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Pensioni ultime notizie decisioni novità referendum aumentano scontro Governo Renzi-M5S per novità mini pensioni, quota 41

Il Movimento 5 Stelle spinge sulle novità per le pensioni ma le strategie politiche del premier lo mettono in difficoltà.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:49): E così il Movimento 5 Stelle si è mosso ancora una volta per sostenere le novità per le pensioni come da ultime notizie e ultimissime a più livelli andando ben oltre l'assegno universale che, comunque, porterebbe le pensioni più basse a 750 euro. Tra le iniziative vi è quella istituzionale di sottolineare budget già presenti come abbiamo visto sotto che si potrebbero utilizzare per quota 41 e chi ha fatto o sta facendo occupazioni pesanti. Ma non ci sono solo state solo queste novità per le pensioni dal M5S come vedremo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:30): Il Movimento 5 Stelle era ed è la prima forza che sostiene il voto del no al referendum per arrivare subito alle urne portando anche come tema centrale per la vittoria le novità per le pensioni un punto su come confermano le ultime notizie e ultimissime il M5S sta facendo una vera e propria lotta e non solo per l'assegno universale. E dunque, l'affermazioni che il Governo Renzi arriverà alla sua scadenza naturale non può che non aver suscitato rabbia e stupore e un ulteriore rilancio anche per le novità per le pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Continua a far discutere la decisione  di slegare il risultato del voto costituzionale con il proseguimento della legislatura. Basta leggere le ultime e ultimissime notizie per rendersi conto come la decisione abbia spiazzato osservatori e attori politici, soprattutto nell'ottica delle novità per le pensioni, le cui prospettive sono incerte e la reazione del Movimento 5 Stelle già in contrasto su tanti temi tra cui proprio le novità per le pensioni non è mancata.

Il passo indietro del presidente del Consiglio rispetto a un eventuale esito negativo del voto costituzionale d'autunno c'è stato. Nel caso in cui dovesse prevalere il no, non ci sarà un ritorno anticipato alle urne, con buona pace di chi sperava che questo potesse essere il passaggio chiave per introdurre vere novità per le pensioni. Già, perché stando così le cose ovvero con i limiti economici che l'esecutivo è costretto a muoversi, non sono previsti grandi cambiamenti nel sistema previdenziale italiano. Non solo, ma il budget maggiore sarà indirizzato piuttosto alla riduzione delle imposte, con parziale interessamento dei pensionati con gli assegni più bassi, anziché a modificare più in profondità le attuali norme sulle pensioni.

Più precisamente sono molti i provvedimenti in vista: da quella che si annuncia come una robusta parte fiscale, alle correzioni in materia di pensioni, ai necessari e difficili tagli di spesa. Succede però che il ripensamento del premier, che aveva legato il proseguimento della sua carriera politica al risultato del voto costituzionale, ha mandato su tutte le furie sia l'opposizione interna al Partito democratico e sia il Movimento 5 Stelle, in questo momento la forza politica alternativa alla maggioranza attuale. Non bastavano le tensioni sulla riforma elettorale e l'Italicum: lo scontro dentro il Partito democratico ormai si è ufficialmente allargato alle ricette per far ripartire l'economia: tagliare o non tagliare le tasse? E fino a che punto? Perché, si domandano gli oppositori interni, non prevedere investimenti e misure a sostegno dei ceti più deboli e delle aree del disagio?

Ancora più critico il Movimento 5 Stelle che colloca sul tavolo delle discussioni anche il tema delle novità per le pensioni. Il suo pacchetto di proposte ruota intorno all'assegno universale, misura di sostegno al reddito che va al di là del fondo per il contrasto all'indigenza. La volontà dei proponenti è di far passare la misura non come una forma di assistenza sociale passiva, ma di protezione sociale collegata al lavoro che impone obblighi precisi per il beneficiario. Chi riceve l'assegno deve infatti rendersi disponibile a lavorare e iscriversi presso i Centri per l'impiego pubblici; iniziare un percorso di ricerca attiva di lavoro; dimostrare di essersi attivato nella ricerca di lavoro; offrire un piccolo contributo a favore della collettività in progetti sociali.

Non solo, ma gli stessi deputati e senatori del Movimento 5 Stelle invitano a prestare maggiore attenzione alla peculiarità di alcune posizioni particolari, come quelle di chi ha iniziato la propria attività sin da giovanissimo e rispetto a quale e in corso il confronto sull'applicazione di quota 41 e sul riconoscimento automatico di versamenti figurativi, e di chi svolge lavori prevalentemente faticosi o turni di notte. L'introduzione dell'attuale legge previdenziale ha infatti penalizzato queste categorie e gli interventi correttivi si sono rivelati insufficienti e inefficaci.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il