Patente auto: ottenerla più facilmente. Ecco le città dove si può secondo Quattroruote

L’Italia dei comuni rivive all’esame della patente con modalità e difficoltà assolutamente diverse a seconda della regione



L’Italia dei comuni rivive all’esame della patente con modalità e difficoltà assolutamente diverse a seconda della regione. Un esame per alcuni molto semplice e per altri quasi impossibile da superare, questo il quadro che emerge dall’indagine del mensile Quattroruote sull’esame di guida in tutto lo Stivale. Guidare la macchina non è dovunque uguale e a fare la differenza non è il traffico cittadino!

Ottenere la patente sembra particolarmente semplice a Enna, Reggio Calabria o Catanzaro e molto più difficile a Cagliari, Genova, Grosseto o Imperia.

Dai dati emergono disparità clamorose, tali da far sorgere più di un interrogativo sulle modalità di svolgimento degli esami: a Enna, nel 2006, i bocciati sono stati solo il 6,9% dei candidati, a Reggio Calabria il 9,4%, a Catanzaro il 9,5%, a Napoli l’11%; valori che, invece, diventano più del triplo in province come Cagliari, dove i severissimi esaminatori hanno respinto il 33,4% degli aspiranti automobilisti, Genova (30,4% di bocciati), Grosseto (29,8%) e Imperia (29,7%).

I numeri rivelano anche situazioni paradossali: se a Cagliari i bocciati superano il 33%, nella vicina Oristano i «non idonei» alla guida non superano il 9,5%; a Milano i respinti sono invece il 18,35%, a Bergamo solo il 7,3%. Tolto il caso di Enna, dovuto anche a uno scandalo di «patenti facili», è difficile spiegare queste enormi differenze: per quanto riguarda Cagliari, secondo l’Unasca (una delle principali associazioni di categoria delle autoscuole) l’alto numero di respinti può essere imputato all’elevata percentuale di privatisti che caratterizza l’isola (il 24%, contro una media nazionale del 10% e punte minime del 5,7%, come in Toscana).

Il mensile ribadisce comunque che le modalità attuali degli esami per il rilascio della patente, che non prevedono prove in autostrada nè manovre d’emergenza, non sono sufficienti per giudicare l’idoneità di un diciottenne alla guida.

E mentre viene “accidentalmente” fatto passare alla camera l’emendamento firmato da Mauro Beltrandi (v. articolo), parlamentare della Rosa nel pugno sulla diminuzione da tre a un anno del periodo in cui il neopatentato non può guidare auto superiori a una determinata potenza, l’Automobile Club d’ Italia presenta una ricerca, condotta dall’Università la Sapienza, sul rapporto strategico tra comunicazione e sicurezza stradale, da cui emerge che “i giovani neopatentati dimostrano una conoscenza delle norme del Codice della Strada “assolutamente inferiore” rispetto agli adolescenti, tra i 13 e i 18 anni”.

Divieti, multe e imposizioni sono misure inutili ai fini della prevenzioni degli incidenti stradali, saliti ormai in Italia a quota 5.400 morti l’ anno, a cui vanno aggiunti oltre 300.000 feriti. La via della sicurezza, passa attraverso - segnala lo studio - “il confronto e il dialogo con gli utenti della strada”.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il