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Pensioni ultime notizie imitare novità da modelli già esistenti senza o con novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Le ricette utilizzate per fronteggiare le difficoltà e rilanciare le novità per le pensioni sono diverse da Paese in Paese.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:52): Non è necessario che per avere un sistema perfetto e una crescita forte occorra uno Stato poco presente e con pensioni ottenibili solo in tarda o tardissima età. I modelli differenti vi sono e che funziono perfettamente e che potrebbero essere ripresi in toto per le novità per le pensioni sia di come dividere pensioni e assistenza, sia per permettere maggiore libertà di scelta di quando e come uscire dal mondo produttivo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): In maniera banale viene da chiedersi perché le misure sulle novità per le pensioni, sull'occupazione e più generale sul rilancio dell'economia, che altrove hanno successo, non vengono applicate in Italia. La risposta è semplice e va ricercata nei differenti contesti sociali ed economici, tuttavia le ultime e ultimissime notizie suggeriscono come sia necessario un cambio di marcia, anche e soprattutto sulle novità per le pensioni.

Ogni Paese fa storia a sé, ma non si può che rimanere sorpresi dinanzi alle differenza tra l'Italia e il resto dell'Europa sotto i profili delle novità per le pensioni, del lavoro, della produzione industriale, dell'occupazione e delle risposte dinanzi alla crisi. L'esempio più recente arriva dalla Svezia, considerata dal McKinsey Global Institute un esempio da seguire se "solo il 20% della popolazione ha avuto i propri redditi bloccati o ridotti". Nel rapporto "Poorer than their parents? A new perspective on income inequality" (Più poveri dei genitori? Una nuova prospettiva sull'ineguaglianza dei redditi) viene tirata in ballo anche l'Italia come esempio negativo per via dei "redditi rimasti fermi o diminuiti per la quasi totalità della popolazione".

E le prospettive non sono evidentemente delle migliori considerando il congelamento di vere novità sulle pensioni. L'irrigidimento dei requisiti e delle modalità per uscire un po' prima rappresenta un limite al cambiamento, all'innalzamento del livello di competitività e al rilancio dell'economia, di cui si avverte un gran bisogno. Naturalmente si tira in ballo la crisi dell'economia globale a giustificazione di questa inerzia, ma altrove le ricette utilizzate per fronteggiare le difficoltà sono state diverse. Il modello svedese è ad esempio passato da una maggiore cooperazione con le forze sociali, dalla riduzione temporanea degli orari di lavoro e non dai licenziamenti e dall'aumento delle assunzioni con contratti a tempo determinato nei servizi pubblici.

In Italia è stata seguita una strada opposta e solo da poche settimane sono ricominciati i dialoghi tra forze sociali ed esecutivo sulle novità per le pensioni e sul lavoro, anche se i più maliziosi leggono l'apertura come un tentativo di Palazzo Chigi di cercare consensi per il voto costituzionale d'autunno. E volendo rimanere sullo stretto versante delle pensioni, mentre in Italia il traguardo del ritiro a vita privata si allontana di anno in anno, nel sistema previdenziale pubblico svedese non esiste un'età pensionabile obbligatoria. Il lavoratore può congedarsi a partire dall'età di 65 anni, accedere una diversa forma di trattamento pensionistico a 61 anni o prelevare la pensione privata a 55 anni.

Al di là dei confini italiani c'è poi il caso dei tedeschi che non lavorano abbastanza a lungo nella vita e, almeno sul lungo periodo, dovrebbero cominciare a digerire una nuovo pacchetto di novità sulle pensioni perché l'attuale sistema previdenziale in Germania non può reggere all'invecchiamento demografico. Proprio così: il monito è venuto dalla Bundesbank che ha avvertito come nel 2060 i tedeschi dovranno lavorare fino a 69 anni, quattro in più di quanto fanno finora e due in aggiunta a quanto prevede l'attuale esecutivo guidato dalla cancelliera Angela Merkel. Se il sistema non cambia, gli attuali ventenni prenderanno solo il 40% della retribuzione media, otto punti in meno della percentuale attuale, è il motivo di fondo dell'avvertimento della banca centrale. Ma il governo respinge la proposta ricordando che continua a puntare su un aumento graduale dell'età pensionabile a 67 anni nel 2029 con un 43% dello stipendio medio come limite minimo consentito per legge nel 2030.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il