioranza starebbe portando avanti, perché data la sua provvisorietà e il fatto che interessa non tutti a particolari categorie di persone, quelle cioè nate tra il 1951 e il 1953 e nemmeno allo stesso modo tutti coloro che rientrano in questa detta fascia di età, non rappresenterebbe quel meccanismo circolare e duraturo capace di garantire anche nel lungo periodo il ricambio generazionale auspicato dalle stesse associazioni, turn over che garantendo sempre assunzioni di giovani permettere di assicurare nuova e decisa spinta a produttività e, di conseguenza, economia in generale.

E’ necessario, dunque, imparare a rispondere ai bisogni della gente, che sono essenzialmente pensionistici e occupazionali, esattamente come spinge a fare l’ex sindaco di Torino Fassino, che ha diverse volte affermato di voler restare fedele ai suoi progetti di lavorare in base alle esigenze dei cittadini. E così come Fassino rappresenta l’esempio di un progetto di lavoro per una determinata realtà cittadini, sono anche altri i casi di Regioni e Comuni che hanno già dato il via a novità per le pensioni a livello locale, nell’attesa che la maggioranza finalmente metta a punto una soluzione pensionistica universale per tutti e condivisa.

In Piemonte, è stato, per esempio, approvato un piano di anticipo della pensione per coloro a cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione che riceverebbero un anticipo da restituire in parte una volta maturati i requisiti richiesti e i soldi necessari deriverebbero da un fondo nato un accordo tra da Regione Piemonte e istituti di credito; in Puglia, come già fatto in Molise, Lombardia, in Friuli Venezia Giulia, città di Trento, è stato introdotto l’assegno universale; in Sicilia, è stato approvato il piano quota 100 per i dipendenti in esubero della Regione; mentre in Calabria è stato invece approvato un accompagnamento alla pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione in cambio dell’uscita dal lavoro per impiegare nuovi posti di lavoro per i più giovani.

Anche diversi tribunali in questi mesi, compresa l’Alta Corte, hanno avuto un ruolo fondamentale per alcune novità per le pensioni, dalla class action per la proroga delle norme di uscita prima delle donne, alla questione di uscita prima dei lavoratori della scuola, a quella del rimborso ai pensionati che non hanno ricevuto rivalutazioni delle loro pensioni, alla decisione, sempre dell’Alta Corte, del via libera all’applicazione del contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate.

In questi contesti di avvio delle novità pensioni singole, si inseriscono anche i casi di alcune imprese che privatamene hanno applicato modifiche pensionistiche all’interno delle loro realtà aziendali, da Luxottica, che ha dato il via ad un bonus vita per dipendenti, del valore compreso da 30 a 70 mila euro da erogare alla famiglia del proprio dipendente in caso di decesso di quest’ultimo, e al patto generazionale per permettere a cento lavoratori cui mancano solo tre anni al raggiungimento dei requisiti pensionistici, che diventano 5 se si tratta di lavoratori affetti da gravi patologie o malattie invalidanti, di scegliere di passare al part time al 50% senza subire riduzioni della pensione per permettere l’assunzione a tempo indeterminato di nuovi giovani; a Enel, l’azienda permette ai suoi dipendenti di andare in pensione prima la staffetta.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il