Troppo alti i prezzi di elettricità e gas: in Italia sono i più alti d'Europa

Presentato oggi il rapporto annuale dell'Authority per l'Energia. Il bilancio energetico italiano non presenta particolari novità rispetto all'andamento della domanda e dell'offerta di energia degli anni precedenti.



Presentato oggi il rapporto annuale dell'Authority per l'Energia. Il bilancio energetico italiano non presenta particolari novità rispetto all'andamento della domanda e dell'offerta di energia degli anni precedenti. La bolletta elettrica e del gas in Italia resta tra le più alte in Europa, lo sottolinea il presidente dell'Authority, Alessandro Ortis. La bolletta dell'energia elettrica è cresciuta del +4,6%, non meno eleavato l'incremento anche nella bolletta del gas, cresciuta del +4,3%.

Durante la presentazione della relazione annuale, Ortis ha invitato ad attuare politiche di contenimento dei consumi, cercando di premiare i comportamenti più virtuosi. Una particolare attenzione dovrà essere data alla ripartizione del carico della spesa tra single e famiglie. I single italiani pagano l'elettricità la metà della media europea, le famiglie sopportano, invece, un carico del +42% rispetto alla media del resto d'Europa. Ci si attende pertanto la pronuncia del Parlamento sulla revisione delle strutture tariffarie nazionali e sulla definizione della tariffa sociale.

Tra le cause strutturali del settore energetico italiano ritroviamo le tre criticità storiche del sistema energetico italiano: l'eccessiva dipendenza del nostro paese dal petrolio, l'insufficiente concorrenza di mercato nel settore dell'energia e il carico fiscale sull'energia molto elevato.

Il mercato dell'energia italiano permane anche nel 2004 sotto il dominio degli ex monopolisti Eni ed Enel nonostante la liberalizzazione del settore. Secondo il presidente Ortis: 'Il mercato elettrico è già a regime ma il dispiegamento delle sue potenzialità è frenato, tra le altre cose, dall'incombenza dell'operatore dominante' mentre per quello del gas permane una forte concentrazione in Eni di tutta la filiera' (fonte Agi).

Si riduce l'importazione di energia elettrica dall'estero (-1,2 Mtep) per effetto delle scelte operate nell'autunno 2003 dopo il black out di fine settembre. Per compensare la minore importazione di energia elettrica è aumentata la produzione interna tramite centrali termoelettrica a gas e carbone. Nel sistema produttivo continua il progressivo abbandono dell'olio combustibile e l'avvio di centrali a ciclo combinato.

Non sorprende invece la sostanziale costanza dei consumi elettrici nell'elettricità e nel consumo di gas naturale nel 2004. L'andamento climatico anomalo del 2003 (inverno rigido ed estate torrida) spinse precedentemente al rialzo i consumi nel 2003 che oggi permangono a livello elevato.

Il rapporto dell'Authority per l'energia descrive pertanto un paese con evidenti criticità nel settore energetico. Non mancano però piccoli aspetti positivi come la tendenziale crescita delle energie rinnovabili e la minore dipendenza dal petrolio, che in ogni caso non mutano la sostanziale situazione di crisi strutturale del settore energetico italiano.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il