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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni nulla pur calando fiducia imprese-consumatori e crescita disoccupazione

Continuano a calare fiducia e occupazione: ultimi dati, necessità ribadita di novità per le pensioni di uscita prima e budget necessario




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:33): I conteggi sono presto fatti per quanto riguarda le novità per le pensioni e il tappo dell'occupazione che come abbiamo visto continua ad esserci dalle ultime notizie e ultimissime con risvolti negativi per fiducia e crescita. Se dovesse esserci uno sblocco con novità per le pensioni serie e profonde, si potrebbe arrivare a una sostituzione di uno su tre ogni persona che va in pensione e in alcuni casi due su tre secondo gli studi e le analisi delle ultime notizie e ultimissime. E con minori costi.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:30): Al momento la risposta della maggioranza pare essere sempre la stessa ovvero perseguire con la strategia condotta finora che ha portato a spendere 14 miliardi circa e che si trova a dover proseguire ma con margini molto più ridotti. E non sembra che via sia la propensione almeno finora di affiancare le novità per le pensioni che con una spesa minore potrebbe sbloccare almeno in parte il tappo dell'occupazione e dare più fiducia e produttività

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Ultime rilevazioni all'insegna del pessimismo per gli italiani e non solo per le prospettive sulle novità per le pensioni.Tornano, infatti, in calo gli indici Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e risultano in contrazione come riportano le ultime notizie e ultimissime ufficiali. E poi ci sono i non occupati i più pessimisti della Comunità. Quali risposte dalla maggioranza?

Ancora negative le ultime notizie riportati dai recenti dati Istat su fiducia di imprese e consumatori: stando agli ultimi dati, infatti, la fiducia delle imprese ad agosto scende da 103 a 99,4, il minimo da febbraio 2015 e, sempre secondo l’Istat, la fiducia scende in tutti i settori, dai servizi di mercato, dove si registra un  aumento più considerevole, da 108,3 a 102,4; al commercio al dettaglio (da 101,3 a 97,1); alla manifattura (da 102,9 a 101,1); e alle costruzioni (da 126,2 a 123,5). Stesso calo di fiducia registrato, come confermano sempre le ultime notizie Istat, nei consumatori, per cui l’indice della fiducia è sceso da 129,8 a 125,5 e, in particolare, il clima personale passa da 105 di luglio a 103,6, quello corrente da 109,1 a 107,2 e quello futuro da 114,8 a 112,2.

Peggiora, dunque, il clima di fiducia da parte di imprese e consumatori ma peggiorano anche le aspettative sulla disoccupazione, trainate dagli ultimi dati sull’andamento dell’occupazione stessa che continua a mostrare numeri negativi. L’Istat conferma che a giugno il numero degli occupati è salito di 71 mila unità rispetto al mese precedente, di 329 mila rispetto allo stesso mese del 2015; sono aumentati i lavoratori indipendenti (+78 mila) ma è rimasto stabile il numero di dipendenti permanenti (-4 mila sul mese, +207 mila sull'anno); gli inattivi, coloro cioè che non hanno lavoro né lo cercano, sono diminuiti dello 0,4% (-51 mila), contribuendo a far aumentare il tasso di disoccupazione, ma è in calo il tasso di disoccupazione giovanile, sceso al 36,5% di 0,3 punti, raggiungendo il livello più basso dal 2012. Il problema, però, è che l’aumento maggiore degli occupati riguarda la fascia degli over 50, seguiti dalla fascia 35-49 anni (+20 mila), ma è molto bassa l’occupazione tra coloro che hanno un’età compresa tra 25 e 34 anni.

A questa situazione di ancora alta disoccupazione giovanile si aggiunge l’aumento esponenziale dell’occupazione a tempo determinato che certamente non contribuisce ai più giovani di definire certe prospettive pensionistiche future. La situazione appare, dunque, ancora nera ed è chiaro che per rilanciare occupazione, soprattutto giovanile, per permettere un ricambio generazionale è necessario partire da quelle novità per le pensioni, tra quota 41, quota 100, mini pensione per tutti, che permetterebbero, come spesso ribadito, ai lavoratori più anziani di lasciare prima la propria occupazione lasciando posti liberi in cui impiegare i più giovani. Questo meccanismo delle novità per le pensioni contribuirebbe a rilanciare non solo occupazione giovanile ma anche produttività competitività, consumi e quindi economia in generale, dando vita ad un circolo virtuoso di ricrescita.

Ma uno dei problemi che appare più chiaro è come sono stati spesi i soldi finora ovvero quei 14 miliardi investiti circa per il rilancio dell'occupazione che non stanno riuscendo ad ottenere come visto neppure i risultati base che si prefiggevano, senza neanche citare il milione di posti in più che si pensava di poter ottenere. E nonostante questo si pensa di portare avanti tale strategia anche nel prossimo documento finanziario nonostante gli evidenti limiti e anche i minori margini finanziari che chiaramente vi sono. E non si punta, invece, almeno accanto a questa strategia, magari riducendola, alle novità per le pensioni per innescare quel circolo virtuoso che abbiamo detto poco sopra. Anzi, le novità per le pensioni che al momento le ultime notizie e ultimissime sembrano portare avanti sanno molto di flop....

Il problema al momento resta quello di definire quali novità per le pensioni riuscire a realizzare in base al budget disponibili, considerando che quest’ultimo è molto esiguo mentre le novità per le pensioni appena riportate richiedono diversi miliardi di impiego, circa 4 al massimo 5 per la quota 41, che servirebbe finalmente per risolvere le situazioni di disagio in cui si sono ritrovati coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo e chi svolge occupazioni faticose; tra i 7 e i 10 miliardi servirebbero per la quota 100, che seppur messa da parte attualmente dalla maggioranza viene rilanciata da alcuni, tra cui forze sociali e stesso Comitato ristretto per le novità per pensioni; mentre un miliardo e mezzo al massimo sarà messo a disposizione della novità per le pensioni principale ovvero le mini pensione così come modulata attualmente dalla maggioranza, vale a dire limitata, con penalizzazioni elevate e interessi che non rendono certo questo sistema di novità per le pensioni particolarmente vantaggioso e soprattutto appoggiato da tutti.

In riferimento, poi, proprio a questa novità per le pensioni di uscita prima basata sulla mini pensione, le forze sociali hanno chiesto alla stessa maggioranza di aumentare il budget stanziato, portandolo da un miliardo e mezzo a due miliardi e mezzo, richiesta che però appare molto difficile e che probabilmente non sarà accolta favorevolmente, considerando le poche disponibilità economiche a disposizione anche per realizzare altri importanti provvedimenti, da tanti, partendo dai tecnici dell’Economia, considerati anche prioritari rispetto alle novità per le pensioni, a partire dal piano di riduzione delle imposte per arrivare a interventi a sostegno delle imprese.

Per riuscire a risollevare l’economia servirebbero poi, insieme alle novità per le pensioni che implicherebbero aumento non solo di occupazione ma anche di produttività e consumi, altre misure che potrebbero rivelarsi importanti decisamente ma che con i numeri del bilancio previsto è difficile raggiungere e le necessità del budget necessario per l’introduzione di novità per le pensioni dimostra già la difficoltà di mettersi concretamente sulla strada di un percorso lineare di ripresa del Paese. Almeno per il momento e per come si vorrebbe al momento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il