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Pensioni prospettive e novitÓ attese da riunione bilaterale per novitÓ quota 100, quota 41, mini pensioni

Grande attesa per la nuova riunione bilaterale di domani tra Italia e Germania: quali effetti potrebbero avere sulle novitÓ per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:30): Il vertice bilaterale si è involontariamente trasformato in uno snodo cruciale, forse, per il futuro nelle novità per le pensioni. Il nodo, continuano a riferire le ultime e ultimissime notizie, è sempre lo stesso e si chiama extra budget, ma questa volta il premier non intende arretrare. Senza un allentamento delle maglie comunitarie, difficilmente si andrà al di là del progetto per le novità per le pensioni delle mini pensioni...

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:01): La maggioranza ha disperatamente bisogno dell'extra budget per poter agire sui tanti argomenti al centro dell'attenzione e, forse, non è così automatico, sulle novità per le pensioni. Stando così le cose ovvero con gli scarsi margini attuali difficilmente riuscirà ad andare al di là delle mini pensioni mentre le ultime e ultimissime notizie ricorderebbe le tante urgenze sempre a livello di novità per le pensioni senza dimeticare le critiche piovute praticamente da tutti sulle mini pensioni

E' in programma per domani a Maranello la nuova riunione bilaterale Italia-Germania: a distanza di appena qualche giorno dall'appuntamento a tre di Ventotene, dov'era presente anche il presidente francese, domani premier italiano e cancelliera tedesca avranno una nuova opportunità di discussione e dialogo. Al centro della riunione certamente il nuovo extra budget richiesta dall'Italia alla comunità e nei confronti della quale la stessa cancelliera non si è dimostrata particolarmente disponibile. L’extra budget rappresenta l’apertura a temi come situazione e necessità di ripresa economica e misure necessarie e prioritarie perché questo percorso di ripresa inizi davvero. E si tratta di una strada che, come molti spiegano da tempo, non può essere percorsa senza che vengano messe a punto e introdotte novità per le pensioni soprattutto di uscita prima. Da mesi si discute di soluzioni pensionistiche per rivedere le attuali norme di uscita da lavoro come quota 100, quota 41, mini pensione per tutti, sistemi per cui serve però un budget di cui il  nostro Paese non dispone, motivo per il quale si guarda con grande attenzione all’esito della riunione di domani.

Il punto, però, è che se anche le trattative europee si risolvessero positivamente, probabilmente anche l’extra budget non basterebbe per realizzare tutti i provvedimenti che la maggioranza vorrebbe e si dovrebbe lavorare per priorità. Queste priorità però dividono lo stesso esecutivo, tra coloro, soprattutto i tecnici del Tesoro, che ritengono sia prioritarie novità a sostegno delle imprese, piano di riduzione delle imprese e sblocco dei contratti del pubblico impiego, e chi invece ritiene che proprio le novità per le pensioni di uscita prima siano il primo passo verso una concreta ripresa dell’economia, perché sarebbero la soluzione ideale di rilancio dell’occupazione giovanile e, di conseguenza, della produttività. Resta dunque stretto il margine entro cui muoversi per la realizzazione di novità per le pensioni di uscita prima, soprattutto considerando l’intero costo previsto dagli interventi della maggioranza, precisamente 30 miliardi di euro, di cui 24 da destinare alla copertura delle spese correnti, di quelle precedenti e delle emergenze, e 6 miliardi di euro da impiegare per la crescita, per le imprese, per lo sblocco dei contratti dei dipendenti pubblici, e per le novità per le pensioni.

Ma si tratta di una cifra che per tutte queste misure non basterà, considerando che, stando alle ultime notizie, solo per lo sblocco dei contratti pubblici servirebbero 7 miliardi di euro, senza considerare le somme richieste per tutte le novità per le pensioni al vaglio. Dei 6 che resterebbero per tutti i provvedimenti sopra riportati, circa 4, 5 dovrebbero essere usati solo per realizzare novità per le pensioni concrete e importanti, come la quota 41. Sale il conto per la quota 100, che richiederebbe tra i 7 e i 10 miliardi di euro e che proprio perché così costosa al momento è stata messa da parte; mentre per la mini pensione, la maggioranza si prepara a stanziare al massimo 1,5 miliardi di euro che, però, le forze sociali chiedono di aumentare a 2,5 miliardi di euro. A queste cifre si affiancano i 2,3 miliardi di euro stimati per aumentare le pensioni più basse e garantire detrazioni fiscali anche ai pensionati.

Certo, dall’esito dell’incontro di domani tanto si potrà capire sulle intenzioni europee di sostegno al nostro Paese, ma molto dovrà fare la nostra stessa maggioranza, cercando di orientarsi tra tutti quei provvedimenti che potrebbero contribuire al rilancio effettivo dell’economia italiana, mettendo da parte quelle soluzioni di passaggio che, come ha sottolineato anche il presidente dell’Istituto di Previdenza, rappresentano solo un inutile spreco di disponibilità economiche che potrebbero invece essere risparmiate e usate per novità definitive e organiche. Il primo passo verso tali novità sarà innanzitutto stabilire le priorità di intervento, quindi definire soluzioni condivise, in grado di essere condivise da tutti tra forze politiche, forze sociali e cittadini stessi, e alla fine stabilire il budget da assegnare ad ogni provvedimenti che si desidererà mettere a punto. In questo quadro di decisione su e in cosa investire il budget disponibile, gran peso avrà la riunione di domani, per cui si resta in attesa di ulteriori notizie.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il