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Pensioni ultime notizie non coincidono novità da chi la verità ha sempre detto su novità quota 100, quota 41, mini pensioni

Decisive perché ritenute prioritarie rispetto alle novità per le pensioni, le decisioni assunte per rilanciare la crescita.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:24): E tra l'altro un ulteriore contraddizione che questi due esponenti fanno parte al momento entrambi del Tesoro e, quindi, dovrebbe conoscere al meglio numeri, obiettivi, priorità e l'attuale importanza delle novità per le pensioni e quali dei diversi metodi e tipologie delle stesse novità per le pensioni hanno più probabilià di essere considerate e approvate dopo le tante smentite e conferme delle ultime notizie e ultimissime. 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:30): Tante e continue senza sosta sono le ultime notizie e ultimissime sulle novità per le pensioni che si sono succedute nel tempo da importanti esponenti e decisori ma che hanno ricevuto anche conferme e smentite in pochissimo tempo, certe volte nell'arco anche di due ore. E, invece, c'è chi ha sempre detto la verità anche quando era scomoda e controccorente sulle novità per le pensioni. Ora, però, queste due persone esprimono posizioni per la prima volta differenti, segno ulteriore anche dell'incertezza che caratterizza il momento.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:01): Ci saranno vere novità per le pensioni? Difficile a dire con certezza anche perché le ultime e ultimissime notizie non solo riferiscono di una tavolo delle discussioni ancora aperto, ma anche e soprattutto di una differenza di vedute sulle misure più opportune da portare a casa. Meglio privilegiare gli equilibri economici o dare una risposta alle emergenze più strettamente legate alla vita dei cittadini?

Il dibattito sulle novità per le pensioni si arricchisce settimana dopo settimana, ma come dimostrano i fatti, alle parole e agli annunci quasi mai sono seguite azioni concrete. In realtà, dall'inizio di questa nuova legislatura ovvero dal cambio di guardia a Palazzo Chigi, ad aver mantenuto una posizione aderente alla realtà sono stati i due viceministri all'Economia Enrico Morando ed Enrico Zanetti. Nessun proclama roboante, ma solo la fedele descrizione della realtà e l'indicazione di prospettive concrete. Basti vedere quanto è accaduto lo scorso anno, quando invitavano a non riporre grandi speranze sulle novità per le pensioni per via dello scarso budget a disposizione e quindi per la decisioni di dirottare altrove i fondi a disposizione.

Adesso succede che Morando apre alle novità per le pensioni, spiegando che entro la fine dell'anno saranno assunte le decisioni finali. Il nodo da sciogliere è ovviamente quello dei budget. Per il pacchetto di interventi in cantiere fonti di Palazzo Chigi hanno fatto circolare l'ipotesi di un finanziamento massimo per 1,5 miliardi di euro. Non si sa se si tratta di una dote al netto o al lordo degli effetti fiscali. Tanto per avere un'idea la richiesta delle forze sociali è molto maggiore: si chiedono almeno 2,5 miliardi di euro. La scelta finale non arriverà prima di settembre e sarà fatta anche alla luce del budget che verrà destinato alle misure per la crescita. Ma per portare a casa le principali misure prospettare occorrerebbero almeno 4 miliardi di euro.

In ogni caso qualcosa si farà e lo stesso Morando spinge per le mini pensioni per i lavoratori con almeno 63 anni e 20 di contributi versati. Si prevede la possibilità di ritiro fino a tre anni e sette mesi prima rispetto al requisito di vecchiaia, finanziato da un istituto di credito e assicurato in caso di morte e poi rimborsato nel primo ventennio di pensionamento a regime. Il viceministro dice sì alle detrazioni fiscali differenziate per i beneficiari più meritevoli. Buone probabilità per il completamento del percorso che equipara la no tax area dei pensionati a quella dei lavoratori dipendenti, cioè 8.000 euro di reddito.

Saranno decisive, perché ritenute prioritarie rispetto alle novità per le pensioni, le decisioni che saranno assunte per rilanciare la crescita. Sul versante del sostegno all'economia non mancheranno altri interventi sul fronte fiscale. Di sicuro, come già previsto, ci sarà il taglio dell'Ires di 3,5 punti (dal 27,5 al 24%). Ma la maggioranza a Palazzo Chigi punta anche a riproporre e potenziare strumenti come il superammortamento per chi investe in macchinari, con una proroga e forse un'agevolazione fino al 200% per l'acquisto di beni digitali. E attenzione alla riduzione dell'Irpef, inizialmente attesa per il 2018, che potrebbe essere anticipata. Un'ipotesi più leggera si concentrava sulle aliquote intermedie del 27% e del 38%, con l'obiettivo di tagliarle di un punto e con un costo da 3 miliardi di euro. Una proposta alternativa, avanzata dal viceministro Zanetti per il 2018, prevede la riduzione a tre aliquote con un costo di 9 miliardi di euro a discapito delle novità per le pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il