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Riforma pubblica amministrazione per rinnovo contratti statali, sblocco stipendi dipendenti pubblici: per chi, quanto e come

Aumenti e scatti non saranno a pioggia per tutti gli statali, ma legati a reddito, merito e produttività.




Tutto dipende dalla modalità di distribuzione dei soldi messi a disposizioni per il rinnovo dei contratto degli statali. A Palazzo Chigi sono convinti di due cose. In prima battuta è arrivato il momento di dare seguito alla sentenza dell'Alta Corte che obbliga l'esecutivo a procedere al rinnovo. In seconda battuta gli aumenti e gli scatti non saranno a pioggia per tutti, ma legati a reddito, merito e produttività. E così, se le prime stime riferivano di un bonus di 10 euro in busta paga, i nuovi calcoli prevedono un surplus maggiore, seppur limitato perché Palazzo Chigi non intende mettere sul piatto quei sette miliardi di euro invocati dai sindacati.

Secondo uno studio della Uil, in attesa del rinnovo di un contratto di lavoro, già scaduto o in scadenza nel corso del 2016, sono oltre 12 milioni di lavoratori comprendendo sia il settore pubblico sia quello privato (nove milioni nel privato e circa tre milioni nel pubblico). Secondo gli ultimi dati Istat disponibili in attesa sarebbero 8,2 milioni di dipendenti e di questi 2,9 milioni riguarderebbero la Pubblica amministrazione. Nel mese di luglio c'è stato un rush di contratti siglati. Si sono chiusi quelli del settore ottica, vetro, autonoleggio, le aziende del terziario che fanno parte di Confesercenti e il contratto dei lavoratori delle aziende del settore igiene ambientale.

Gli aumenti ottenuti da questi lavoratori oscillano dagli 80 ai 120 euro lordi spalmati in tre anni. Rinnovi che arrivano dopo che nel primo trimestre 2016 la crescita delle retribuzioni contrattuali orarie è stata la più bassa mai registrata dall'Istat dal 1982. Insieme ai contratti nella pubblica amministrazione (che non vengono rinnovati da quasi sette anni) restano ancora da rinnovare i contratti nazionali più significativi e di maggior impatto sulla capacità di spesa e sull'andamento dei consumi. Il primo è quello dei metalmeccanici scaduto il 31 dicembre. Riguarda 1,5 milioni di lavoratori ed è ancora in stallo. Restano da rinnovare i contratti del tessile, dell’edilizia e delle comunicazioni.

Una situazione alla quale i sindacati sono determinati a dare una scossa. A settembre Cgil, Cisl e Uil tireranno le fila dei diversi rinnovi e non si esclude il ricorso allo sciopero generale. A ogni modo, almeno per quanto riguarda i dipendenti pubblici, i tempi sembrano finalmente maturi e le risposte, come confermate dagli stessi ministri coinvolti (Pubblica Amministrazione ed Economia) arriveranno con la legge di stabilità da approvare entro la fine dell'anno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il