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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni la fattibilità reale con analisi numeri oggettivi

Quali sono le necessità economiche per chiudere le importanti partire dell’esecutivo e realizzare novità per le pensioni: tutti i numeri




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:52): E l'idea che si dovranno per forza fare delle scelte su cosa fare prima e cosa eventualmente dopo appare chiara dai numeri. Concentrandosi solo sulle novità per le pensioni e non su tutto il resto, che, comunque, è tanto e costoso come confermano le ultime notizie e ultimissime, si deve scegliere, se la novità delle pensioni mini la vogliamo definire come certa, tra quota 41, taglio imposte per le pensoni più basse. E non è detto che non si punti solo al taglio delle imposte che porterebbe più voto, spostando addirittura le mini pensioni fuori dal bilancio.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:47): Analizzando, dunque, i numeri si capisce non solo che non si potrà fare tutto quello che è stato finora messo in campo dalle ultime notizie e ultimissime notizie e che anche i numeri fatti da esse sono in parte sbagliate a aprtire dalle novità epr le pensioni perchè per fare tutto sarebbero necessari almeno 4 miliardi (e quando diciamo fare tutto intendiamo quello detto nelle ultime notizie, non certo le novità per le pensioni più vere come quota 100 solo per fare un esempio)

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:40): Tra tanta confusione e incertezza, uno dei capisaldi da tenere in considerazione è rappresentato dai numeri per cercare di capire cosa potrà succedere per le novità epr le pensioni andando oltre alle ultime notizie e ultimissime come non mai differenti e diverse con posizioni che cambiano in brevissimo tempo.

Una Manovra da circa 30 miliardi (e suscettibile anche di rialzi), con circa 24 miliardi necessari per coprire le spese correnti, le emergenze e le spese precedenti, e 6 miliardi di euro che dovranno bastare per misure per la crescita, per professionisti e aziende e raddoppiare gli sgravi per la produttività, detassando maggiormente i premi di produttività che nel 2017 potrebbero aumentare a 3-4 mila euro, per sbloccare i contratti del pubblico impiego e per le novità per le pensioni, una cifra decisamente troppo bassa per tutti i provvedimenti appena elencati, considerando che solo per lo sblocco dei contratti degli statali, secondo le ultime notizie, servirebbero ben 7 miliardi di euro.

Serve dunque un budget decisamente più cospicuo e gli occhi sono infatti puntati al termine delle trattative europee che dovrebbero decidere se concedere, o meno, l’extra budget, che avrebbe un valore tra i 15 e i 20 miliardi di euro, al nostro Paese. Partendo, in particolare, dalle necessità economiche richieste dalle novità per le pensioni in discussione da mesi, per il sistema di mini pensione, che se rientrerà nella nuova Manovra sarà in vigore da gennaio 2017, la dotazione di 500 milioni di euro dovrebbe salire fino ad arrivare ad un miliardo, un miliardo e mezzo, come annunciato dal Dicastero dell'Occupazione, ma si tratterebbe di soldi da tanti considerati sprecati perchè sarebbe una novità per le pensioni pensata solo per pochi e poco conveniente. Per questo stesso sistema di uscita prima, però, le forze sociali hanno chiesto un necessario aumento della dotazione a 2,5 miliardi di euro.

Passando all'aumento delle pensioni più basse, per estendere le agevolazioni fiscali da 10 milioni lavoratori dipendenti a circa 2,3 milioni di pensionati che percepiscono trattamenti mensili minimi, servirebbero 2,3 miliardi di euro all’anno; appena 500 milioni, o poco meno, servirebbero invece per rendere gratis il cumulo dei contributi previdenziali; 260 milioni di euro costerebbe invece l'estensione della detassazione più alta per tutti i pensionati; una cifra compresa tra 1,2 miliardi di euro e 1,8 costerebbe invece la novità di revisione di calcolo per chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo con un aumento di 3, 4 mesi annui da considerare tra i 1 4 e i 18 anni; appena, invece, 72 milioni di euro servirebbero per sostenere le uscite prima di chi è impegnato in occupazioni pesanti e faticose.

Per le novità per le pensioni appena riportate servirebbe un totale di nemmeno 4 miliardi di euro, cifra che non sarebbe elevata considerando le tante novità per cui servirebbe e che è la stessa considerata, diciamo, necessaria per risolvere qualcosa di concreto per le attuali pensioni, visto che l’introduzione della quota 41 (per chi ha iniziato a lavorare da giovanissimo e svolge occupazioni faticose per cui difficilmente riesce a raggiungere gli attuali requisiti pensionistici richiesti) o della mini pensione valida però per tutti e non limitata come adesso previsto dall’esecutivo richiede circa 4, 5 miliardi di euro, che salirebbero a 7, 10 per la quota 100 che, infatti, al momento è stata messa da parte proprio perché troppo costosa. Se questi sono i costi relativi unicamente alle ipotesi di modifica delle attuali norme previdenziali, per scongiurare l’aumento dell’Iva e coprire le spese precedenti, tagliare le imposte, introdurre novità per le pensioni inferiori servirebbero ormai circa 12, 13 miliardi di euro, a cui andrebbero sommati gli 11 necessari per la riduzione del deficit, impegno che probabilmente però l’Italia non riuscirà a rispettare. Per centrare, dunque, tutti gli obiettivi previsti, l’esecutivo avrebbe bisogno di un budget di circa 35, 40 miliardi di euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il