Birmania: oscurata Internet dal Governo. la Rete era stato il primo mass-media a dare l'allarme

Le forze di sicurezza birmane hanno interdetto l'accesso ai cinque principali templi buddhisti della capitale Rangoon per prevenire ulteriori proteste contro il governo



Le forze di sicurezza birmane hanno interdetto l'accesso ai cinque principali templi buddhisti della capitale Rangoon per prevenire ulteriori proteste contro il governo. Secondo testimoni, le strade della capitale sono molto più tranquille rispetto ai giorni passati, anche se le proteste iniziavano di solito all'ora di pranzo.

La maggior parte dei negozi sono chiusi e molte attività sono ferme. Poliziotti e soldati sono dispiegati in massa, numerose linee di autobus hanno interrotto le loro corse e camion militari pattugliano le strade. Molti impiegati e operai hanno ricevuto istruzioni di non recarsi al lavoro.

Grava ancora una pesante incertezza sul numero di morti. Secondo le autorità militari sarebbero nove, ma l'ambasciatore australiano a Rangoon, Bob Davis, ha parlato di diverse decine di vittime. "Dei testimoni hanno affermato di aver visto un numero assai più alto di corpi sui luoghi delle manifestazioni di giovedì nel centro di Rangoon", ha riferito il diplomatico alla radio australiana Abc.

Confermata l'uccisione di un cittadino giapponese, mentre resta incerta la voce di un secondo giornalista morto. Il Giappone ha accusato formalmente le autorità birmane di aver ucciso il cronista  durante i disordini a Rangoon: secondo l'agenzia Kyodo, l'uomo è stato senza alcun dubbio colpito dai colpi sparati da un soldato antisommossa. Il cronista, Kenji Nagai, stava riprendendo con una videocamera uno scontro fra manifestanti e militari, presso la pagoda di Sule.

Nuove sanzioni economiche sono state annunciate da parte degli Usa ai quattordici alti dirigenti governativi birmani, mentre l'Asean, l'organismo che rappresenta i Paesi del sud est asiatico ha chiesto al regime di non usare violenza contro i dimostranti.

Intanto la preoccupazione del regime militare si è spostata sulla comunicazione, decidendo di oscurare il web per impedire che qualsiasi notizia possa trapelare sull'oppressione che l'esercito sta mettendo in atto contro i monaci e i cittadini della ex Birmania.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il