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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 o aiuti alle imprese per occupazione e produttività

In questo momento la grande divisione a Palazzo Chigi è tra la concessione di aiuti sociali, comprese le novità per le pensioni, o gli incentivi alle imprese.




Tra le tante spaccatura e micro divisioni che attraversano la maggioranza a Palazzo Chigi, ce n'è una che coinvolge direttamente le novità per le pensioni. In vista delle decisioni economiche e sociali da assumere entro la fine dell'anno, si agitano due anime. La prima è favorevole a intervenire direttamente sul sistema previdenziale attraverso la previsione di misure per facilitare l'uscita un po' prima rispetto a quanto adesso previsto. All'interno di questa ala di pensiero c'è chi studia il modo per riconoscere la posizione particolare di chi ha iniziato la propria attività professionale in giovane età e chi svolge attività prevalentemente faticose.

Poi c'è una seconda anima, più concentrata sull'economia reale anziché sulle ripercussioni sociali dei provvedimenti assunti. La strada suggerita è quella di lavorare per facilitare le imprese dal punto di vista fiscale, degli investimenti e delle assunzioni. Sotto il primo versante, il taglio dell'Ires è solo un passaggio mentre sono ora si ragiona su nuovi sgravi, nella scia di quanto fatto per aumentare il livello di occupazione. Il budget a disposizione è però ridotto e di conseguenza non tutte le migliori intenzioni potranno tradursi in realtà. Insomma, tra aiuti alle imprese e novità per le pensioni occorre fare una scelta e diversi indicatori economici e politici faranno pendere la bilancia delle decisioni da una parte o dall'altra.

Il peggioramento del Prodotto interno lordo porta con sé un peggioramento dei rapporti del debito e del deficit, erodendo gli spazi di manovra. In questo contesto difficile il premier punterebbe a ottenere un extra budget da Bruxelles. I margini di manovra sono assottigliati dal disinnescamento della clausola da 15 miliardi di euro sull'aumento dell'Iva che sarebbe un colpo mortale proprio ai consumi che la maggioranza a Palazzo Chigi intende spingere. E che sarebbero spinti anche da una boccata d'ossigeno alle pensioni più basse (si parla di ampliare la platea di chi percepisce la quattordicesima). Ma proprio il fronte pensioni assorbirebbe molti altri miliardi di euro per favorire, ad esempio l'unione dei trattamenti o l'uscita un po' prima.

Palazzo Chigi mette sul piatto 1,5 miliardi di euro con l'impegno di trovarne altri. Si discute così anche dell’ipotesi di intervenire in due fasi. Sono in ballo inoltre 500 milioni da destinare alla lotta alla povertà che lo stesso esecutivo indica come risultato dei risparmi nel caso di una vittoria del sì al voto costituzionale d'autunno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il