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Pensioni ultime notizie reali novità mostrate dalle cifre che mai sbagliano su novità mini pensioni, quota 100, quota 41

I tanti interventi previsti da qui a fine anno portano a una costante erosione del budget destinato alle novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:45): Dalle cifre si capisce subito una cosa, ovvia, ma che occorre sottolineare sin da subito. Delle tante novità per le pensioni e gli altri argomenti toccati la scelta su cosa realmente fare dovrà essere drastica e un extra budget anch se ottenuto risolverebbe ben poca cosa di un operazione che dovrebbe essere espansiva ma che, soprattutto per i precedenti errori, lo sarà ben poco. Almeno a leggere questi numeri.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:07): Non è facile capire cosa potrà succedere e quali saranno le novità per le pensioni che andranno a realizzarsi concretamento dopo tante ultime notizie e ultimissime spesso contrastanti tra loro stesse. Occorre, allora, rivolgersi e concetrarsi sui numeri che non sbagliano mai e illustrano sempre la verità.

Alla maggioranza di Palazzo Chigi spetta il compito di far quadrare i conti in vista delle decisioni di assumere entro la fine dell'anno e di fare le sue scelte sulle novità per le pensioni. In attesa di capire se sarà concesso l'extra budget, si sa già che l'intervento più costoso del pacchetto pensioni è lo scivolo per i baby lavoratori coloro che hanno cominciato a lavorare prima dei 18 anni: i calcoli sull'impatto oscillano tra 1,2 e 1,8 miliardi di euro a regime, mentre è allo studio anche la possibilità di una uscita secca dopo 41 anni di contributi. Di entità non trascurabile anche l'ampliamento della platea a cui riconoscere la quattordicesima: per raddoppiare i beneficiari, passando da 1,2 a 2,4 milioni di euro, servirebbero circa 800 milioni di euro l'anno.

Per le mini pensioni la cifra si aggira invece intorno a 600-700 milioni di euro. Mettere in fila i contributi versati per la pensione in diverse gestioni, la cosiddetta unione delle trattenute previdenziali costerebbe 500 milioni d euro a regime. La cifra includerebbe anche il riscatto della laurea. Meno pesanti le modifiche sulla no tax area e sulle attività fativose. Fin qui si tratta di stime iniziali, e tutto dipenderà dai confini che a ogni misura verranno dati. Per avere un quadro definito bisognerà aspettare settembre, ma di certo, per dare spazio a tutto, uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro, tetto emerso nei giorni scorsi, non basterebbe, come del resto ha lasciato intendere lo stesso premier. Per le forze sociali, la dote debba superare i due miliardi di euro.

Il punto è che sono tante le voci di spesa e il budget destinato alle novità per le pensioni sembra erodersi settimane dopo settimana. Sul tavolo c'è ad esempio il rinnovo del contratto degli statali, per cui le forze sociali hanno ipotizzato uno stanziamento di 7 miliardi di euro. Palazzo Chigi sta lavorando anche sul rinnovo del piano degli ammortamenti. La proroga dell'attuale superammortamento al 140% per un anno comporterebbe un costo per le casse dello Stato di circa 800 milioni di euro. Il beneficio fiscale è stato introdotto per investimenti effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. Allo studio anche una versione maggiorata, un iperammortamento, con coefficiente portato addirittura al 200%, per beni strettamente funzionali alla trasformazione digitale della produzione delle imprese, da finanziare con circa 600-700 milioni di euro.

Sempre sul fronte fiscale, legato alla riduzione del costo del lavoro, resta sul tavolo l'ipotesi di proseguire, anche nel 2017, nella decontribuzione per le nuove assunzioni stabili. La misura dovrebbe però andare incontro a un ulteriore decalage: si pensa a uno sgravio per un solo anno con un'entità del bonus che, al momento, oscilla tra il 20% e il 40%. Il costo è tra i 400 e gli 800 milioni di euro. Tra gli interventi che la prossima manovra dovrà contenere per dare una spinta alla crescita la priorità assoluta viene attribuita al reperimento delle risorse necessarie per bloccare le clausole di salvaguardia, ottenendo così una conseguente sterilizzazione dell'aumento Iva da 15 miliardi. Se non venisse il varato il congelamento, ci sarebbe un aumento automatico delle aliquote dal 10 al 13% e dal 22 al 24%.

E naturalmente prima della pausa estiva si era fatta largo l'idea di anticipare al 2017 l'intervento sull'Irpef atteso per il 2018 secondo le promesse iniziali. Un'ipotesi più leggera si concentrava sulle aliquote intermedie del 27% e del 38%, con l'obiettivo di tagliarle di un punto e con un costo da 3 miliardi di euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il