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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 dalle Regioni ulteriori ostacoli

Conti in rosso anche per le Regioni: possibili nuove richieste di aiuti allo Stato ed eventuali conseguenze per approvazione novità pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:12): Tra l'altro alle regioni con le nuove norme si è dato il compito di occuparsi di servizi di aiuto e sostegno collegati anche alle pensioni come spiegavamo nelle ultime notizie e ultimissime (ad esempio chi non lo ha ed è senza occupazione), ma senza budget spendibile e con questo buco riscontrato è complesso che si possa fare qualcosa. E anche le diverse novità per le pensioni alcune delle quali già in vigore attivate da diverse Regioni e Comuni sono a forte rischio di essere sospese appena entrate in vigore o quasi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:48): La strada per le novità per le pensioni è già difficile per sè, ma sembra davvero che quasi quotidianamento soppravenga un problema o un impedimento imprevisto. E così spunta fuori dalle ultime notizie e ultimissime un rosso di 33 miliardi anche dalla Regioni in una situazione di bilancio già difficile per usare un eufemismo...

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Non ci sono solo le casse statali a essere in affanno con inevitabili ripercussioni sulle migliori speranze di prevedere novità per le pensioni. Ma stando alle ultime e ultimissime notizie ovvero ai rendiconti esaminati dalle sezioni regionali della magistratura contabile e che abbiamo esaminato in questo articolo, neanche quelle regionali stanno bene. Si potrebbe andare verso un ripensamento generale delle misure sulle pensioni.

I conti economici italiani continuano ad essere in crisi: profondo rosso, come riportato da recenti dati, non solo per l’Istituto di Previdenza, ma anche, come confermano le ultime notizie, per i bilanci regionali. Secondo la Corte dei Conti, infatti, il buco delle Regioni ammonterebbe, complessivamente, a ben 33 miliardi di euro, somma decisamente elevata e che potrebbe non permettere alle Regioni di mettere in campo nuove iniziative e politiche di assistenza sociale, come in alcuni casi è stato già fatto. Se, infatti, da un lato Regioni e Comuni finora hanno anticipato le mosse dell’esecutivo non solo per quanto riguarda le misure assistenziali, come per esempio accaduto in Lombardia, Puglia, Molise, Trento dove è stato dato il via all’assegno universale, o in Regioni come Piemonte, Calabria, Sicilia, dove sono state approvate novità per le pensioni con quota 100 e mini pensione per consentire di anticipare la pensione ai lavoratori più anziani o in esubero delle stesse Regioni, dall’altro al momento il budget a loro disposizione sta calando e, come sopra riportato, potremmo dire che è già in profondo rosso.

E questa situazione non rappresenta certo un punto positivo per l’approvazione di novità per le pensioni per tutti o a livello locale che potrebbero essere bloccate proprio per scarsità di disponibilità economiche. Inoltre, come riportato con l’assegno universale, molti dei nuovi sostegni per chi è senza occupazione sono, e saranno basati, soprattutto su iniziative regionali non solo nei casi in cui già sono state approvate novità ma anche in quelli in cui sono in via di approvazione, ma la domanda che sorge spontanea alla luce dei nuovi conti in rosso è come potranno essere approvate ulteriori misure assistenziali se non ci sono soldi a disposizione?

Ed è proprio a questo punto che potrebbe sorgere un nuovo problema: le Regioni, infatti, potrebbero decidere di rivolgersi allo Stato centrale per chiedere nuovi aiuti per risanare i propri conti in rosso e questa richiesta potrebbe incidere, negativamente, su un bilancio che è già strettissimo che sta mettendo a rischio la realizzazione di provvedimenti che sarebbero stati particolarmente importanti, comprese le novità per le pensioni che potrebbero trovare pochissimo spazio nella prossima Manovra (che dovrebbe avere un valore di 30 miliardi di euro, di cui 24 da usare solo a copertura di spese precedenti, spese correnti ed emergenze), viste le recenti evoluzioni. Gli stretti margini di bilancio sono il risultato soprattutto della necessità di misure quasi obbligate che richiedono l’impiego di non poche disponibilità economiche, a partire dalle coperture delle spese precedenti, che servono per evitare il temutissimo aumento dell’Iva e delle accise, per cui servono, secondo le ultime previsioni, 12,8 miliardi nel 2016, che salirebbero a 19,2 miliardi nel 2017, per arrivare a 22 miliardi nel 2018.

A questa somma si aggiungono gli 11 miliardi di euro che sono necessari per la riduzione del deficit, provvedimento imposto dall’Europa, e circa 7 miliardi di euro almeno, richiesti dalle forze sociali, per lo sblocco dei contratti degli statali, ma già in questo caso l'esecutivo ha risposto parlando di margini di bilancio decisamente stretti per la prossima Manovra il che fa presupporre la mancanza di budget anche per ulteriori novità per le pensioni, probabilmente ad eccezione di quel piano di uscita prima con mini pensione per cui, stando a quanto reso noto dal Dicastero dell’Occupazione, dovrebbe essere stanziata al massimo una somma di un miliardo, un miliardo e mezzo (decisamente meno dei 4,5 miliardi di euro che servirebbero per la quota 41 o dei circa 7, 10 miliardi per la quota 100) ma che sarebbe una novità pensioni limitata e non strutturale e universale, così come rischi per il piano di riduzione delle imposte che, secondo le ultime notizie, non dovrebbe più interessare l’Irpef ma solo l’Ires. E’ chiaro, dunque, come eventuali richieste di nuovi aiuti per le Regioni non sarebbero certo favorevoli in questo momento di particolare crisi di conti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il