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Pensioni ultime notizie attese novità migliori Governo Renzi su Pil per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Fiducia dai tecnici dell’Economia sui nuovi dati sul Pil in arrivo entro il fine settimane: effetti e possibili conseguenze per novità pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:07): Come è stato fatto notare è strano ed inosuale che il Governo Renzi si sia esposto ufficialmente prima sul Pil spiegando di essere fiduciosi rispetto alle ultime notizie e ultimissime finora negative. E dall'altra parte questa presa di posizione potrebbe essere anche spiegata visto l'importanza che il Pil avrà per tutte gli argomenti potenzialmente in manovra comprese le novità per le pensioni anche se non c'è da farsi molto illusioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:07): Numerosi e riguardanti diversi aspetti sono gli aspetti delle novità per le pensioni che almeno teoricamente si vorrebbero portare avanti come da ultime notizie e ultimissime. E la maggioranza anche e non solo per le novità per le pensioni confida nelle ultime e ultimissime notizie sull'andamento della crescita che potrebbe essere positivo nell'ultimo trimestre dell'anno.

I tecnici dell'Economia sono fiduciosi sui prossimi dati sull'andamento del Pil che saranno resi noti venerdì prossimo: un appuntamento particolarmente atteso che potrebbe rivelarsi decisamente importante per la concessione dell'extra budget richiesta dall'Italia alla Comunità. Mentre le trattative europee proseguono, come riportano anche le ultime notizie, un andamento nuovamente in crescita e positivo del Pil potrebbe sostenere una chiusura positiva delle trattative stesse. E l'auspicio è che la fiducia dei tecnici del Tesoro sia alla fine realtà: stando a quanto stimato, nel secondo trimestre di quest'anno, il Pil dovrebbe migliorare rispetto al trimestre precedente, scongiurando così il rischio di un peggioramento della stima di crescita 2016. Dalla nuova sul Pil di fine settimana dipenderà il nuovo quadro di finanza pubblica e la definizione delle misure che la maggioranza dovrà approvare entro il prossimo ottobre. Le novità positive attese sul Pil potrebbero dunque permettere di chiudere le trattative europee sulla concessione dell’extra budget in maniera positiva anche se le disponibilità economiche che si avrebbero non basterebbero comunque per riuscire a realizzare tutti i provvedimenti al vaglio della stessa maggioranza per un rilancio dell’economia.

Le stime su un miglioramento del Pil sono dettate dalle ultimissime notizie che un aumento dell'indice destagionalizzato del fatturato dei servizi (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) dell'1,0% rispetto al primo trimestre, un aumento del fatturato dei servizi del 2%, seguito da quello relativo al trasporto aereo (+3,0%), ai servizi postali e alle attività di corriere (+1,9%), alla manutenzione e riparazione di autoveicoli (+1,3%), ai servizi di informazione e comunicazione (+0,6%) e in riferimento al commercio all'ingrosso (+0,2%). Si tratta di numeri che fanno ben sperare in un percorso di crescita continuo e costante che sarebbe completo se anche la disoccupazione giovanile iniziasse a calare. Stando infatti alle ultime notizie, è vero che il tasso di disoccupazione è calato ma è anche vero che questo calo interessa solo la popolazione più adulta escludendo la fascia dei più giovani, di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Per ovviare a questa situazione si dovrebbero approvare novità per le pensioni di uscita prima ma a questo punto si ritorna alla questione precedente: manca il budget necessario e solo un aumento costante del Piul potrebbe favorirne l’approvazione in generale e la concessione dell’extra budget da parte della Comunità in particolare.

A quel punto, però, bisognerebbe decidere e capire quale novità per le pensioni approvare, tra quota 1, quota 100, mini pensione per tutti, insieme alla richiesta di aumento delle pensioni più basse. Ogni sistema di quelli appena citati sarebbe cruciale per una revisione dei requisiti pensionistici attualmente stabiliti e per porre fine a quelle ingiustizie sociali create proprio dalle attuali norme. Il problema è che sono abbastanza costosi, basti pensare che servono 5 miliardi di euro circa per la quota 41, cioè per permettere a coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale e a chi svolge attività faticose, di andare in pensione con 41 anni di contributi, senza penalità e senza necessità di raggiungere alcun limite anagrafico; e tra i 7 e i 10 miliardi di euro costerebbe la quota 100, indicata da tanti come la migliore soluzione pensionistica per tutti.

Ma si tratta di un budget di cui l’esecutivo non dispone, motivo per il quale pur di fare qualcosa di concreto per le pensioni ha messo a punto l’uscita con la mini pensione, per cui lo stanziamento sarebbero di un miliardo e mezzo, che le forze sociali hanno chiesto di aumentare a 2,5 miliardi di euro, ma che comunque risulta poco conveniente un inutile spreco di soldi, perché particolarmente limitato come sistema, visto che interessa solo i nati tra il 1951 e il 1953, e che rischia di rivelarsi un flop esattamente come già accaduto per il part time. Alla luce delle ultime notizie che saranno rese note tra qualche giorno sull’andamento del Pil e della chiusura delle trattative comunitarie sull’extra budget, bisognerà quindi lavorare in maniera seria e profonda per capire su quale strada di novità per le pensioni orientarsi davvero, per non sprecare soldi e definire soluzioni universali e strutturali.
 
L’extra budget eventualmente concesso dalla Comunità bastare per mettere in atto le novità per le pensioni sia per la questione di misure considerate prioritarie, come il piano di riduzione delle imposte o misure a sostegno delle imprese, da realizzare, sia proprio per un problema di bilancio, decisamente stretto, che dovrebbe prevedere 30 miliardi per fare tutto.

La possibilità di ottenere l’extra budget dalla Comunità potrebbe essere sostenuta anche da un altro dato positivo: secondo le ultime notizie, infatti, il tasso di disoccupazione a luglio è sceso complessivamente all'11,4%, in calo di 0,1 punti percentuali dal mese di giugno. Secondo gli ultimi dati Istat, dopo l'aumento registrato a giugno (+1,3%), la stima mensile dei disoccupati a luglio è scesa dell'1,3% (-39 mila) e si tratta di un calo interessa sia gli uomini (-1,4%) sia le donne (-,2%) e tutte le classi di età, ad eccezione, però, della fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni (+23 mila) e i 25 e 34 anni (+38 mila). Anche se il dato sulla disoccupazione è positivo, in riferimento a quella giovanile, resta comunque piuttosto elevato, segno che qualcosa sarà necessario fare per invertire questa tendenza e aprire nuove prospettive di futuro pensionistico ai più giovani. E l’unico meccanismo per innescare tale sistema è quello di approvare novità per le pensioni di uscita prima che permetterebbero, come abbiamo spesso ripetuto, ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima lasciando libero posti di lavoro per le assunzioni dei più giovani.

Si tratta di un meccanismo che, tra l’altro, risulterebbe piuttosto semplice, ma la difficoltà reale, visto il nulla di fatto in questi ultimi due anni di discussioni di novità da attuare tra quota 100, quota 41, mini pensione, è la mancanza di budget adeguato e sufficiente per cambiare le attuale norme pensionistiche così come si vorrebbe. Le novità per le pensioni  avrebbe, infatti, un costo miliardario di cui al momento il nostro Paese non dispone, motivo per il quale si attende con grande ansia l’esito delle trattative comunitarie per la concessione dell’extra budget che potrebbero essere certamente influenzate dai nuovi dati sul Pil che saranno comunicati venerdì.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il