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Pensioni ultime notizie traballanti novità Governo Renzi confronto Ventotene per novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Il percorso sulle novità per le pensioni potrebbe essere in discesa solo con un aiuto dall'Unione europea. Serve un extra budget.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 12:27) E potrebbe avvenire il contrario paradossalmente in sfavore delle novità per le pensioni Proprio per ottenere il consenso sembra dalle ultime notizie e ultimissime che saranno presentati piani con strategie che rilancino alcuni aspetti più graditi alla Comunità. E dunque, tutto questo si potrebbe ritorcere anche contro alle stesse novità per le pensioni che potrebbero essere anche messe da parte se non ufficialmente di fatto ridotte nei modi e nei tenmpi di attuazione al lumicino.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Se da una parte c'è chi è ottimista sulla posisbilità di ottenere il consenso da parte della Comunità bisogna, comunque, sottolineare che non è detto che questo automaticamente si trasformi in novità per le pensioni positive come vorrebbero alcune ultime notizie e ultimissime incautamente, forse, troppo positive.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): In ottica delle novità per le pensioni, le ultime e ultimissime notizie continuano a riferire come la maggioranza sia uscito rafforzato dal vertice di Ventotene. Palazzo Chigi sta ora mettendo a punto la sua strategia per ottenere dalla Conunità un vitale extra budget in vista delle cruciali decisioni economiche e sociali. Ma nella nuova strategia, proprio per farsi dare questo extra, le novità per le pensioni rischiano di essere ridotte al lumicino in favore di temi visti con maggior favore dalla Comunità stessa.

In gioco c'è il futuro del progetto europeo, e Bruxelles non può fare a meno della spinta dei suoi tre Paesi fondatori chiave (Italia, Francia e Germania) per portare a bordo i restanti dei 27, orfani della GranBretagna. Ecco perché quella richiesta di un extra budget da 10 miliardi di euro, parte dei quali da dirottare sulle novità per le pensioni, avanzata dal premier potrebbe essere accolta. Le grandi linee direttrici per rilanciare l'Unione europea emerse da Ventotene, investimenti e crescita, novità per le pensioni e lavoro, sicurezza e difesa, migranti, giovani e cultura, anche se più simboliche che concrete trovano sponda nella Commissione europea che ora più che mai tende la mano ed esprime il desiderio di avanzare insieme.

L'Italia ha bisogno di un extra budget in vista delle decisioni economiche da assumere entro la fine dell'anno e per capire se le novità per le pensioni si concretizzeranno solo sotto il profilo di agevolazioni fiscali o di interventi più concreti per facilitare l'uscita dal lavoro un po' prima rispetto a quanto è adesso possibile. Le questioni discusse al trilaterale tra il premier italiano, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande sono estremamente di attualità e sono in cima all'agenda della Commissione da un certo tempo, per questo si spera di poter procedere con rapidità. Sul fronto delle pensioni, l'intervento più costoso del è lo scivolo per i baby lavoratori coloro che hanno cominciato a lavorare prima dei 18 anni.

I primi calcoli sull'impatto oscillano tra 1,2 e 1,8 miliardi di euro a regime, mentre è allo studio anche la possibilità di una uscita secca dopo 41 anni di contributi. Di entità non trascurabile anche l'ampliamento della platea a cui riconoscere la quattordicesima: per raddoppiare i beneficiari, passando da 1,2 a 2,4 milioni, servirebbero circa 800 milioni di euro l'anno. Per le mini pensioni, la cifra si aggira invece intorno a 600-700 milioni di euro. Mettere in fila i contributi versati per la pensione in diverse gestioni costerebbe 500 milioni di euro a regime. La cifra includerebbe anche il riscatto della laurea. Meno pesanti le modifiche sulla no tax area e sulle attività prevalentemente faticose.

Fin qui si tratta di stime iniziali e tutto dipenderà dai confini che a ogni misura verranno dati, ma appare evidente come il percorso potrebbe essere in discesa solo con un aiuto dall'Unione europea. Per avere un quadro definito bisognerà aspettare settembre, ma di certo, per dare spazio a tutto, uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro tetto emerso nei giorni scorsi, non basterebbe. Come del resto ha lasciato intendere lo stesso premier. Ora si tratterà, a partire da Ventotene, dove l'Italia ha certificato il suo rientro nel gruppo di testa dell'Europa, di costruire un consenso tra i 27 in vista di Bratislava. A lavorare ancora, nei prossimi giorni, Hollande e il premier italiano al vertice dei Paesi Pse a Parigi, e la Merkel con quelli del gruppo di Visegrad e del Nord. Di sponda con Juncker e il presidente dell'Unione europea Donald Tusk.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il