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Pensioni ultime notizie avanzano novitÓ tra le peggiori per novitÓ mini pensioni, quota 41, quota 100

Tra le novitÓ per le pensioni prese maggiormente in considerazione ci sono le misure sul versante fiscale e le cosiddette mini pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): Due sembrano le novità per le pensioni che sembrano passare sicuramente, anche se vedendo i numeri, una potrebbe essere l'alternativa dell'altra ovvero le mini pensioni e il taglio delle imposte come sembra dalle ultime notizie e ultimissime. Appare, invece, messo da parte al momento quota 41, anche se si potrebbe recuperare, mentre quota 100 è completamente assente dai radar delle novità per le pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:07): Se ci sono sempre ragioni politiche alla base di ogni decisione assunta a Palazzo Chigi sulle novità per le pensioni, le ultime e ultimissime notizie rilanciano le motivazioni di carattere economico ovvero l'assenza di budget per spiegare il freno alle migliori novità per le pensioni stesse. A rendere il quadro più complicati ci sono le emergenze nazionali e internazionali.

C'è una lunga lista di idee e proposte sulle novità per le pensioni, ma tra rallentamenti e restringimenti di budget le prospettive cambiano di settimana e settimana. Anzi, le ultime notizie in riferimento alle difficoltà interne e internazionali stanno facendo perdere ottimismo tra chi attendere la prossima legge di bilancio per reali novità per le pensioni. L'obiettivo è comunque di consentire l'uscita dal lavoro prima del raggiungimento del requisito di vecchiaia previsto dalla norme attuali con un massimo di tre anni. Si tratta delle mini pensioni finanziate dalle banche ed erogate dall'Istituto nazionale della previdenza sociale.

Il meccanismo sarà differenziato a seconda di tre maxi-categorie: uscite volontarie, per le quali la decurtazione implicita dell'assegno dovrebbe essere più elevata; disoccupati di lungo corso, che dovrebbero essere maggiormente tutelati; lavoratori interessati in piani di ristrutturazione aziendale per i quali potrebbe essere richiesto un contributo all'impresa. Sebbene non sia all'unanimità considerata la strada migliore, si tratta della soluzione più gettonata insieme agli interventi sul versante fiscale. Si stanno valutando anche misure per chi è già in pensione e vive con un assegno basso.

Si va dall'estensione della platea dei beneficiari della quattordicesima mensilità, oggi limitata agli assegni sotto i 750 euro mensili, facendo salire quest'ultimo tetto a 12-13.000 euro lordi l'anno, all'estensione della no tax area. Anche in questo caso non mancano perplessità sui reali benefici economici, anche in un'ottica di rilancio dei consumi in Italia, dall'introduzione di novità per le pensioni di questo tipo. Tra le altre misure allo studio che sembrano perdere smalto c'è un intervento per coloro che hanno lavorato uno o più anni tra 14 e 18 anni di età. La misura consiste nel riconoscimento di una somma figurativa di 4 o 6 mesi l'anno per consentire il congedo con 41 anni di contributi complessivi. Si tratta appunto della cosiddetta quota 41.

In parallelo è sul tavolo dei ragionamenti anche la misura in favore dei lavoratori impegnati in attività faticose. Palazzo Chigi pensa di rendere più agevole l'accesso al ritiro facendo leva su una semplificazione dei requisiti attuali senza allargare la platea. Tra le diverse ipotesi allo studio c'è l'abolizione delle finestre di uscita degli altri vincoli normativi che ostacolano l'accesso al congedo.

Il meccanismo automatico di adeguamento dei requisiti di pensionamento legato all'aspettativa di vita verrebbe ammorbidito per i lavoratori esposti ad attività faticose o per coloro che svolgono in prevalenza turni di notte, per i quali sono allo studio semplificazioni sui criteri di riconoscimento del ritiro. Dal 2019 l'aggiornamento dell'aspettativa di vita passa da una cadenza triennale a una biennale. A chiudere il pacchetto delle proposte su cui si sta ragionando da alcuni mesi c'è il provvedimento finalizzato a garantire l'unione gratis per tutti anche per andare in pensione un po' prima rispetto a quanto è ora consentito.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il