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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 strategia errata ancora evidenziata da occupazione statistiche

Le strategie di investimento sbagliate dell’esecutivo e le conseguenze positive che si sarebbero avute con novità pensioni al posto di misure occupazionali: la situazione attuale




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:22): Sembra che l'intenzione sia perseguire un allentamento delle imposte sull'occupazione per migliorare l'occupazione continuano come le ultime notizie e ultimissime confermano la precedente strategia, ma che stavolta, tra l'altro, avrebbe minori cartucce da sparare per i margini ristretti. Accanto ad essa dovrebbero essere prese in considerazione le novità per le pensioni che con un costo inferiore potrebbero creare non solo occupazione, ma ache fiducia e domanda. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:01): Per cercare di ridare slancio all'occupazione, sono stati spesi circa 14 miliardi e dopo un primo momento dove sembravano esserci risultati convincenti, ora sembra con il passar del tempo chiaramente una strategia sbagliata che sta peggiorando continuamente non raggiungendo i numeri ambiti. Il problema è che questa strategia sembra che sarà perseguita ancora dalla ultime notizie e ultimissime non lasciando spazio alle novità per le pensioni che avrebbero potuto aiutare a migliorare l'occupazione con costi molto inferiori creando potenzialmente un circolo economico positivo. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Se mai ce ne fosse stato bisogno, è arrivato l'ennesimo report che racconta come le politiche sul lavoro si rivelano inefficaci se svincolate dalle novità per le pensioni. E così, dando una lettura alle ultime e ultimissime notizie si scopre come l'occupazione non cresce più ai ritmi iniziale e il ricorso ai voucher è sempre più diffuso.

Le assunzioni stabili sono drasticamente calate e sono aumentati in maniera esponenziale i voucher per i pagamenti delle prestazioni lavorative occasionale, un sistema che non garantisce alcuna tutela previdenziale, che non garantisce alcun futuro pensionistico e che contribuisce solo ad accrescere l’instabilità occupazionale: è ben chiaro come queste ultime dimostrino un andamento decisamente negativo dell'occupazione italiana e che la strategia dell'esecutivo di scegliere di investire in nuove misure occupazionali, puntando sulla decontribuzione per le assunzioni stabili, si sia rivelata particolarmente sbagliata. Dopo un primo boom di assunzioni nei primi mesi dello scorso anno, i numeri sono decisamente calati nei primi mesi di quest'anno: nei primi cinque mesi di quest’anno, infatti, si sono le assunzioni a tempo indeterminato sono diminuite del 78% rispetto al 2015, mentre l’impiego di voucher è aumentato del 43%.

Si tratta di una politica che è costata circa 24 miliardi di euro senza portare i risultati sperati, e cioè il milione di posti di lavoro in più che erano stati annunciati, ma sono stati solo 400mila quelli fruttati, e, anzi, come detto, sono aumentati i voucher che hanno portato ad un aumento delle occupazioni a tempo determinato e che contribuiscono a rendere la pensione finale un vero e proprio miraggio per i giovani di oggi che vengono retribuiti con questo metodo di pagamento. A fronte di questi 24 miliardi spesi per misure occupazionali alla fine fallimentari, tra incentivi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato e bonus ai lavoratori dipendenti, si sarebbero potute impiegare le risorse disponibili per la realizzazione di novità pensioni, che sarebbero costate anche meno, considerando che, secondo le stime, per cambiare le attuali norme pensionistiche servirebbero 4, 5 miliardi di euro per la quota 41 e circa 7, 10 miliardi per la quota 100.

E si tratta di quella stessa novità per le pensioni che al momento l’esecutivo ha messo da parte perché troppo costosa ma che, come da tanti spiegato, rappresenterebbe la soluzione pensionistica ideale per tutti e che avrebbe tranquillamente essere approvata, mantenendo ancora ulteriore budget che si sarebbe potuto investire in altri provvedimenti, come il piano di riduzione delle imposte e con una tale somma a disposizione non ci sarebbe stata la necessità di decidere quali interventi approvare in maniera prioritaria e quali rimandare, essendo tutti importanti. La strategia di investimento in novità per le pensioni avrebbe inoltre portato, sempre secondo le stime, alla creazione di maggiori posti di lavoro, uno per ogni tre prepensionamenti, attraverso quel ricambio generazionale che avrebbe permesso l’uscita prima dei lavoratori più anziani con conseguente assunzione dei più giovani, che avrebbero dato nuova spinta alla produttività, e quindi all’economia in generale.

Nulla, però, è stato fatto e l’esecutivo al momento sta portando avanti solo il sistema di mini pensione che risulta il meno costoso (al massimo si spenderà u miliardo e mezzo di euro) ma, allo stesso, il meno conveniente e vantaggioso tanto per lo stesso budget impiegato, che verrebbe sprecato letteralmente, quanto per i lavoratori che sarebbero fortemente penalizzati comunque scegliendo di andare in pensione prima. E in vista dell’avvio delle vere e proprie discussioni probabilmente questa resterà l’unica novità per le pensioni di uscita che sarà discussa, con qualche apertura si spera anche per quella quota 41 nei confronti della quale lo stesso consigliere economico di Palazzo Chigi ha mostrato aperture. Resta, però, da capire se ci saranno le disponibilità economiche per riuscire a realizzare tutto questo, cosa che al momento è ancora decisamente difficile, motivo per il quale si attende con impazienza l’esito delle trattative europee per la concessione dell’extra budget richiesto dall’Italia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il