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Pensioni ultime notizie pi¨ probabili novitÓ nel bilancio Governo Renzi inserite con novitÓ quota 100, mini pensioni, quota 41

Nel dibattito sulle novitÓ per le pensioni, anche quota 41 sembra aver perso posizioni nella lista delle prioritÓ.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:30): E' davvero complesso con gli stretti margini che si hanno, anche pensando di poter averne di più dalla Comunità, capire quali saranno le novità per le pensioni ma non solo, in generale su tutti i temi. E' certo che la tendenza delle ultime notizie e ultimissime è quella di concetrarsi sulle imposte e sull'occupazione, magari intrecciate insieme, ma sono tanti altri i temi che ci dovrebbero essere e che a questo punto sono fortemente a rischio.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Anche le ultime e ultimissime notizie confermano come la maggioranza abbia deciso di mettere in subordine le novità per le pensioni rispetto agli interventi di riduzione delle imposte. E lo saranno ancora di più in seguito alle difficoltà di budget che continuamente sembrano acuirsi.

Le prospettive sulle novità per le pensioni in vista della prossima legge di bilancio continua a essere in chiaroscuro. In pole postion sembrano esserci le mini pensioni ovvero la possibilità di congedarsi fino a tre anni prima a fronte di penalizzazioni e interessi da corrispondere a banche e assicurazioni. Perde invece posizione quota 41 ovvero il numero anni di contribuzione da maturare per accedere al trattamento previdenziale. Si tratta evidentemente di un provvedimento congeniale per chi ha iniziato a lavorare in giovane età. Più facile che l'esecutivo intervenga sul fronte fiscale, anche per i pensionati, attraverso un aumento delle quattordicesime per gli assegni più bassi o l'allargamento della no tax area ovvero l'area in cui i pensionati non versano l'Irpef.

Perfino i provvedimenti per consentire l'uscita un po' prima in favore di chi svolge attività prevalentemente faticose o turni di notte sembrano essere scivolati in secondo piano. Le ragioni di un affievolimento del tema della pensioni va cercato nei soliti problemi economici. Ecco perché l'esecutivo sta mettendo a punto la sua strategia per ottenere dall'Unione europea un extra budget per intervenire non solo sulle novità per le pensioni. Tra le questioni irrisolte ci sono la revisione del modello contrattuale nel segno di una maggiore produttività che potrebbe avere effetti non solo in termini di Prodotto interno lordo e di bonus salariali ma, unito alla riorganizzazione delle tax expenditures, all'approvazione del ddl concorrenza e al varo di Industria 4.0, potrebbe rappresentare per l'Italia una carta importante da giocare in sede Unione europea.

Roma intende poi invocare la Brexit come circostanza eccezionale per ottenere l'extra budget al pari di quanto è successo con migranti e sicurezza. Tra le nuove riforme pro-crescita in fase di discussione, l'esecutivo potrebbe inoltre annoverare le liberalizzazioni del ddl concorrenza, la revisione delle agevolazioni fiscali, la promessa revisione del catasto, l'appena approvata riforma del bilancio, il taglio dell'Ires e dal 2018 dell'Irpef, il piano Industria 4.0 inserito nel progetto Finanza per la crescita, il compimento della riforma della giustizia, accanto alle solite novità per le pensioni.

Tra settembre e ottobre, quando il quadro macroeconomico sarà più chiaro, la trattativa con l'Unione europea e e con gli altri Paesi membri verterà su quanto extra budget chiedere per mantenere comunque l'impegno di ridurre deficit e debito sotto i livelli attuali. Per quest'anno l'Italia ha strappato un 2,3% di indebitamento netto. Portandolo nel 2017 dall'1,8% accordato dall'Unione europea a un eventuale 2,2% potrebbe ottenere altri 6-7 miliardi di euro di margine di manovra. Sempre che nei prossimi mesi il Prodotto interno lordo non riservi altri brutti scherzi, come quello del secondo trimestre. Per l'anno in corso, nonostante il rallentamento della crescita viene comunque esclusa una manovra correttiva ma se il rallentamento dovesse trasformarsi in una frenata, il controllo dei conti diventerebbe impresa ben più ardua.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il