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Pensioni ultime notizie imprescindibili novità assolutamente Governo renzi deve attuare novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Accanto alle misure per rilanciare crescita e produttività appaiono indispensabili misure sulle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:01): Questa scelta per le novità per le pensioni di creare un circolo virtuoso non viene concepita, se non a parole e solo da alcuni nelle ultime notizie e ultimissime che sottolineano, invece, come l'attenzione massima è data al taglio delle imposte ma gioco-forza solo per le imprese e al cuneo-fiscale, ma difficile che venga fatto subito e a tutto quello che può rilanciare l'occupazione. Ma paradossalmente, come detto, le novità per le pensioni non vengono considerate al momento

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Diverse sono i punti che si stanno predisponendo nonostante le tante difficoltà sia interne ed esterne che come evidenziato dalle ultime notizie e ultimissime continuano ad aumentare. E diversi sono i punti che si ritengno fondamentale per centrare l'obiettivo che finora è scappato della ripresa anche se le contraddizioni e i problemi non mancano come non considerare, ad esempio, le novità per le pensioni importanti per innescare un circolo virtuso tra ripresa occupazione, fiducia, domande e consumi. E non c'è solo questa scelta che appare a molti sbagliata.

Ci sono le novità per le pensioni, colpevolmente trascurate per troppo tempo, che potrebbe rappresentare una delle chiavi per la ripresa del Paese. Gli stessi industriali italiani, non a caso, insistono nel ritenere che una politica basata sul ricambio generazionale permetterebbe un passo in avanti sotto i profili della produttività, della competitività e dell'occupazione. La riduzione delle imposte, anche se gradita, non consentirebbe di mettere in moto il Paese e né di rilanciare i consumi. Le stesse mini pensioni con penalizzazioni e interessi adesso allo studio, appaiono una misura dalla portata limitata e non in grado di incidere realmente in termini economici e sociali. Pollice in giù per gli interventi contingenti come i bonus di 80 euro, il rafforzamento de voucher e in generale per quelle misure di corto respiro.

Se il problema dei problemi è quello di una economia che non cresce secondo i ritmi sperati alla luce dei dati ufficiali sul Prodotto interno lordo, allora ben vengano le misure che favoriscano crescita e produttività. Il rafforzamento della tassazione agevolata sui premi di risultato legati alla contrattazione di secondo livello può essere una buona strada da seguire anche per via dei costi tutto sommato affrontabili, tra 350 e 370 milioni di euro. Più specificatamente, l'ipotesi è passare dagli attuali 2.000 euro a 3-4.000 euro di bonus, coinvolgendo anche quadri e dirigenti non apicali, con il contestuale allargamento del limite di reddito da 50.000 a 70-80.000 euro lordi annui.

Nelle decisioni di fine anno dovrebbe entrare anche la proroga della decontribuzione sui neo-assunti. Tre le opzioni per il taglio strutturale del cuneo che dovrebbe scattare nel 2018. Perno del pacchetto Industria 4.0 sarà la proroga anche per investimenti nel 2017 del superammortamento al 140%. Possibile un iperammortamento al 200% per i beni digitali. Una dote ulteriore potrebbe essere individuata per gli investimenti in ricerca. In ballo anche una revisione dell'Ace ovvero gli aiuti alla crescita dell'economia. L'ipotesi allo studio in questo momento dei tecnici è la riduzione del tasso di rendimento nozionale, attualmente al 4,5% e per questo piuttosto lontano dai valori di mercato.

Pollice in su anche per la decisione di puntare in modo deciso sull'accelerazione delle infrastrutture che sono già pronte a spendere ma anche su nuovi progetti. Lo stesso ministro competente ha annunciato l'esistenza di un patto tra ministeri per garantire, se ce ne fosse bisogno, risorse extra budget con una corsia preferenziale. Sempre in pista l'idea di implementare il programma Finanza per la crescita. Con i Pir (Piani individuali di risparmio) i risparmiatori che scelgono un investimento stabile (almeno cinque anni) in strumenti finanziari destinati alle imprese beneficerebbero di un'esenzione fiscale sui capital gain. Sempre nell'ambito del piano Finanza per la crescita, è pronta la norma per favorire le cosiddette aziende sponsor, ovvero società quotate che investono in startup, con almeno il 20% di equity, per sostenerle nelle fasi di consolidamento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il