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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 l'elemento essenziale potrebbe rilanciarle

Una revisione della spesa pubblica precisa e reale sarebbe ancora fondamentale per attuazione novità per le pensioni pur se sembra ancora difficile da realizzare: la situazione




Pensioni ultime notizie e ultimissime pensioni (AGGIORNAMENTO 18:01) Squinzi ha presentato un piano per recuperare numerosi miliardi di euro tramite un piano di tagli poderoso. Vediamo le ultime notizie e ultimissime pensioni cosa dicono.

L'ex presidente di Confindustria Squinzi aveva già dichiarato, l'anno scorso, che era necessario portare avanti in Italia una revisione della spesa pubblica reale per riuscire a recuperare le risorse economiche necessarie per intervenire con ulteriori provvedimenti e soprattutto per ristabilire equità sociale, ma le vicende susseguitesi finora proprio in relazione alle misure di revisione della spesa pubblica, le dimissioni, continue in questi due anni, dei commissari che avrebbero dovuto dedicarsi alla messa a punto di interventi di riduzione della spesa, da Roberto Perotti a Carlo Cottarelli, hanno dimostrato come effettivamente stia risultando difficile lavorare in tal senso e lì dove qualcosa si è fatto, è stato dichiaratamente fatto male. E ne è un esempio il taglio di svariati miliardi di euro stabilito per i Comuni, tagliati ben 2,2 miliardi di euro ai Comuni nel 2013, ma contro cui si è pronunciata l’Alta Corte e dimostrare come si sia trattato di una decisione errata.

I Comuni della Puglia Lecce e Andria coinvolti nel piano dei miliardari tagli hanno, infatti, presentato un ricorso contro questi tagli che la stessa Corte ha considerato illegittimi, soprattutto perchè non è mai stata decisa una scadenza per l'entrata in vigore del decreto previsto. E le ultime notizie confermano ancora come la revisione della spesa pubblica sia un elemento ancora decisamente fondamentale per riuscire a realizzare anche novità per le pensioni. Del resto, come nei piani originari dell’attuale commissario per la revisione della spesa pubblica Gutgeld, appoggiati dallo stesso premier, la revisione dovrebbe toccare le stesse pensioni, o meglio, alcune tipologie, come baby pensioni, pensioni di invalidità, di guerra, da rivedere appunto nei loro meccanismi di erogazione per bloccare i ‘furbetti’ e riuscire a recuperare quei fondi che potrebbero essere poi investiti o in successive novità per le pensioni positive per tutti, come novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41 o mini pensione per tutti, o per il welfare.

Dagli ultimi numeri emerge, infatti, chiaramente la scarsa disponibilità di soldi che continua ad ostacolare la realizzazione di novità per le pensioni, considerando che diversi miliardi devono essere impiegati per misure considerate obbligatorie, a partire dalla riduzione del deficit che ha ‘chiesto’ solennemente l’Europa all’Italia e che, secondo le stime, costa ben 11 miliardi di euro. Questa la cifra, dunque, stimata per portare il deficit all’1,8% così come imposto dall’Europa. A questi 11 miliardi di euro andrebbero sommati quasi 8 miliardi necessari per una riduzione delle imposte, novità per le pensioni e misure per l’occupazione, secondo quanto vorrebbe fare l’esecutivo, ma la domanda continua ad essere dove si possono recuperare tali risorse? Il premier, in occasione dell’ultimo vertice Ue, ha avanzato una nuova richiesta di concessione di ulteriori 15 miliardi che permetterebbero all’Italia di andare avanti con alcune misure pensate ma non ancora avviate proprio per mancanza di soldi, comprese le novità per le pensioni e quel sistema basato sulla mini pensione che si sta portando avanti e che sembra essere al momento l’unico possibile proprio perché meno costoso.

Rispetto, infatti, ai miliardi che richiederebbero l’applicazione di novità per le pensioni di quota 41, con particolare attenzione a coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo del lavoro e chi svolge attività faticose e pesanti, e novità per le pensioni di quota 100, che però al momento sembra essere stata messa da parte, il piano di mini pensione, considerando che è piuttosto limitato e soprattutto poco vantaggioso, richiederebbe l’impiego di appena 500 milioni di euro, che al massimo potrebbero arrivare a 700, 800. Anche se in tal senso tutto è ancora incerto. Si tratta, però, di un piano, come accennato, poco conveniente per il lavoratore che volesse andare in pensione prima perché prevede forti riduzioni sulla pensione finale e, potremmo dire, la privazione di godersi l’agognato riposo pensionistico senza problemi, considerando che si dovrebbe accettare un piano di restituzione 20ennale dell’anticipo percepito per lasciare prima l’occupazione, senza considerare poi che si tratterebbe di risorse investite in maniera limitata, giacchè questo meccanismo di anticipo pensionistico varrebbe solo per i nati tra il 1951 e il 1953.

E’ plausibile, dunque, pensare che forse a fronte di tale piano, sarebbe meglio considerare le parole del presidente dell’Istituto di Previdenza che ha invitato a mettere a punto, finalmente, una soluzione pensionistica organica e strutturale, perché continuare a mettere in atto soluzioni cosiddette tampone serve solo a sprecare soldi che invece, accumulati tutti, potrebbero servire proprio per cambiare definitivamente, e una volta per tutte, le attuali norme pensionistiche. Tutto questo, chiaramente, accompagnato da un piano di revisione della spesa pubblica, fondamentale tanto per un recupero di nuovi soldi, tanto per ridare equilibrio allo stesso sistema previdenziale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il