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Pensioni ultime notizie e prospettive novità per taglio imposte sembrano favorite su novità mini pensioni, quota 41

Riduzione delle imposte e mini pensioni sono le novità che potrebbe essere accolte dalla maggioranza a Palazzo Chigi.




Al lavoro sulle novità per le pensioni ma con prospettive tutte da definire. Il pacchetto pensioni su cui lavora la maggioranza a Palazzo Chigi prevede ancora tante ipotesi sul piatto, ma la lista delle priorità sta prendendo forma. Una corsia preferenziale sembra adesso assegnata alla riduzione delle imposte e alle mini pensioni, seguite dall'unione dei trattamenti gratis e dal riconoscimento di mesi di lavoro figurativi in favore di chi ha iniziato i versamenti prestissimo o è stato impegnato in attività prevalentemente faticose o stancanti turni notturni. Prima di assumere le decisioni definitive, Roma attenderà le decisioni di Bruxelles sul riconoscimento dell'extra budget.

Il quadro è destinato a diventare più chiaro già nei prossimi 30-40 giorni. Tra le opzioni sul tavolo si trova il rafforzamento della quattordicesima, con l'idea di allargare la platea dei beneficiari che oggi sono coloro che prendono un assegno sotto i 750 euro mensili, sotto i 10.000 euro lordi l'anno, o alzare l'importo. Nel menù fa capolino l'ampliamento della no tax area. Si sta lavorando per alzare l'asticella a 8.124 euro.

Una delle e misure con maggiori probabilità di vedere la luce sono è appunto quella delle mini pensioni da restituire in 20 anni per uscire fino a tre anni prima dell'età di vecchiaia (con un taglio che varierà a seconda delle situazioni) e con la discesa in campo anche di banche e assicurazioni, sotto la regia dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Il nodo sta nel calcolo delle penalizzazioni: di sicuro saranno agevolati i lavoratori con redditi bassi o in condizioni difficili, disoccupati di lunga durata o alle dipendenze di un'azienda in crisi. Niente sconti invece per chi esce volontariamente e può contare su redditi medio-alti.

Nella lista degli interventi c'è pure la possibilità di mettere in fila i trattamenti versati in gestioni diverse. Operazione da fare senza dover pagare nulla e valida non solo per la pensione di vecchiaia ma anche per l'uscita un po' prima rispetto a quanto possibile con le attuali norme previdenziali. Si sta valutando anche la possibilità di ripensare il riscatto della laurea, dando convenienza sia ai fini del montante, che determina l'importo dell'assegno, sia dell'anzianità. Infine, la maggioranza a Palazzo Chigi sta valutando la possibilità di dare punti in più a quanti hanno svolto lavori faticosi. Si sta pensando di agevolare anche chi ha iniziato a lavorare molto presto, riconoscendo un surplus da quattro a sei mesi per ogni anno lavorato tra i 14 e i 18 anni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il