Crisi Alitalia: AirOne sarebbe il migliore acquirente secondo Jp Morgan

“Un piano di sopravvivenza”: è così che il presidente di Alitalia Maurizio Prato definisce la strategia che sarà messa nero su bianco per tenere a galla la società



“Un piano di sopravvivenza”: è così che il presidente di Alitalia Maurizio Prato definisce la strategia che sarà messa nero su bianco per tenere a galla la società. Il documento allo studio dei vertici della compagnia “non è di risanamento. Tenta solo di tamponare l’emorragia di perdite. Serve esclusivamente a dire al mercato che Alitalia è in grado di sopravvivere, altrimenti non viene certificato il bilancio”.

Il messaggio sembra molto chiaro. Basta interferenze politiche, basta con le illusioni di un recupero facile che metta insieme redditività, livelli occupazionali e salvataggio di Malpensa: “Roberto Formigoni forse non sa - ha detto ieri Prato in un’audizione alla commissione Trasporti del Senato - che per portare i passeggeri ad imbarcarsi a Malpensa la compagnia sostiene perdite tra 150 e 200 milioni l’anno”. In realtà, spiega, “il 62% dei milanesi e il 92% dei viaggiatori del nord vola utilizzando altri hub”. Non solo, ma a proposito dei collegamenti con India e Cina Prato mette in chiaro che Alitalia “non si può permettere di conservare rotte che perdono 20-30 milioni l’anno”.
Uno studio di Jp Morgan in effetti gli dà ragione. Secondo gli analisti della banca d’affari “i viaggiatori business che partono da Milano preferiscono volare su vettori non italiani da Linate, a causa della convenienza, piuttosto che su Alitalia da Malpensa”. Quelli che devono raggiungere gli Usa “prendono il taxi fino a Linate, volano su hub del nord Europa e da lì sfruttano i collegamenti col nord America”. Così “le rotte intercontinentali introdotte da Alitalia su Malpensa non hanno mai catturato molto del relativamente redditizio traffico sulle lunghe rotte da e per Milano”.

Lo studio di Jp Morgan continua specificando che il miglior partner per Alitalia sarebbe AirOne: la società ha “ordini di A320 che probabilmente contengono guadagni oggi ancora non realizzati. Cederli ad Alitalia a prezzi di mercato (anche in leasing) per sostituire gli MD80 potrebbe potrebbe garantire gli incassi necessari a finanziare l’acquisizione”. E’ vero che l’operazione indicata dalla banca d’affari metterebbe AirOne nella condizione di vantare un credito sulla società che andrebbe a comprare. Ma è anche vero che il rinnovo della flotta potrebbe essere il principio della svolta per Alitalia. Insomma AirOne pagherebbe una parte cash e una parte in asset.

Per quanto riguarda Air France-Klm e Lufthansa, l’analista di Jp Morgan è scettico “per la semplice ragione che adottare i tagli occupazionali da straniero rende troppo facile per sindacati, politici e opinione pubblica unirsi in un fronte contrario, e non vediamo nessuna di quelle due compagnie intenzionate a impegnarsi in questo modo, a praticamente nessun prezzo”.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il