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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 studi e ricerche come ascensore sociale mostrano i danni

Disoccupazione giovanile ancora alta, indigenza record, figli pi¨ poveri dei genitori: i risultati della crisi e delle mancate novitÓ per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): Tanti sono i problemi causati dalla mancanza di novità per le pensioni e dagli errori attuali come rivelano i diversi studi e ricerche riportati nelle ultime notizie e ultimissime. E questa volta è il caso dell'ascensore sociale bloccato in una società dove un giovane fatica a trovare una occupazione anche per il tappo delle pensioni che sembvra finalmente compreso anche dalle autorità e non solo dagli studiosi, ma che, nonostante questo, continuano a tergiversare.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Sono i report forniti dalle ultime e ultimissime notizie a spiegare come i figli non riescono a raggiungere lo stesso livello di benessere dei genitori che, anzi, ricoprono sempre più spesso il ruolo di sostegni sociali al postio dello Stato. E l'inerzia a intervenire sulle novità per le pensioni ha giocato un ruolo decisivo. Il problema è che, al di là delle misure correttive, poco sembra voler fare la maggioranza.

L’ascensore sociale sembra essersi bloccato: secondo le ultime notizie, diminuiscono le persone laureate che maturano specifiche competenze e che vengono escluse dal mondo del lavoro, continuano ad esserci le diseguaglianze sociali, e la crisi di questi anni ha portato a peggiorate le condizioni soprattutto dei più giovani. Queste situazioni sono il risultato sì delle difficoltà economiche che stanno attanagliando quasi tutta l’Europa, e non solo, ma anche, relativamente al nostro Paese, delle novità per le pensioni che continuano a mancare e che dovrebbero modificare le attuali norme previdenziali, troppo rigide e che contribuiscono a bloccare mondo occupazione e ripresa economica. E il motivo è piuttosto semplice: avendo allungato l’età pensionabile per tutti, senza alcuna distinzione di categorie lavorative, le nuove regole pensionistiche oggi in vigore in Italia costringono i lavoratori già impiegati a rimanere a lavoro sempre più lungo, chiudendo così le porte ai più giovani, continuando a maturare contributi e anni di lavoro che probabilmente i giovani, precari di oggi, non riusciranno mai a raggiungere.

E, infatti, per loro non si prospetta un grande futuro pensionistico, a meno che qualcosa non cambi in breve tempo. E per cambiare effettivamente le cose si dovrebbero riuscire a recuperare quelle risorse economiche necessarie per l’approvazione di novità per le pensioni come quota 100, quota 41, mini pensione per tutti, al momento considerate troppo costose anche se su quota 41 e mini pensione le discussioni continuano, con la speranza che qualche cambiamento venga inserito nella nuova Manovra. Si tratta di modifiche necessarie e sempre più urgenti, tra l’altro, alla luce delle ultime notizie su disoccupazione, indigenza degli italiani e condizioni dei giovani. Partendo, infatti, dalla disoccupazione , soprattutto giovanile, nonostante le novità messe in campo dall’esecutivo lo scorso anno per incentivare le assunzioni staili, continua a crescere, ed è record di indigenza nel nostro Paese dal 2005: sarebbero, infatti,  ben 4,6 milioni le persone in condizioni di assoluta indigenza.

Secondo l'Istat, le famiglie in condizione di indigenza assoluta sarebbero pari a un milione e 582 mila e le persone a 4 milioni e 598 mila e i dati confermano che l’indigenza aumentata riguarda soprattutto le famiglie più numerose. Ma le notizie negative non finiscono qui, perché per la prima volta dopo anni, le stime confermano che i figli sono più poveri dei genitori e anche in tal caso si tratta di un risultato, ma non solo, delle norme pensionistiche attuali e delle novità che tardano ad arrivare perché è chiaro che, allungandosi o l’età pensionabile dei lavoratori più anziani, seguendo il principio dell’adeguamento alla speranza di vita, i giovani restano automaticamente fuori dal mondo occupazionale e questo non rappresenta certo una situazione positiva.

Secondo quanto emerso dagli ultimi dati, nell'ultimo decennio, in 25 paesi sviluppati, solo il 30% delle famiglie ha un reddito reale maggiore rispetto a dieci anni fa, e in Italia, nel 2014, la percentuale delle famiglie con redditi invariati o in calo si attestava al 97% rispetto all'81% degli Stati Uniti, al 70% della Gran Bretagna e dell'Olanda, al 63% della Francia. Si tratta di numeri risultato tanto della crisi economica, quanto di norme in vigore nel nostro Paese, come quelle pensionistiche, che devono essere modificate per dare una svolta all’andamento dell’economia stessa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il