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Sblocco stipendi dipendenti pubblici, rinnovo contratti statali: tutte le cifre nella riforma pubblica amministrazione

L'aumento degli stipendi sarà legato a produttività e merito. Ma un'altra variabile tenuta in considerazione da Palazzo Chigi è il reddito.




C'è disaccordo sui numeri ovvero sugli stanziamenti che la maggioranza a Palazzo Chigi sarà chiamata a fare per il rinnovo dei contratti degli statali. In ogni caso, qualunque opzione sul tavolo dovesse prevalere, l'aumento degli stipendi degli statali sarà limitato. L'intenzione dell'esecutivo è di evitare aumenti a pioggia ma di concedere un surplus in busta paga sulla base di produttività e merito. Non solo, ma un'altra variabile tenuta in considerazione è anche il reddito. Insomma, non tutti riceveranno l'aumento, diventato obbligatorio in seguito alla recente sentenza dei giudici dell'Alta Corte. Le trattative con le organizzazioni sindacali sono iniziate.

Una prima partita sulla riforma della pubblica amministrazione è stata già giocata e conclusa. I nuovi posti da dirigente saranno ricoperti dai vincitori del corso concorso, mentre il concorso classico servirà solo per far fronte a necessità extra. Cambia così il reclutamento della dirigenza pubblica. Insomma, per diventare capi non bisognerà avere accumulato anni di servizio, ma si potrà aspirare ai vertici appena usciti dall'università, dopo un ciclo di formazione sui banchi della Scuola nazionale dell'amministrazione che, vista la nuova mission, cambia veste: diventa un'agenzia e viene sottoposta alla vigilanza della presidenza del Consiglio dei ministri.

Anche oggi esiste il corso concorso, la prima edizione è della metà degli anni Novanta, ma finora ha avuto uno spazio limitato con bandi sporadici. Con la riforma si cambia e, come si legge nella relazione illustrativa del decreto, "un evidente favore viene espresso dal legislatore nei confronti del corso concorso, aperto a tutti" e rispetto a cui il format tradizionale ha "carattere residuale". In effetti il testo del provvedimento prevede che il corso concorso è bandito ogni anno per il numero di posti definiti sulla base della programmazione triennale delle assunzioni da parte delle amministrazioni, invece al concorso si procede per esigenze non coperte.

Il decreto rimanda a un regolamento, da far uscire in tre mesi, la messa a punto delle novità. Resta fermo quanto già annunciato: concluso il ciclo formativo bisognerà superare un periodo di prova di tre anni, altrimenti si retrocede a funzionari. Il decreto è intanto arrivato alla Camera, che dovrà dare il suo parere entro ottobre. I giudizi non tardano ad arrivare dalla Cgil, che parla di una possibile gigantesca operazione di spoil system. Sulla stessa linea il segretario nazionale di Fedir Sanità, secondo cui è solo un modo per consentire alla politica di tenere completamente in pugno i dirigenti. L'ultima versione fa salire a 5 la rosa dei candidati alle posizioni apicali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il