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Pensioni ultime notizie su novità non c'è convergenza neppure tra le stesse fonti per quota 100, quota 41, mini pensioni

Gli orientamenti sono da ricondurre alla mancanza di una linea condivisa sulle novità per le pensioni nella maggioranza a Palazzo Chigi.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:20): Il fatto che non vi sia un accordo e tantomeno uan convergenza sulle novità per le pensioni appare chiaro e acclarato anche da alcune affermazioni ufficiali delle ultime notizie e ultimissime. E la stessa separazione di intenti che viene riportata dalle diverse fonti sempre ben informate che stavolta non riescono nepure loro a capire quali saranno davvero le novità per le pensioni se, come dette, una, due e addirittura nessuna.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): Inizialmente si pensava che vi fossero almeno 5 novità per le pensioni che seppur in forma non certo radicale e profonda sarebbero state intraprese. Da queste si è passate ad almeno un paio, ma le ultime notizie e ultimissime non convergono tutte come è stato finora su questa versione, ma addirittura alcune fonti parlano di una sola novità per le pensioni tra mini pensioni e aumento delle più basse senza dimenticare che vi sono alcuni esponenti di spicco che sposterebbero tutte le novità per le pensioni ulteriormente senza fare nulla adesso.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:12): Anche scorrendo le ultime e ultimissime notizie sulle novità per le pensioni pubblicate dai quotidiani nazionali si rischia di andare in confusione perché le direzioni indicate non coincidono continuando a riferire come da una parte l'esecutivo insisterà sulle mini pensioni con penalizzazioni e interessi e dall'altra come la volontà sia di agire solo sul versante fiscale.

Quali novità per le pensioni saranno approvate dalla maggioranza a Palazzo Chigi? La partita è più aperta dei quel che sembra e come dimostrato da un'attenta analisi delle notizie riportate dai principali quotidiani italiani a tiratura nazionale, c'è molta incertezza. Il Corsera, ad esempio, è convinto che la pista da seguire sia quella del taglio delle imposte per gli assegni più bassi o comunque quelle degli interventi di natura fiscale. In particolare, per i pensionati con più di 64 anni che hanno un reddito inferiore a una determinata soglia, attualmente viene riconosciuto un importo aggiuntivo della pensione, la cosiddetta quattordicesima. Per il 2016, il reddito annuale di riferimento è di 9.786,86 euro lordi (1,5 volte il trattamento minimo) e l'importo della quattordicesima oscilla tra 336 e 504 euro in base agli anni di contributi che si sono versati.

Due sono allora le opzioni prese in considerazione: aumentare l'importo del reddito di riferimento o incrementare il valore delle quattordicesime. Non solo, ma per aumentare le risorse a vantaggio dei pensionati meno abbienti potrebbe essere allargato il bacino della no tax area, in cui oggi rientrano i pensionati under 75 e con reddito fino a 7.750 e quelli più anziani con assegni annuali non superiori a 8.000 euro. Già quest'anno è stata ampliata la no tax area dei pensionati (in precedenza i redditi di riferimento erano di 7.500 e 7.750). Per l'esecutivo questo intervento non è alternativo a quello relativo alle quattordicesime poiché i destinatari coincidono solo in parte.

Per il Messaggero, da sempre molto attento sul tema delle novità per le pensioni, la novità da mettere in conto risponde al nome di mini pensioni, finanziabili con una somma erogata dalle banche e restituita dall'interessato in 20 anni. In questo modo l'operazione impatterà in modo limitato sui conti dello Stato. Il taglio sulla pensione determinato dalla rata da restituire dovrebbe essere attutito tramite detrazioni per le persone più in difficoltà, dovrebbe essere a carico delle aziende in caso di pensionamenti per ristrutturazione, mentre inciderà di più per chi uscirà volontariamente dal mondo del lavoro.

Questi diversi orientamenti sono da ricondurre alla mancanza di una linea condivisa sulle novità per le pensioni nella stessa maggioranza a Palazzo Chigi. Il premier apre a provvedimenti a favore degli assegni più bassi, il ministro dell'Economia e il suo vice chiudono a cambiamenti strutturali e una parte minoritaria spera in modifiche più incisive. Un punto in comune potrebbe essere trovato sull'unione dei contributi previdenziali. Oggi chi li ha versati in più gestioni può ricongiungerli in una e andare in pensione con le regole e il trattamento economico applicate dalla gestione in cui viene fatto confluire tutto. Tuttavia questa operazione comporta oneri anche di 30-40.000 euro per il lavoratore, sulla base dell'età, del reddito e dei contributi da spostare. L'esecutivo sta valutando la possibilità di renderla gratuita, sia per il trattamento di vecchiaia che per quello anticipato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il