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Pensioni ultime notizie irrinviabili novità per Confindustria su novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Rispetto allo scorso anno il mondo delle imprese chiede con maggiore insistenza novità per le pensioni. Ecco perché.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:30): Confidustria, dunque, sembra voler dare almeno un inizio concreto alle novità per le pensioni non facendo come l'anno scorso e pur criticando come da ultime notizie e ultimissime la scelta delle novità delle mini pensioni come principali ritenendo che possa essere un flop. Ma un inizio ci deve essere. Tanto è vero che la stessa Confidustria ha aperto alla possibilità di utilizzare alcuni budget giacenti per alcune misure di sostegno alle stesse novità per le pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:30): Anche le Associazioni degli Industriali ritengono fondamentali le novità per le pensioni, urgenti e non rinviabili pur consapevoli che i margini sono stretti. Occorre, comunque, iniziare a fare qualcosa di concreto e contrariamente all'anno scorso dove si era preferito solo il taglio delle imposte benchè si fossero ritenute importanti anche le novità per le pensioni, ora dalle ultime notizie e ultimissime.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:04): Si percepisce una differenza di atteggiamento degli industriali in relazione alle richieste della maggioranza sui provvedimenti da approvare entro fine anno. Le ultime e ultimissime notizie continuano a riferire come le novità per le pensioni abbiano scalato posizioni nell'elenco delle priorità, sopravanzando la richiesta di riduzione delle imposte, peraltro già parzialmente accolta lo scorso anno.

Le idee dell'associazione degli industriali e del suo presidente sono chiare: con le casse del Paese gravate da un ingente debito e con poco budget a disposizione, l'esecutivo deve fare poche cose intelligenti calibrando scelte selettive, e puntando con decisione «sulla produttività e investimenti privati per rafforzare un percorso di crescita. E le novità delle pensioni, da inquadrare nell'ottica di una concreta staffetta generazionali tra anziani e giovani così da rilanciare competitività e produttività, rappresentano un passaggio imprescindibile. Non si tratta di una posizione di assoluta novità, ma rispetto allo scorso anno, la convinzione presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, sembra essere maggiore.

Dopo aver incassato un parziale taglio delle imposte, gli industriali sono pronti a indicare nuove strade anche a chi dovrà scrivere le nuove e imminenti linee politiche ed economiche. Da Palazzo Chigi, argomenta, si aspettano scelte selettive perché con questo debito pubblico è evidente che non ci sono grandi margini di manovra. Le sue parole sono chiare: "Dobbiamo essere corresponsabili e non possiamo chiedere la luna", ma se si riuscisse a fare delle operazioni selettive sulla produttività e sugli investimenti privati si darebbe al Paese una linea di politica economica che determina anche quale industria del futuro definire.

Da una parte invita i tecnici di Palazzo Chigi a muoversi sulla linea tracciata dal ministro dello Sviluppo economico, fatta di budget da mettere sulla crescita e sgravi fiscali. Nell'agenda governativa, sottolinea Boccia, prima deve trovare spazio la crescita, perché con la crescita e non con l'austerity, spiega, si risolvono i problemi del deficit e del debito. E sulle pensioni le prospettive devono essere a medio termine: "Dobbiamo includere i giovani in questo mondo in cui sono sempre più esclusi. Dobbiamo creare ricchezza per avere un paese più uguale e più solidale, anche tra le generazioni". Insomma il poco budget a disposizione impone di fare poche cose intelligenti nell'interesse del futuro del Paese.

Nel mondo industriale è particolarmente delicata la situazione di chi svolge attività particolarmente pesanti o lavora di notte, per cui è adesso possibile andare in pensione con il sistema delle quote ovvero la somma di età e contributi. Quest'anno la quota dev'essere almeno di 97,6 con un'età minima di 61 anni e 7 mesi e almeno 35 anni di contributi. I paletti da rispettare sono tali da disincentivare questa soluzione, anche perché a volte si arriva prima alla pensione "classica". L'esecutivo, con in beneplacito dell'associazione delle imprese, dovrebbe renderne più facile l'accesso

A spingere per le novità per le pensioni, anche questa volta in un'ottica di ricambio generazionale, è anche il mondo delle cooperative e dei commercianti, convinto che sia una strada da percorrere. L'equazione è molto semplice: consentire ai lavoratori che vogliono andare in pensione prima la possibilità di farlo, anche a fronte di penalità contenuto, così da lasciare spazio ai più giovani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il