BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie peggiorative novità Governo Renzi buco regioni per novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Ci sono diversi segnali negativi a livello locale che non fanno ben sperare per le novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:03): E proprio nei casi di assenza di pensioni e occupazione ( o entrambi) ulteriori norme sono state da poco delocalizzate con la decisione che dovranno essere gestiti dalla Regioni stesse in sostituzione spesso di novità per le pensioni o combiandosi con esse come spiegano le ultime notizie e ultimissime. Ma tutto potrebbe saltare, in questo caso ancora prima di incominciare, proprio per questi buchi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Il buco delle Regioni per il Governo Renzi è negativo sotto almeno due aspetti entrambi legati a doppio filo alle novità per le pensioni. Il primo riguarda il fatto che prima si diceva nelle ultime notizie e ultimissime ovvero il fatto che diverse regioni hanno da poco messo in vigore delle norme per sostenere e aiutare dove le pensioni non arrivavano o i casi di assenza di occupazione. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:12): Se qualcuno dalla parti di Palazzo Chigi credeva che l'appuntamento con le novità per le pensioni potesse essere parzialmente rinviato dove ricredersi alla luce delle ultime e ultimissime notizie sul buco economico nelle casse delle amministrazioni regionali. Negli ultimi anni sono state proprio le Regioni a tamponare l'assenza di cambiamenti vitali nel sistema nazionale delle pensioni.

La partita delle novità per le pensioni si fa ogni giorno più complessa poiché e a renderla complicata ci sono innanzitutto ragioni politiche. Senza considerare i differenti punti di vista tra le varie forze politiche ovvero tra chi spinge per misure correttive e chi per provvedimenti più efficaci, già all'interno della stessa maggioranza a Palazzo Chigi ci sono diversi umori. C'è quello che fa riferimento al presidente del Consiglio, favorevole a dare la priorità di intervento per migliorare le condizioni di chi incassa gli assegni più bassi attraverso un aumento della quattordicesima o l'allargamento della no tax area (la soglia di reddito entro la quale i pensionati non pagano l'Irpef).

C'è quello che predilige misure di natura fiscale prima ancora che di intervento diretto sulle pensioni e con molti punti di contatto con la visione del premier sulle novità per le pensioni. E quello secondo cui è meglio lasciare tutto così come, per ragioni di natura economica, spiegando come sono gli stessi enti locali a poter incidere sulla previdenza. Il problema è che sono proprio loro, comprese le Regioni, finora le più ricche, a presentare bilanci in rosso. Difficile ipotizzare novità per le pensioni a livello decentrato, seppur nei limiti delle rispettive competenze, se come rilevato dai rendiconti esaminati dalle sezioni regionali della magistratura contabile, presentano bilanci in rosso.

Eppure sono state le stesse amministrazioni locali a proporre di recenti cambiamenti nelle regole sulle pensioni. Tra i tanti casi si può citare quello dell'assegno universale adottato in Friuli Venezia Giulia. La misura di sostegno al reddito prevede l'erogazione di 550 euro al mese fino a due anni ai residenti nella regione da almeno due anni e mostra un Isee inferiore ai 6.000 euro annui. Viene richiesta la volontà dei beneficiari alla sottoscrizione di un Patto d'inclusione finalizzato alla formazione e alla disponibilità a cercare un'occupazione. Da parte sua, la Regione Piemonte permette agli over 50 di uscire un po' prima grazie a una somma, da restituire integralmente, messa a disposizione dagli istituti di credito.

Di più molti dei nuovi sostegni economici per chi non ha ha occupazione sono o sono stati prospettati basati sulle base del budget delle regioni. In questo caso è possibile fare l'esempio delle città di Roma e Torino, dalla scorsa primavera passate alla guida del Movimento 5 Stelle. Non solo entrambi i nuovi sindaci hanno prospettato misure per le piccole imprese, come la spinta al part time dei lavoratori nell'ambito di una politica che favorisca la staffetta generazionale, ma è da sempre nota la posizione del Movimento 5 Stelle sulle novità per le pensioni ovvero la priorità assegnata all'assegno universale come strumento di sostegno al reddito. In queste condizioni le regioni potrebbero chiedere allo stato un nuovo aiuto economico per ripianare le spese e il rosso, rendendo ancora più incerto il futuro migliorativo delle pensioni in Italia, anche e soprattutto in vista della prossima legge di bilancio.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il