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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 tace Istituto Previdenza il più deciso finora

Atti e cambiamenti concreti già attuati dall’Istituto di Previdenza e in corso per realizzazione novità pensioni di uscita prima nell’attesa che anche la maggioranza inizi a fare qualcosa di reale




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:01): Molto dure sono state le critiche dell'Istituto sia sulle novità per le pensioni previste che quelle già fatte tanto che le ultime notizie e ultimissime sottolineano come le sue stesse massime autorità ritengono che sia meglio non fare nulla se le novità per le pensioni sono quelle previste per cui prevede un flop come già nel caso del precedente metodo entrato in vigore richiesto da sole 300 persone finora. Sono necessarie novità per le pensioni profonde e di lungo periodo tutto il contrario di quelle finora previste nelle ultime notizie e ultimissime.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:02): Non ha detto nullo in questo periodo l'Istituto di Previdenza sulle novità per le pensioni anche se dalle ultime notizie e ultimissime si sa che i propri tecnici, insieme a quelli del Dicastero dell'Occupazione e dell'Economia, hanno continuato il proprio impegno sulle stesse novità per le pensioni anche perchè i termini per presentare i progetti definitivi sono molto risicati e subito dopo le ferie vi sarà una serie di confronti importanti sia nazionali che internazionali. Certo, c'è un pò di perplessità sulle prossime mosse per le novità per le pensioni dello stesso Istituto in quanto da una parte è stato sempre il più concreto nel fare finora, ma è anche vero che nell'ultimissimo frangente sembra almeno in apparenza più tagliato fuori rispetto a prima anche analizzando le affermazioni del Presidente molto critiche contro le decisioni già prese e da prendere sulle novità per le pensioni

Dalla pubblicazione sul sito dell'Istituto di Previdenza dei flussi di pensionamento relativo al 2014 e al primo semestre di quest'anno dei lavoratori atipici, da cui sono emersi dati allarmanti soprattutto in riferimento al valore degli assegni percepiti dagli atipici, un assegno medio da 160 euro al mese, al sistema di previsione pensionistica per tutti, che non senza polemica soprattutto da parte del mondo della politica permette ad ogni lavoratore di sapere quando potrà andare in pensione e quanto percepirà, previsioni che non fanno intravedere nulla di buono soprattutto per i giovani di oggi, per la maggior parte precari o con carriere lavorative troppo discontinue che non permettono al momento di prevede un roseo futuro pensionistico, ad altri atti concreti che continuano a dimostrare come l’Istituto di Previdenza sia sempre l’unico concreto ad andare avanti con novità per le pensioni.

Nell’attesa di capire come e quando potranno essere avviate novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41, e novità per le pensioni con mini pensione per tutti, soprattutto perché secondo il responsabile dell’Istituto di Previdenza stesso la mini pensione come adesso formulata sarebbe decisamente poco efficace e rappresenterebbe solo un inutile spreco di soldi, si procede con altri piccoli passi che sembrano aver iniziato a cambiare le cose all’interno della stessa gestione del nostro sistema previdenziale che, per funzionare ancora a bene, deve essere reso più sostenibile ed equo per tutti. E il lavoro avviato sembra andare proprio in questa direzione: sin dalla sua nomina, infatti, il presidente dell’Istituto ha voluto avviare in percorso di cambiamenti e rinnovamento della gestione del sistema stesso e ha avviato, come detto, il sistema di calcolo e simulazione pensionistica per tutti; ha dato il via all’operazione trasparenza che prima ha portato al blocco delle erogazioni del Tfr maturato nel periodo di Cassa Integrazione e mobilità di  42 piloti accusati di aver percepito l’indennità prevista dalla cassa integrazione nonostante continuassero a lavorare regolarmente all’estero per altre compagnie, con uno stipendio oscillante tra i 13 e i 15 mila euro; poi alle verità sugli assegni gonfiati dell’Inpdap e dei dipendenti Enel; quindi al sistema di raccolta, elaborazione e comunicazione dei dati relativi alla rappresentanza delle organizzazioni sindacali sui luoghi di lavoro.

Durante lo scorso inverno, poi, l’Istituto di Previdenza ha avviato un’indagine conoscitiva sui lavoratori dello spettacolo, prevalentemente impegnati in imprese radiofoniche e televisive e per cui è risultato percepissero assegni superiori rispetto mediamente del 20, 40% a quanto effettivamente dovuto con il calcolo contributivo dei trattamenti pensionistici che le norme previdenziali attuali hanno esteso per tutti; nonché sui rappresentanti dell’esecutivo nelle province che godono di trattamenti privilegiati rispetto a quelli dei lavoratori privati e dei dipendenti pubblici. E’ stato sempre l’Istituto di Previdenza  a rendere noti anche i dati reali sul fondo pensionistico del clero che, in rosso, ha mostrato un disavanzo patrimoniale di 2,2 miliardi di euro solo nel 2015. E così mentre continuano solo le discussioni all’interno di maggioranza e forze sociali sulle novità per le pensioni da attuare c’è chi si muove prima e davvero e che potrebbe anche farlo per arrivare alla realizzazione di novità per le pensioni di uscita prima.

L'Istituto di Previdenza, che da sempre si è detto favorevole al taglio delle ricche pensioni degli elevati esponenti istituzionali da cui, secondo le stime, si riuscirebbero a ricavare ben 200 milioni di euro annui che potrebbero essere messi da parte per rendere concrete le novità per le pensioni di uscita prima, ha avviato un ricalcolo contributivo delle pensioni più elevate. O meglio, di quelle che risultano essere in parte frutto del vecchio, e decisamente più vantaggioso, sistema retributivo. Il meccanismo di revisione dei conteggi prevede il calcolo della pensione con sistema retributivo fino al 2011 e contributivo dal 2012 e il calcolo della pensione che si otterrebbe con il solo metodo retributivo anche dopo il 2011.

Una volta effettuati i due calcoli, se la pensione calcolata con metodo contributivo è inferiore a quella risultante con il vecchio metodo retributivo, non sarà applicata alcuna penalizzazione, ma se risulta superiore bisognerà allora procedere con il ricalcolo contributivo. Anche questo sistema è stato pensato nell'ottica di recupero di risorse che potrebbero poi essere reinvestite per novità pensioni come quota 100 o quota 41, che rientrano tra le ipotesi di modifiche pensionistiche portate avanti dallo stesso Istituto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il